
Gian Pio Mattogno
SHABBATH GOYIM NOACHIDI AL SERVIZIO DELLA SINAGOGA
Fra le strategie più insidiose messe in atto dal giudaismo rabbinico-talmudico per preparare la strada al futuro dominio universale del “popolo eletto” (come ampiamente documentato dalle fonti della tradizione giudaica, parte delle quali riportate in questo stesso sito revisionista) vi è il cosiddetto noachismo.
La dottrina noachide fu escogitata dai rabbi d’epoca talmudica al solo scopo di assicurarsi una manovalanza di Shabbath Goyim, cioè di non-ebrei giudaizzanti e giudaizzati, una manovalanza di utili idioti in servizio permanente effettivo, veri e propri servi di Israele – i noachidi, appunto – da utilizzare come un cavallo di Troia per disgregare dall’interno le fondamenta spirituali e le tradizioni dei popoli gentili.
Ricordo quanto sul noachismo ebbe a scrivere nel 1885 la (ex) gloriosa «Civiltà Cattolica», la quale definiva il noachismo «un’invenzione talmudica, rabbinica e cabalistica intesa appunto allo scopo di fare, come i Talmudisti dicono, la siepe alla legge; cioè di sequestrare la razza ebrea dalle altre razze» (Di un recente libro “Pro Judaeis, CC, 1885, 1, pp. 294-295).
Ora, che gli ebrei talmudisti incoraggino i non-ebrei a farsi noachidi è perfettamente comprensibile.
Più sorprendente è che fra gli stessi goyim vi siano degli utili idioti proni ai voleri di Israele e disposti a praticare su sé stessi una vera e propria eutanasia spirituale, un dolce suicidio che consiste nel rinnegare radicalmente la propria identità e le proprie tradizioni, e nel sottomettersi deliberatamente alla volontà e ai disegni del Dio giudaico e di Israele.
Chi abbraccia il noachismo è obbligato infatti ad osservare i sette comandamenti che Jahvè avrebbe dato a Noè: è proibito mangiare un membro o un pezzo di carne prelevato da un animale vivo; rubare e rapinare; uccidere un essere umano; commettere adulterio; è obbligatorio nominare giudici e formare corti di giustizia.
Più o meno i precetti che ispirano ogni popolo civile.
Ma i comandamenti che caratterizzano più propriamente la dottrina noachide sono quelli di non adorare gli “idoli” e di non bestemmiare, cioè di riconoscere e adorare l’unico vero Dio, il Dio d’Israele, tutti gli altri, compreso il Dio adorato dai cristiani, non essendo che vana idolatria.
Questa è la condizione fondamentale per essere un vero noachide.
Ai giorni nostri i noachidi formano un movimento a livello mondiale, sponsorizzato dalla comunità ebraica internazionale, al momento ancora esiguo, ma in lenta e costante ascesa.
Secondo quanto riportato dai media, a novembre di quest’anno si riunirà a Gerusalemme il Primo Congresso Internazionale dei Noachidi.
(Non-Jews From 20 Countries to Convene in Jerusalem for First International Congress of Noahides, «National Law Review», October 7, 2026, Volume XVI, Number 280, natlawreview.com).
Come denuncia un sito cristiano curato da Jana S Bennun, si tratterebbe di un’assemblea altamente organizzata, concepita allo scopo di costruire una struttura giuridica e politica noachide a livello mondiale e di rimodellare il diritto civile occidentale.
(Warnings! Israel Set to Recognize Global Noahide Court, janasutoova.substack.com, che cita le fonti rabbiniche originali dal sito ebraico Sefaria ).
Si starebbe pianificando di redigere una carta universale vincolante, eleggere dei consigli e lanciare ufficialmente il primo tribunale rabbinico internazionale (Bet Din).
Tutti i non-ebrei sarebbero vincolati ad una autorità centrale con sede a Gerusalemme.
Il gran finale di questo evento avrebbe luogo a Beit HaNasi, la residenza ufficiale del Presidente di Israele.
Delegati provenienti da tutto il mondo leggerebbero una dichiarazione formale per ottenere il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato israeliano.
In questo contesto, lo stesso sito cristiano riporta un video da Youtube, nel quale il rabbino Tovia Singer si scaglia con violenza contro i cristiani che hanno osato lanciare l’allarme contro i pericoli del noachismo.
(War with the Noahides Has Started: Arm Yourself with Scriptures, ivi).
Seguo da presso la ricostruzione che ne ha fatto il sito cristiano.
All’inizio il rabbino Singer, citando Atti 15, cerca di disarmare i credenti cristiani sostenendo che lo stesso Nuovo Testamento ingiunge ai gentili di osservare le leggi noachidi.
Questa è una menzogna bella e buona!
In realtà, in Atti 15 il Concilio di Gerusalemme si riunisce perché i giudaizzanti dicevano ai convertiti gentili a Gesù che non potevano essere salvati se non praticavano la circoncisione e non osservavano la legge di Mosè, cosa rifiutata decisamente dagli Apostoli, come dichiara esplicitamente Pietro (Atti 15, 10-11).
Gli Apostoli chiesero ai gentili di astenersi da cibi contaminati dagli idoli, dall’immoralità sessuale, dalla carne di animali soffocati e dal sangue unicamente perché credenti giudei e gentili potessero condividere la mensa senza incorrere in pratiche pagane.
