Andrew Korybko: In quale scenario potrebbe verificarsi una mobilitazione in Russia e come potrebbe reagire l’UE?

IN QUALE SCENARIO POTREBBE VERIFICARSI UNA MOBILITAZIONE IN RUSSIA E COME POTREBBE REAGIRE L’UE?

Di Andrew Korybko, 12 ottobre 2026

Molto probabilmente la mobilitazione verrebbe dichiarata solo per sfruttare un imminente sfondamento del fronte; tuttavia, è prevedibile che l’UE presenti una tale mossa come un imminente attacco russo, al fine di perseguire gli obiettivi delle proprie élite.

Il Telegraph ha recentemente sostenuto che Putin stia preparando una “mobilitazione occulta”, predisponendo misure amministrative per l’eventualità in cui decidesse di proclamare la mobilitazione. Il contenuto di queste voci non è nuovo; già all’inizio di settembre Putin aveva replicato affermando: “Al momento non esiste alcuno scenario che richieda una mobilitazione. Si tratta di un attacco informativo da parte del nemico alla vigilia delle elezioni per la Duma di Stato, nel tentativo di influenzarne i risultati”.

Entrambe le parti della sua affermazione sono vere, ma non si può escludere che le circostanze cambino; ​​in tal caso, vale la pena analizzare lo scenario in cui potrebbe verificarsi una mobilitazione e il modo in cui l’UE potrebbe reagire. La campagna russa di attacchi alle locomotive «minaccia di paralizzare la logistica militare ucraina», qualora venisse condotta in modo sistematico da qui al prossimo inverno e accompagnata da attacchi altrettanto sistematici contro depositi di carburante, porti, centrali elettriche e altre infrastrutture.

Se i pianificatori militari russi dovessero convincersi che ciò potrebbe portare alla tanto attesa svolta sul fronte, potrebbero consigliare a Putin di replicare quanto fatto quattro anni fa, ovvero proclamare la mobilitazione parziale di riservisti esperti per sfruttare tale sfondamento. L’obiettivo sarebbe quello di impiegare una maggiore forza militare in questo momento strategicamente favorevole, per costringere l’Ucraina ad accettare tutte le richieste russe – o quantomeno il maggior numero possibile di esse – e porre così fine al conflitto con una vittoria della Russia.

Si tratta di uno scenario plausibile in cui potrebbe essere dichiarata almeno una mobilitazione parziale – eventualità a cui la componente europea della NATO (E-NATO) si sta verosimilmente già preparando in anticipo, come dimostrerebbe il recente allarmismo isterico riguardo a un imminente attacco russo contro diversi membri del blocco. Alla luce delle dinamiche strategico-militari del conflitto, in rapida evoluzione a seguito della già citata campagna di attacchi sistematici condotta dalla Russia, tale narrazione può essere interpretata, col senno di poi, come un’opera di condizionamento preventivo.

L’obiettivo è indurre l’opinione pubblica a percepire qualsiasi mobilitazione parziale come i preparativi per un’invasione russa degli Stati baltici e/o della Polonia – un’ipotesi rispetto alla quale Putin ha dichiarato di non avere alcun interesse e che, del resto, non avrebbe senso, dato che rischierebbe di scatenare una Terza Guerra Mondiale per occupare popolazioni ostili. Ciononostante, tale opera di condizionamento preventivo potrebbe accompagnarsi a un’operazione “false flag” (magari in Polonia?), volta a giustificare una pericolosa escalation della NATO contro la Russia o ad accelerare il processo di centralizzazione politico-militare dell’UE.

Le élite liberali al potere nell’area euro-atlantica sono sfidate come mai prima d’ora dalle opposizioni conservatrici, sullo sfondo di un declino economico causato dall’impennata dei prezzi del carburante — conseguenza delle sanzioni anti-russe e delle ripercussioni della terza guerra del Golfo sul mercato energetico globale. Esse hanno dunque tutto l’interesse ad alimentare al massimo il timore nei confronti della Russia, quantomeno per compattare il proprio elettorato e procedere a un’ulteriore centralizzazione dell’UE, arrivando persino — nello scenario più estremo, qualora le altre strategie fallissero — a un pericoloso inasprimento dello scontro con Mosca.

In sintesi, è assai probabile che la mobilitazione venga dichiarata solo per sfruttare un imminente sfondamento del fronte; tuttavia, c’è da aspettarsi che l’E-NATO presenti una simile mossa come l’imminente preludio a un attacco russo, al fine di perseguire gli obiettivi delle proprie élite. Potrebbe persino verificarsi un’operazione “false flag” per rendere più credibile tale narrazione. Prima di innescare una pericolosa escalation contro la Russia con questo pretesto, però, l’E-NATO dovrebbe ricordare le parole di Lavrov, secondo cui un eventuale conflitto tra le parti “sarà brevissimo”: un chiaro riferimento alla possibilità che la Russia colpisca l’E-NATO con armi nucleari per legittima difesa.

https://korybko.substack.com/p/in-what-scenario-might-mobilization

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