Almeno 160 attacchi da parte di coloni israeliani in 2 settimane

ALMENO 160 ATTACCHI DA PARTE DI COLONI ISRAELIANI IN 2 SETTIMANE

Israele impedisce a migliaia di agricoltori palestinesi di raggiungere i propri ulivi, mentre ai coloni viene consentito di accedere alle terre dei palestinesi per raccoglierne i prodotti.

Tra il 2023 e la fine di settembre, i coloni hanno danneggiato 286.000 alberi di ulivo.

In quel periodo, il 90 per cento dei due milioni di alberi di ulivo di Gaza è andato distrutto.

Le perdite sono stimate a 157 milioni di dollari dall’ottobre 2023

Ripubblicato da UN News, 21 ottobre 2026

L’uso di munizioni vere, incendi dolosi e la distruzione di ulivi secolari hanno segnato le prime settimane della raccolta di quest’anno nella Cisgiordania occupata.

Secondo l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli aiuti (OCHA), nelle prime due settimane di ottobre sono stati registrati almeno 160 attacchi da parte di coloni israeliani legati alla raccolta delle olive; tali episodi sono avvenuti spesso sotto la protezione, o con la partecipazione, delle forze israeliane.

I coloni hanno inoltre danneggiato proprietà palestinesi e sottratto olive già raccolte e attrezzature agricole. Venerdì scorso hanno aggredito un fotoreporter del Washington Post che stava seguendo la raccolta delle olive e, il giorno seguente, hanno attaccato alcuni diplomatici europei in visita a una comunità palestinese.

Giovedì, l’ufficio dell’ONU per i diritti umani (OHCHR) nei Territori palestinesi occupati ha esortato gli Stati e i donatori ad andare oltre la semplice condanna e ad adottare misure urgenti per proteggere le comunità palestinesi, in un momento in cui la stagione registra un “inizio inquietante“.

Tagliati fuori dalla propria terra

Migliaia di agricoltori palestinesi non riescono a raggiungere i propri ulivi a causa delle severe restrizioni alla circolazione imposte da Israele, che negli ultimi tre anni sono peggiorate drasticamente. Nel frattempo, secondo l’OHCHR, ai coloni viene consentito di accedere ai terreni dei palestinesi per raccoglierne i prodotti.

«I palestinesi dicono spesso che gli ulivi sono un simbolo della loro esistenza come gruppo e del loro legame con la terra», ha affermato Ajith Sunghay, capo dell’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati.

«Si tratta dell’ennesimo strumento di spostamento forzato e spoliazione, che va ad accrescere le sofferenze di comunità i cui diritti sono quotidianamente sotto attacco».

Il bilancio per il settore olivicolo è stato pesante. Il Ministero dell’Agricoltura palestinese stima le perdite in 157 milioni di dollari dall’ottobre 2023 e afferma che, in questo arco di tempo, è andato distrutto il 90 per cento dei due milioni di alberi di ulivo presenti a Gaza.

In Cisgiordania, tra il 2023 e la fine di settembre 2026 sono stati danneggiati 286.000 alberi di ulivo, di cui 100.000 quest’anno, ancora prima dell’inizio della stagione della raccolta.

Invito all’azione

Il signor Sunghay ha ribadito un appello del Protection Cluster – una rete che comprende oltre 100 organizzazioni internazionali e nazionali, guidata dal suo ufficio – affinché gli Stati membri rafforzino la propria presenza diplomatica sul campo nelle comunità ad alto rischio, in particolare durante i periodi di raccolta.

Il Cluster ha esortato i governi nazionali a fare pressione su Israele affinché garantisca ai palestinesi un accesso sicuro ai propri terreni agricoli, protegga gli agricoltori dalla violenza e dall’espulsione, rafforzi la responsabilità e ponga fine all’espansione degli insediamenti.

Ha inoltre invitato i donatori a fornire:

  • finanziamenti tempestivi e flessibili per la presenza protettiva
  • assistenza legale
  • sicurezza alimentare
  • interventi sui mezzi di sussistenza

Nel corso degli anni, a fronte degli attacchi da parte dei coloni israeliani in tutta la Cisgiordania, le agenzie dell’ONU si sono adoperate a lungo per proteggere gli agricoltori palestinesi.

Il personale dell’agenzia dell’ONU per i profughi palestinesi (UNRWA) ha aiutato gli agricoltori a raccogliere le olive, anche a Beit Surik, Biddu e Wadi Fukin.

I funzionari dell’ONU hanno inoltre incontrato le comunità per cercare di limitare gli attacchi; tra le misure adottate, nel 2024 sono stati stanziati 750.000 dollari dal Fondo umanitario a sostegno degli olivicoltori, ribadendo che essi devono poter accedere ai propri uliveti in modo sicuro e senza ostacoli.

https://israelpalestinenews.org/at-least-160-israeli-settler-attacks-in-2-weeks/

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