Francia: condannati i revisionisti Vincent Reynouard e Jerome Bourbon

La notizia dei giorni scorsi è quella costituita dalla condanna, emessa la settimana scorsa da parte di un tribunale parigino, del revisionista francese Vincent Reynouard e del suo editore Jerome Bourbon:

https://www.yahoo.com/news/world/articles/french-holocaust-denier-jailed-eight-160534079.html

Reynouard è stato condannato a otto mesi di prigione per “negazionismo della Shoah”, mentre Bourbon, direttore della benemerita rivista Rivarol, dovrà scontare sei mesi agli arresti domiciliari (col braccialetto elettronico). Reynouard è stato condannato ma la domanda rimane: chi dà ad un giudice la facoltà (e la competenza) di stabilire ciò che si può dire e ciò che NON si può dire in materia di storia? È chiaro che una legge come la Fabius-Gayssot, che dal 1990 proibisce non solo la contestazione ma anche la semplice discussione delle sentenze emanate a suo tempo dal tribunale di Norimberga, è una mostruosità giuridica. Non solo, è un tipico frutto della mentalità giacobina e massonica che ha le sue radici nella rivoluzione francese. Da questo punto di vista, i revisionisti perseguitati oggi nei tribunali francesi sono gli eredi morali dei religiosi e delle religiose che venivano decapitati su ordine dei tribunali rivoluzionari negli anni Novanta del Settecento. Ma l’aspetto più immorale di tutta la faccenda è che Reynouard e Bourbon dovranno pure pagare i “danni” alle associazioni ebraiche e “antifasciste” che si costituiscono regolarmente come parti civili in questo tipo di processi. Tutto ciò fa della Francia una Nazione fellona e senza onore.

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