
QUAL È IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE MILITARE RUSSO-AFGHANA?
Di Andrew Korybko, 6 ottobre 2026
La Russia potrebbe esitare a vendere equipaggiamenti letali ai talebani – nonostante la minaccia rappresentata dall’ISIS-K per l’Afghanistan e la guerra non dichiarata in corso con il Pakistan – per il timore che tali armi possano essere impiegate in quel conflitto, compromettendo il faticoso riavvicinamento russo-pakistano degli ultimi anni.
Nel fine settimana, il Ministero della Difesa afghano ha confermato che una delegazione di alto livello del Paese ha partecipato alle recenti grandi manovre militari russe “Center-2026”. Le esercitazioni si sono concentrate su tecniche di combattimento all’avanguardia, ponendo particolare enfasi sull’impiego di droni e altre apparecchiature automatizzate. In precedenza, Putin si era recato sul posto per assistere alle manovre. News18 India, una delle principali testate del Paese, in un articolo dedicato alla partecipazione dell’Afghanistan a tali esercitazioni, ha ipotizzato che l’iniziativa possa rappresentare un messaggio rivolto al Pakistan.
Questo sviluppo fa seguito a una notizia non confermata secondo cui l’India starebbe finanziando l’acquisto di droni bielorussi da parte dei talebani – con l’avallo della Russia – a distanza di diversi mesi dall’accordo tecnico-militare russo-afghano, il quale ufficialmente riguarda soltanto la riparazione di equipaggiamenti di fabbricazione russa. Quale che sia la verità, il Pakistan osserva con estrema attenzione l’espansione dei legami russo-afghani in ambito militare e di sicurezza, alla luce del conflitto non dichiarato in corso con l’Afghanistan, recentemente intensificatosi dopo una tregua durata diversi mesi.
L’eventualità che i talebani impieghino sofisticati droni russi e altre attrezzature potrebbe accrescere i costi che essi impongono al Pakistan e, potenzialmente, indurre quest’ultimo a intensificare la propria campagna di attacchi. A tal proposito, una delle ragioni alla base della decisione russa dello scorso anno di essere il primo Paese a riconoscere il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan è stata, verosimilmente, quella di coordinarsi più strettamente nella lotta contro l’ISIS-K, le cui reclute straniere e i cui equipaggiamenti militari possono realisticamente entrare nel Paese soltanto dal Pakistan.
Non è dunque da escludere che i talebani possano ricevere dalla Russia droni e altre attrezzature per finalità antiterroristiche – se ciò non è già avvenuto – per poi rivolgerli contro il Pakistan. Tale mossa potrebbe rappresentare un tentativo del gruppo di riequilibrare l’asimmetria militare nei confronti del Pakistan, ma potrebbe rivelarsi controproducente – come già accennato – qualora il Pakistan reagisse intensificando la propria campagna di attacchi. In ogni caso, l’aspetto rilevante è che una cooperazione militare russo-afghana visibilmente più stretta suggerisce che questo scenario non sia impossibile.
Va precisato che la Russia non ha alcun interesse a condurre una guerra per procura contro il Pakistan servendosi dei talebani; costituirebbe un tradimento della fiducia russa se il gruppo utilizzasse equipaggiamento militare fornito da Mosca contro il Pakistan e/o ne trasferisse parte ai propri alleati dei “talebani pakistani” (TTP). Ciò perché la Russia è sinceramente intenzionata a rafforzare i legami con il Pakistan – e in particolare a concludere, un giorno, il tanto discusso importante accordo petrolifero – nonostante le notizie secondo cui il Pakistan avrebbe armato l’Ucraina (circostanza che l’ambasciatore russo ha successivamente smentito).
Tuttavia, il Pakistan potrebbe essere indotto dal suo protettore americano a interpretare un eventuale utilizzo contro di esso di droni e altre attrezzature di fabbricazione russa da parte dei talebani – o il loro trasferimento al TTP – come parte di un complotto russo-indiano, compromettendo così il faticoso riavvicinamento raggiunto negli ultimi anni. È probabile che la Russia sia consapevole di tale eventualità e che, di conseguenza, intenda procedere con estrema cautela nella nuova cooperazione tecnico-militare con l’Afghanistan, al fine di ridurre il rischio di questo scenario critico.
Ad ogni modo, i talebani necessitano quantomeno di droni da ricognizione per potenziare le proprie capacità di contrasto all’ISIS-K; è dunque possibile che tali mezzi vengano loro venduti a breve – se ciò non è già avvenuto – dato che non rischierebbero una rottura dei rapporti con il Pakistan utilizzandoli contro le forze di quest’ultimo. Tuttavia, se la Russia dovesse vendere armi letali ai talebani nel contesto del conflitto con il Pakistan, ciò indicherebbe che Mosca ritiene la minaccia rappresentata dall’ISIS-K sufficientemente grave da giustificare il rischio di compromettere i legami con Islamabad, qualora i talebani dovessero impiegare tali armi contro le forze pakistane.
https://korybko.substack.com/p/whats-the-future-of-russian-afghan
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