
LE ORIGINI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
Un eminente storico britannico offre una critica brillante e devastante della visione «ufficiale», ampiamente accettata, sulle origini della Seconda guerra mondiale. Egli dimostra che il conflitto tra Germania, Polonia, Gran Bretagna e Francia, scoppiato nel settembre 1939, non fu il risultato di un piano intenzionale di Hitler. «Lungi dal desiderare la guerra, un conflitto su larga scala era proprio l’ultima cosa che voleva», scrive Taylor. «La guerra del 1939, tutt’altro che premeditata, fu un errore, scaturito da passi falsi diplomatici compiuti da entrambe le parti».
Quest’opera, controversa e oggetto di accesi dibattiti, ha ottenuto il plauso di autorevoli riviste britanniche. Il *New Statesman* l’ha definita «un capolavoro: lucido, compassionevole, scritto in modo magnifico». Il *Times Literary Supplement* l’ha descritta come «semplice, devastante, di una leggibilità superlativa e profondamente inquietante». Secondo l’*Observer*, «si tratta di un capolavoro quasi impeccabile, perfettamente proporzionato e perfettamente controllato».
Questa edizione include una bibliografia, un indice e una sezione intitolata «Second Thoughts» («Ripensamenti»), in cui l’autore risponde alle critiche.
Nel processo di Norimberga del 1945-1946, tenutosi nel dopoguerra, le potenze alleate vincitrici sostennero che la Seconda guerra mondiale fosse il risultato di una «cospirazione criminale» meticolosamente pianificata da Hitler e dai suoi collaboratori. Per molti anni, questa tesi è stata instancabilmente diffusa attraverso il cinema, dai politici e nelle aule scolastiche.
L’immagine ormai consueta di Hitler come un folle demoniaco e cinico, osserva Taylor, è il prodotto della propaganda. Egli scrive: «La gente considera Hitler malvagio; e poi cerca prove della sua malvagità in elementi che non utilizzerebbe contro altri. Perché adottano questo doppio standard? Solo perché danno per scontata, fin dal principio, la malvagità di Hitler».
Secondo Taylor, il problema fondamentale in Europa negli anni che precedettero lo scoppio della guerra nel 1939 fu il trattato di Versailles, improntato allo spirito di vendetta, che le potenze vincitrici avevano imposto alla Germania all’indomani del conflitto mondiale del 1914-1918.
Taylor descrive Hitler come un leader audace e intraprendente, capace di cogliere le occasioni man mano che si presentavano. Il leader tedesco voleva trasformare la Germania nella massima potenza economica e militare d’Europa, ma non desiderava la guerra. Non nutriva ambizioni ostili nei confronti della Gran Bretagna o della Francia. Inoltre, scrive Taylor, «l’obiettivo di Hitler era un’alleanza con la Polonia, non la sua distruzione».
L’autore, A. J. P. Taylor (1906-1990), è stato un influente studioso di storia europea del XIX e XX secolo. Oltre alla sua fama in ambito accademico, era noto per uno stile di scrittura lucido e spesso arguto. È stato inoltre un brillante giornalista e personaggio radiotelevisivo, divenuto familiare a milioni di persone grazie alle sue seguitissime lezioni trasmesse in televisione.
https://ihr-store.com/index.php?main_page=product_info&cPath=6&products_id=134
Leave a comment