Andrew Korybko: Il viaggio del premier pakistano in Russia, già programmato, giunge in un momento cruciale per le relazioni bilaterali

IL VIAGGIO DEL PREMIER PAKISTANO IN RUSSIA, GIÀ PROGRAMMATO, GIUNGE IN UN MOMENTO CRUCIALE PER LE RELAZIONI BILATERALI

Di Andrew Korybko, 25 ottobre 2026

La conclusione di accordi importanti con la Russia, dopo anni di trattative senza alcun progresso concreto, dimostrerebbe al Cremlino che il Pakistan possiede una sovranità sufficiente a opporsi alle pressioni statunitensi e che ha interesse a gestire la controversia riguardante l’Afghanistan – ora sotto la guida dei talebani – attraverso una cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa.

Secondo i media pakistani, il primo ministro Shehbaz Sharif si recherà in Russia tra la fine di novembre o l’inizio di dicembre, dopo che il viaggio inizialmente previsto per fine febbraio era stato rinviato a causa della terza guerra del Golfo. L’ordine del giorno dovrebbe includere, tra le altre cose, questioni regionali, cooperazione nel settore energetico, il sostegno russo al rilancio della Pakistan Steel Mills, la sicurezza alimentare e i canali finanziari. Sebbene tutti questi aspetti siano rilevanti, i seguenti cinque temi dovrebbero avere la priorità, poiché determineranno il futuro delle relazioni russo-pakistane, che al momento si trovano in una fase di rinnovata incertezza:

  1. La disputa russo-pakistana sull’Afghanistan guidato dai talebani

La Russia considera i talebani i legittimi governanti dell’Afghanistan, ne ha elogiato i successi nella lotta al terrorismo e sta valutando la possibilità di armarli in funzione anti-ISIS-K; il Pakistan, al contrario, li considera illegittimi, li accusa di ospitare terroristi e teme che le armi fornite dalla Russia possano essere utilizzate contro di esso. Questa controversia, emersa pubblicamente durante l’ottavo round delle consultazioni del “Formato di Mosca” sull’Afghanistan all’inizio di ottobre, rischia – se non risolta – di degenerare in una crisi politica o in qualcosa di ancora peggiore.

  1. La presunta guerra per procura del Pakistan contro l’Afghanistan

Il New York Times, citando un funzionario dell’intelligence pakistana attualmente in servizio e un ex responsabile della sicurezza nazionale, ha riferito che esponenti dell’esercito e dell’intelligence del Pakistan hanno incontrato gruppi anti-talebani per offrire loro un possibile sostegno. Se la notizia fosse confermata – il che appare coerente con le previsioni di molti osservatori, dato il perdurare del conflitto afghano-pakistano di cui non si intravede la fine – allora l’ultima “guerra per procura” condotta dal Pakistan in Afghanistan potrebbe estendersi all’Asia centrale, destabilizzando gli alleati della Russia in quell’area e contribuendo a un ulteriore deterioramento delle relazioni tra Mosca e Islamabad.

  1. Il ruolo della NATO islamica nell’aiutare il Pakistan a condurre quanto sopra

Kamran Yousaf, corrispondente senior per gli affari esteri del quotidiano *The Express Tribune*, ha recentemente citato alcuni diplomatici pakistani – rimasti anonimi – secondo i quali il rapido riavvicinamento della Russia all’Afghanistan sarebbe una risposta alla cosiddetta “NATO islamica”. Come spiegato in questa sede, tale interpretazione non corrisponde al vero; tuttavia, è possibile che il Pakistan sfrutti il ​​”Patto della Mecca” per chiedere all’Arabia Saudita di finanziare l’acquisto di droni turchi, destinati a essere impiegati dal Pakistan stesso e/o dai suoi delegati in Afghanistan. Una mossa che potrebbe innescare, nel Paese, una guerra per procura con la Russia.

  1. L’influenza degli Stati Uniti sugli accordi del Pakistan con la Russia

Anni di colloqui tra Russia e Pakistan riguardo a un importante accordo petrolifero – oltre ad altre promettenti opportunità, come la modernizzazione da parte russa delle infrastrutture pakistane legate alle risorse – non hanno finora portato ad alcun risultato. Alcuni sospettano che ciò sia dovuto al fatto che gli Stati Uniti esercitano, di fatto, un potere di veto sugli accordi del Pakistan con la Russia. La conferma, da parte pakistana, della chiusura del confine con l’Iran in ottemperanza alle sanzioni contro Teheran, rafforza ulteriormente il sospetto che siano le sanzioni contro la Russia a ostacolare ogni progresso.

  1. Il futuro del PAKAFUZ

Sebbene gli Stati Uniti esercitino di fatto un potere di veto sugli accordi del Pakistan con la Russia, si ritiene che la loro influenza sul progetto ferroviario Pakistan-Afghanistan-Uzbekistan (PAKAFUZ) sia minore rispetto a quella che esercitano su intese in ambito energetico e infrastrutturale; ciò è dovuto alla natura multilaterale del progetto e al ruolo relativamente più marginale del Pakistan al suo interno. Di conseguenza, appare ragionevole fare del PAKAFUZ il progetto di punta delle relazioni bilaterali, in attesa della conclusione del conflitto afghano-pakistano – una fine per la quale la Russia si è offerta di fare da mediatrice, qualora entrambe le parti si mostrassero interessate.

La Russia desidera realmente espandere in modo globale le relazioni con il Pakistan; spetta dunque a quest’ultimo ricambiare concretamente, finalizzando importanti accordi nei settori dell’energia, delle infrastrutture e in altri ambiti, dopo anni di negoziati che non hanno portato ad alcun progresso tangibile. Anche qualora non si giungesse ad alcuna intesa durante l’imminente visita di Sharif, è auspicabile che egli e Putin discutano apertamente dei cinque punti sopra elencati, così da evitare un deterioramento dei loro rapporti nel caso in cui non riuscissero a superare le divergenze sull’Afghanistan.

https://korybko.substack.com/p/the-pakistani-premiers-planned-trip

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