Andrew Korybko: È probabile che l’Iran si penta di aver respinto la proposta russa di un partenariato di difesa reciproca all’inizio del 2025

È PROBABILE CHE L’IRAN SI PENTA DI AVER RESPINTO LA PROPOSTA RUSSA DI UN PARTENARIATO DI DIFESA RECIPROCA ALL’INIZIO DEL 2025

Di Andrew Korybko, 7 novembre 2026

La guerra dei 12 giorni e la terza guerra del Golfo avrebbero potuto non verificarsi mai.

Dmitriy Trenin, presidente del Consiglio russo per gli affari internazionali, nel suo recente articolo dal titolo “Può la Russia mediare un nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran?”, ha ricordato che “i russi avevano proposto di inserire nel trattato (di partenariato strategico, previsto per l’inizio del 2025) una clausola di mutua assistenza militare, ma gli iraniani hanno declinato”. Alla luce della “guerra dei 12 giorni” dell’estate 2025, del perdurante terzo conflitto del Golfo – che dura ormai da quasi dieci mesi – e della minaccia, fatta trapelare in modo inquietante da Trump, di ricorrere ad armi nucleari contro l’Iran, quella scelta appare sempre più come un errore.

L’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, spiegò all’epoca: «La natura di questo accordo è diversa. Loro (la Bielorussia e la Corea del Nord) hanno instaurato rapporti di partenariato (con Mosca) in diversi ambiti che noi non abbiamo preso particolarmente in considerazione. L’indipendenza e la sicurezza del nostro Paese, così come l’autosufficienza, sono di estrema importanza. Non siamo interessati ad aderire ad alcun blocco». In seguito, Putin ha commentato la questione in un’intervista rilasciata in vista del Forum economico internazionale di San Pietroburgo dello scorso anno.

Secondo le sue parole: «In passato abbiamo proposto ai nostri partner iraniani una cooperazione nel campo dei sistemi di difesa aerea. All’epoca, i nostri partner mostrarono uno scarso interesse e la questione finì lì». Ciò avvalora la tesi di Trenin, secondo cui gli iraniani avrebbero respinto la proposta russa di un patto di mutua assistenza militare, simile a quello esistente con la Corea del Nord. È tuttavia quasi certo che la Russia non avesse alcuna intenzione di rischiare una terza guerra mondiale attaccando direttamente Israele e gli Stati Uniti per difendere l’Iran; il suo obiettivo, con ogni probabilità, era piuttosto quello di gettare le basi per un accordo di più ampia portata.

Sebbene non vi sia alcuna certezza, è probabile che la Russia avesse ipotizzato una modernizzazione completa delle forze armate iraniane, dotandole di equipaggiamenti all’avanguardia in funzione di una futura deterrenza; il tutto in cambio del trasferimento in Russia dell’uranio altamente arricchito detenuto dall’Iran, secondo una proposta avanzata da tempo da Mosca. Yury Ushakov, stretto collaboratore di Putin, ha confermato che il presidente russo ha fatto nuovamente riferimento a tale ipotesi durante il suo ultimo incontro con Steve Witkoff. Di conseguenza, sarebbe venuto a mancare il pretesto che Israele e gli Stati Uniti hanno poi sfruttato per attaccare l’Iran.

Nel caso in cui avessero comunque attaccato l’Iran, a costo di screditarsi ulteriormente, la Russia si sarebbe probabilmente limitata a trasferire all’Iran equipaggiamenti militari all’avanguardia e a condividere informazioni di intelligence per l’individuazione degli obiettivi, senza però attaccare direttamente Israele e gli Stati Uniti — il che avrebbe scatenato una terza guerra mondiale a causa dell’Iran. Ad ogni modo, il punto è che una simile eventualità avrebbe potuto, ipoteticamente, fungere da deterrente contro un attacco all’Iran; tuttavia, è pressoché nullo il rischio — o la possibilità — che in futuro la Russia proponga nuovamente all’Iran un patto di mutua assistenza militare.

Ciò accade perché, agendo in tal modo durante le ostilità in corso, la Russia ne diventerebbe una partecipante diretta; inoltre, la suddetta assistenza limitata – che ci si aspetterebbe in un’eventualità del genere – finirebbe per avvalorare l’idea che la Russia sia un “alleato inaffidabile”, e Mosca non intende compromettere i propri rapporti con la cosiddetta “NATO islamica”. Si ritiene che tale blocco, sostenuto dagli Stati Uniti (i cui membri sono Paesi che fanno parte della NATO, come la Turchia, o “principali alleati non NATO”, come l’Arabia Saudita e il Pakistan), sia stato costituito in funzione anti-iraniana; tuttavia, la Russia non ha alcun problema con questi Stati.

Per queste ragioni, il massimo che la Russia potrebbe fare è concordare con l’Iran, una volta terminato il conflitto, legami privilegiati in ambito tecnico-militare e di condivisione di informazioni di intelligence; ciò avverrebbe, verosimilmente, a condizione che l’Iran trasferisca alla Russia il proprio uranio altamente arricchito, nell’ambito di un’intesa con gli Stati Uniti. Un simile accordo potrebbe essere definito durante il previsto incontro tra Putin e Trump, a margine del vertice APEC che si terrà in Cina alla fine di questo mese. Ciò che invece probabilmente l’Iran non riceverà mai più, è una proposta per un’alleanza sul modello di quella esistente con la Corea del Nord.

https://korybko.substack.com/p/iran-likely-rues-rejecting-russias

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