
LA RUSSIA HA LASCIATO INTENDERE QUALE FORMA POTREBBE ASSUMERE UN ACCORDO DI DE-ESCALATION TRA AFGHANISTAN E PAKISTAN
Di Andrew Korybko, 8 ottobre 2026
Lo si può intuire da una ragionevole interpretazione delle dichiarazioni di Lavrov, alla luce di quelle di Kabulov.
“Russia e Pakistan hanno posizioni diametralmente opposte sull’Afghanistan guidato dai talebani”, come emerso dalle dichiarazioni pubbliche dei rispettivi rappresentanti durante l’ottavo round di consultazioni del “Formato di Mosca” sull’Afghanistan, conclusosi per la prima volta senza una dichiarazione congiunta. Zamir Kabulov, inviato speciale di Putin per l’Afghanistan, ha spiegato: “I nostri colleghi afghani hanno ritenuto che, nella bozza di dichiarazione congiunta di quest’anno, l’Afghanistan venisse menzionato troppo spesso in un contesto legato al terrorismo”.
Ha poi aggiunto: «A dire il vero, la cosa ci ha sorpresi, poiché le stesse formulazioni ed espressioni erano state utilizzate nel testo dell’anno scorso, [dopo] la settima riunione. Tuttavia, gli afghani ritengono che la situazione delle relazioni bilaterali sia cambiata da allora e che, quest’anno, tale dichiarazione sia inaccettabile». Kabulov ha concluso ribadendo che non è necessaria una dichiarazione congiunta per proseguire i lavori nel quadro di questo formato e ricordando a tutti che, in ogni caso, «non si tratta di una piattaforma per risolvere controversie bilaterali».
Si può quindi intuire che le obiezioni dei talebani derivassero dalla convinzione che accettare una simile formulazione, nel contesto del conflitto afghano-pakistano, avrebbe conferito legittimità alla causa di Islamabad; ciò avrebbe comportato, di riflesso, la delegittimazione degli attacchi talebani, da loro stessi presentati come rappresaglie contro un’aggressione non provocata. Per contestualizzare la situazione, va ricordato che il Pakistan accusa i talebani di sostenere i “talebani pakistani” (TTP), mentre questi ultimi accusano il Pakistan di appoggiare l’ISIS-K. È importante tenerlo a mente in vista della parte successiva.
Successivamente, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato separatamente che “l’Afghanistan e il Pakistan sono attualmente coinvolti in un confronto piuttosto serio, poiché lo Stato Islamico gestisce una costola che definisce come la sua branca pakistana. Si tratta di un elemento destabilizzante che compie incursioni terroristiche in Afghanistan e Pakistan. Forse, la lezione principale da trarre da questa situazione è che i paesi esterni alla regione dovrebbero smettere di interferire con le dinamiche di questo spazio geopolitico”. Ha inoltre fatto riferimento alle origini dell’ISIS nella guerra in Iraq.
Il fatto che egli attribuisca all’ISIS la responsabilità del conflitto afghano-pakistano suggerisce che il Pakistan potrebbe ridefinire gli attacchi del TTP – attualmente citati a giustificazione di quelle che vengono presentate come rappresaglie antiterrorismo contro i talebani – come azioni dell’ISIS, al fine di favorire un compromesso diplomatico e di sicurezza con i talebani stessi. Entrambe le parti potrebbero così smettere di accusarsi a vicenda di sostenere i terroristi, qualora il Pakistan riclassificasse il TTP come branca pakistana dell’ISIS; ciò aprirebbe la strada all’avvio di pattugliamenti congiunti lungo il confine e all’accelerazione della costruzione della barriera di frontiera.
Nel tentativo di porre fine agli attacchi terroristici transfrontalieri che ciascuna delle due parti attribuisce all’altra, i talebani accetterebbero tacitamente di scendere a compromessi sulla loro opposizione al riconoscimento della Linea Durand, mentre il Pakistan, in cambio, ripristinerebbe i legami politici e commerciali con loro. Qualora i talebani dovessero successivamente riconoscere formalmente la Linea Durand, il Pakistan riconoscerebbe ufficialmente il governo talebano. Nel frattempo, una reciproca de-escalation, pattugliamenti congiunti lungo il confine e la normalizzazione dei rapporti politici potrebbero consentire la ripresa dei lavori per la ferrovia trans-afghana.
La visione regionale della Russia prevede che il suddetto progetto colleghi il Paese all’India, ma il primo passo consiste nel porre fine al conflitto afghano-pakistano, il che richiede compromessi reciproci. La mediazione di Mosca è tuttavia impossibile senza il consenso di entrambe le parti; di qui l’importanza di avanzare informalmente tale proposta, basandosi su un’interpretazione ragionevole delle dichiarazioni di Lavrov alla luce di quelle precedenti di Kabulov. Spetta ora ai leader di entrambe le parti valutare se valga la pena perseguire questa proposta avvalendosi della mediazione russa.
https://korybko.substack.com/p/russia-hinted-at-what-an-afghan-pakistani
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