
JEWISH HISTORY, JEWISH RELIGION
Libro di Israel Shahak
Copertina morbida, 166 pagine
Pubblicato da Noontide Press
L’autore, cresciuto come ebreo ortodosso, mostra come l’arrogante e odioso sciovinismo ebraico del moderno Israele affondi le proprie radici nel Talmud e nelle leggi rabbiniche ebraiche. Shahak, giunto in Israele nel 1945 dopo essere sopravvissuto al famigerato campo di concentramento tedesco di Belsen durante la Seconda guerra mondiale, condanna la discriminazione sistematica praticata da Israele nei confronti dei non ebrei che vivono sotto il suo dominio. Egli sostiene che la religione ebraica, specialmente nella sua forma classica e talmudica, stia «avvelenando le menti e i cuori».
In questo libro, che ha riscosso grande successo, l’autore avverte che le comunità religiose ebraiche di destra e i partiti politici in Israele rappresentano una minaccia a lungo termine per lo Stato e per il movimento sionista. L’identità di Israele, inteso come uno Stato etno-religioso dichiaratamente ebraico, e le politiche basate su tale visione – sostiene l’autore – costituiscono un pericolo non solo per il Paese stesso e i suoi abitanti, ma anche per gli ebrei ovunque essi si trovino, nonché per i popoli e gli Stati del Medio Oriente.
Include le prefazioni delle edizioni precedenti, a firma di Gore Vidal, Ilan Pappe ed Edward Said.
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Postilla di Andrea Carancini
Si tratta di un libro la cui lettura consiglio caldamente a tutti coloro che seguono il mio blog. Il libro in questione venne tradotto una trentina di anni fa in italiano dal Centro Librario Sodalitium (con il titolo di Storia ebraica e giudaismo – il peso di tre millenni), ma che da tempo è esaurito. Chi conosce l’inglese può richiedere la copia in lingua originale alla casa editrice dell’Institute for Historical Review. L’autore, ormai purtroppo defunto, descrive e delinea i contenuti razzisti della religione talmudica, professati e insegnati dai rabbini non solo nel Medio Evo ma ancora oggi, nel 21° secolo. Leggendo questo libro si capisce quanto sia debole la posizione di quegli ebrei, come Moni Ovadia, che attribuiscono i misfatti dello Stato di Israele al solo sionismo, senza mai criticare la religione ebraica. I rabbini professavano infatti il disprezzo e l’odio nei confronti dei non ebrei (e in particolare, dei cristiani) già in secoli lontani, quando il movimento politico chiamato “sionismo” ancora non esisteva.

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