Vincent Reynouard di nuovo in fuga

VINCENT REYNOUARD DI NUOVO IN FUGA

Di Jérôme Bourbon

Il 28 ottobre, Vincent Reynouard ha pubblicato un lungo messaggio su Odysee in cui rivela di essere nuovamente in clandestinità dalla fine di settembre e ne spiega le ragioni. Sebbene, dopo la sua estradizione in Francia il 2 febbraio 2024, si fosse attenuto a quanto richiesto dalla polizia e dall’autorità giudiziaria (obblighi di controllo giudiziario, risposta alle convocazioni, presenza a tutti i processi, ecc.), alla fine di settembre ha deciso precipitosamente di lasciare il suo domicilio parigino – la stanza che gli era stata messa a disposizione dal 2 febbraio 2024 presso la sede di RIVAROL – in seguito a una convocazione per giovedì 1° ottobre, alle nove del mattino, finalizzata al fermo di polizia (garde à vue) presso l’Ufficio centrale per la lotta contro i crimini contro l’umanità e i crimini d’odio (OCLCH). L’accusa riguarda il reato di oltraggio a magistrato, aggravato da una motivazione sessista: la Procura contesta infatti al militante revisionista di aver espresso, nel dicembre 2025, commenti ritenuti oltraggiosi nei confronti di una magistrata parigina, durante la trasmissione “Démocratie participative” di Boris Le Lay. Poiché il reato di oltraggio a magistrato rientra nel diritto penale comune e non nella normativa sulla stampa, il legale di Vincent Reynouard temeva che, al termine del fermo, il suo assistito venisse condotto davanti alla Procura, sottoposto a giudizio per direttissima e che il tribunale di Parigi potesse disporre la detenzione immediata in carcere. Di conseguenza, Vincent sarebbe finito dietro le sbarre, forse per diversi anni, tenuto conto delle condanne definitive già emesse a suo carico e dei numerosi procedimenti giudiziari ancora in corso.

Sono state queste considerazioni allarmistiche del suo avvocato a spingere Vincent – ​​che, dopo la sua estradizione all’inizio del 2024, aveva scelto di collaborare con la giustizia – a partire precipitosamente e a darsi alla clandestinità, appena pochi giorni prima della convocazione del 1° ottobre davanti all’OCLCH.

Venerdì 23 ottobre, un gendarme e una gendarme dell’OCLCH hanno perquisito minuziosamente la stanza occupata da Vincent a Parigi, presso la sede legata a «Rivarol», e hanno sequestrato i due telefoni cellulari che egli aveva lasciato, nonché l’unità centrale del suo computer fisso. È lecito supporre che, nelle prossime settimane, nei suoi confronti verrà emesso un mandato d’arresto e che egli sarà attivamente ricercato.

È la quinta volta che l’attivista revisionista entra in clandestinità. Lo aveva già fatto nel 2008 (quando soggiornò segretamente in Svizzera per un certo periodo) e poi nel 2009 (quando, con astuzia, ricavò un nascondiglio nella cantina del palazzo di Bruxelles in cui viveva con la sua famiglia), in seguito alle prime due condanne a un anno di reclusione effettiva, in Francia e in Belgio, per negazionismo di crimini contro l’umanità. Successivamente, nella primavera del 2015, si era nascosto per alcuni mesi nella regione di Anversa, dopo essere stato condannato a due anni di carcere dal tribunale correzionale di Coutances, prima di esiliarsi in Inghilterra il 16 giugno 2015. Il 25 ottobre 2021, era sfuggito nuovamente alla polizia britannica – giunta ad arrestarlo presso la sua abitazione nella Grande Londra – scavalcando un balcone, attraversando il cortile interno dell’edificio e superando a gran velocità una porta situata sul retro; nell’occasione, si era premurato di gettare via il proprio giubbotto per non farsi individuare dai due ispettori britannici, ai quali era riuscito a sottrarsi con grande ingegno. Dopo settimane di peregrinazioni, tra cui un soggiorno movimentato in un edificio occupato, era infine riuscito a trovare una sistemazione di fortuna in un borgo di pescatori, nell’estremo nord della Scozia. Lì, all’alba del 10 novembre 2022, sei agenti di polizia – arrivati ​​a bordo di tre auto e con il supporto del controspionaggio britannico – lo hanno stanato, trattandolo come un pericoloso terrorista! È stato quindi detenuto per quindici mesi nel carcere di Edimburgo, per poi essere estradato in Francia il 2 febbraio 2024, dopo che tutti i suoi ricorsi contro tale procedura di estradizione erano stati respinti.

Con questa nuova fuga – del tutto inaspettata, di cui siamo venuti a conoscenza con grande sorpresa solo dopo la sua partenza precipitosa e improvvisata – Vincent Reynouard aggiunge un nuovo capitolo alla sua vita tumultuosa e rocambolesca da «desperado» del revisionismo storico, per usare una sua espressione. Nel messaggio pubblicato su Odysee, non sembra farsi molte illusioni sull’esito della sua fuga, data la sproporzione tra le forze e i mezzi in campo; tuttavia, agendo in questo modo, afferma di essere in pace con sé stesso. Non spetta a noi giudicare né commentare una decisione che ha preso in totale autonomia, secondo la propria coscienza. Come Alain Soral, ha scelto la via dell’esilio. Non ci resta che pregare per entrambi.

https://rivarol.com/version-papier-1-an-d-archive/3511-rivarol-n3448-du-2122020-papier.html

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Posts

Vincent Reynouard di nuovo in fuga

VINCENT REYNOUARD DI NUOVO IN FUGA Di Jérôme Bourbon Il 28 ottobre, Vincent Reynouard ha pubblicato un lungo messaggio su Odysee in cui rivela di essere nuovamente in clandestinità dalla fine di ...

Read More
Sponsor