Si trattava di un atto di unità pastorale, non di sottomissione ad un regime giuridico rabbinico.
Quel che il rabbino Singer omette di specificare è che la legge rabbinica è una legge anticristiana.
Secondo Maimonide (Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9,14; Hilchot Avodat Kochavim 9,4) qualsiasi gentile noachide che commette un peccato di idolatria è soggetto alla pena della decapitazione comminata da un tribunale rabbinico.
Lo stesso Maimonide bolla la Trinità cristiana e la divinità di Cristo come avodah zarah, culto idolatrico.
Il rabbino Singer cerca poi di dimostrare che il codice noachide esisterebbe fin dalla creazione e sarebbe stabilito nel libro della Genesi, e come tale dovrebbe essere accettato dai cristiani.
Coloro che si oppongono al movimento noachide, dice, sono nemici del Dio di Israele, sono nemici delle Scritture, punto e basta.
Ma i cristiani non possono assolutamente accettare un codice che non solo non riconosce Cristo come Dio, ma lo considera un fomite di idolatria.
Il movimento noachide addestra personale per diffondere le proprie credenze in tutto il mondo, e chiunque osi rifiutare di allinearsi all’autorità talmudica viene immediatamente etichettato come antisemita.
Il rabbino Singer, che pure denigra senza esitazione Gesù Cristo e il cristianesimo, attacca apertamente i cristiani che mettono in guardia contro il sistema giuridico noachide, definendoli nemici di Dio.
E poi fa l’offeso quando i credenti cristiani definiscono il movimento noachide come l’anticristo!
L’Apostolo Giovanni non lascia adito a dubbi e identifica perfettamente l’anticristo quando scrive:
«Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio» (1 Giovanni 2,22).
«Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo. Da questo conoscerete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto dalla carne, è da Dio; e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell’anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo» (1 Giovanni 4, 1-3).
«Perché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto dalla carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!» (2 Giovanni 1,7).
Sin qui il sito cristiano.
Ora, forse nessuno lo sa, ma anche le pulci (italiote) hanno la tosse.
Dal 2006 anche in Italia esiste un movimento noachide.
Lo apprendiamo dal SITO NOACHIDE. MONOTEISMO ETICO NOACHIDE ITALIANO (benenoach.info).
La vera natura di utili idioti al servizio del giudaismo rabbinico-talmudico di questi quattro gatti di noachidi italioti (ma non è tanto il numero che conta, quanto piuttosto il merito) emerge con tutta evidenza dagli scritti che compaiono nel sito.
Alcuni appunti per una “Storia del movimento noachide” e del “Monoteismo etico noachide” ci informano che da alcuni anni è comparso un movimento noto come B’nei Noah, i cui membri seguono i sette precetti noachidi basati sull’insegnamento di Maimonide.
Fra i gruppi ebraici che si sono distinti nella promozione dei precetti noachidi spicca Chabad-Lubavitch («il più attivo politicamente») con il suo leader storico, il rabbino Menachem Mendel Schneerson.
Chabad-Lubavitch si è impegnato a far firmare una dichiarazione che invita tutti i non-ebrei che risiedono in Israele ad osservare le leggi noachidi.
Uomini di governo e politici di diversi paesi hanno dichiarato il loro sostegno alle leggi noachidi.
Il 10 gennaio 2006 è stato istituito in Israele l’Alto Consiglio dei B’nei Noah, che rappresenta le comunità noachidi di tutto il mondo.
«L’Alto Consiglio dei B’nei Noah riscuote in particolare un apparente successo nel creare legami con il giudaismo ortodosso e con i noachidi osservanti».
A partire dal 1991 sono riusciti a far inserire un riferimento ai precetti noachidi all’interno di un proclama del Congresso degli USA.
Nel 2007 si è tenuta a Roma una giornata di studio sul noachismo.
Il noachismo italiano, che si sta attivando per dare indicazioni storiche, etiche e liturgiche (sic!), promuove ‒ così ci viene assicurato ‒ «tolleranza, libertà e rispetto dell’Uomo e senza discriminazioni per nessuno».
L’illustrazione delle leggi noachidi (non adorare gli idoli, non profanare il Nome, non uccidere, non commettere incesto e violenza sessuale, non rubare, perseguire la giustizia, non essere crudele con gli animali) non poteva che essere introdotto da un bello Shalom!
Perché anche la storia dei noachidi italioti rivela la loro vera natura di utili idioti al servizio della Sinagoga?
Perché i vari Maimonide, Chabad-Lubavitch e Menachem Mendel Schneerson da essi invocati rappresentano l’esatto contrario della “tolleranza” e del “rispetto dell’Uomo”.
Costoro odiano apertamente tutti i non-ebrei, le cui anime dicono discendere da forze malefiche e sataniche; odiano tutte le altre religioni, ed in particolare il cristianesimo, in quanto credenze idolatriche da combattere ed estirpare.
I noachidi, nostrani e non, conoscono o no tutto ciò?
In un caso o nell’altro, chiunque si presti ad accettare e diffondere questo genere di precetti anticristiani e antigentili non può che essere considerato alla stregua di un docile cagnolino al servizio della Sinagoga.
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