Gian Pio Mattogno: Come non spiegare le origini dell’antigiudaismo cristiano

Gian Pio Mattogno 

 

COME NON SPIEGARE LE ORIGINI DELL’ANTIGIUDAISMO CRISTIANO

 

Non se ne sentiva il bisogno, ma ecco l’ennesimo apologeta ebreo, Yosef Eisen, che vuole impartirci la solita lezioncina “ad usum judaei” sull’origine e lo sviluppo dell’antigiudaismo cristiano.

Yosef Eisen è un «noto storico e conferenziere».

Lo scritto in questione è tratto dal suo libro Miraculous Journey.

“Miracolosa” naturalmente sarebbe la storia del popolo ebraico.

(Overview of Christian Anti-Semitism, chabad.org. Il sito ebraico che accoglie lo scritto è tutto un programma).

Ne riassumo i punti essenziali.

L’«odio nei confronti del popolo ebraico» è presente nel cristianesimo fin dalle sue origini.

La sua virulenza tuttavia raggiunge il suo apice solo alla fine dell’XI secolo (Alto Medio Evo).

«L’antisemitismo era così forte che molti degli atteggiamenti che i cristiani svilupparono nei confronti degli ebrei portarono chiaramente (clearly), centinaia di anni dopo, all’Olocausto (sic!!) e le cui conseguenze si fanno sentire ancora oggi».

Con il trionfo della Chiesa durante il regno di Costantino gli ebrei si trovano per la prima volta in un mondo interamente cristiano. Il nuovo impero cristiano pretende di rappresentare l’unica vera fede, il che significa che l’ebraismo è un anatema.

Da allora la legge romana cristiana decreta nuove norme antiebraiche e vieta agli ebrei di ricoprire cariche pubbliche o gradi di ufficiale dell’esercito.

Dal punto di vista teologico, i primi padri della Chiesa gettano le basi dell’antisemitismo cristiano successivo.

San Giovanni Crisostomo definisce gli ebrei empi, idolatri, criminali e assassini di bambini.

Gregorio di Nissa scrive che gli ebrei sono assassini del Signore e dei profeti, ribelli e detrattori di Dio, compagni del Diavolo, razza di vipere, sinedrio dei demoni, maledetti, detestati, nemici di tutto ciò che è bello.

Yosef Eisen si ferma qui, ma avrebbe potuto continuare nelle citazioni.

In realtà il problema non sta qui.

Col suo taglio elementare, lo scritto sembra destinato ai giovani ebrei e ai goyim di bocca buona, che bevono anche il delirante riferimento all’Olocausto.

Ma un qualunque lettore appena smaliziato del “Viaggio miracoloso” potrebbe chiedere a ragione: perché i Padri della Chiesa usarono queste espressioni così dure verso gli ebrei?

Che cosa avevano detto o fatto gli ebrei per meritare un simile linguaggio?

Yosef Eisner parla di «odio» della Chiesa verso gli ebrei, ma tace completamente sull’odio rabbinico-talmudico antigentile e anticristiano, e non dice nulla sulle ingiurie e le blasfemie contro Gesù, Maria, sulla Birkat ha-Minim (la benedizione/maledizione contro gli “eretici”), sulle persecuzioni dei cristiani da parte dei giudei, etc.

L’antigiudaismo cristiano non si è generato misteriosamente come un fungo in una notte, ma è nato come una reazione all’odio rabbinico-talmudico contro il cristianesimo.

Di “miracoloso” in tutta questa faccenda è il modo in cui certa apologetica ebraica riesca a tacere e ad eludere le vere cause dell’antigiudaismo di matrice cristiana.

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