
LAVROV HA FATTO ECO AL CELEBRE AVVERTIMENTO DI KACZYŃSKI SULL’ASCESA DEL «QUARTO REICH» TEDESCO
Di Andrew Korybko, 6 novembre 2026
È interessante notare come nientemeno che il ministro degli Esteri russo condivida ora, autonomamente, la stessa percezione della minaccia che i conservatori e i nazionalisti polacchi nutrono già da anni.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha messo in guardia dall’emergere di un “Quarto Reich” in alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, verso la fine di settembre. A sostegno di tale tesi, Lavrov ha fatto riferimento alle ripetute affermazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz circa la necessità che la Germania “torni a essere la principale potenza militare in Europa”, menzionando inoltre tendenze revisioniste in ambito storico e la demolizione dei monumenti dedicati all’Armata Rossa. Le sue parole riflettono l’evoluzione della percezione russa della Germania come minaccia.
Questo processo ha richiesto molto tempo per maturare, ma ha iniziato a manifestarsi pubblicamente in occasione del Giorno della Vittoria, quando l’ex presidente e attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Dmitrij Medvedev, ha pubblicato un articolo dettagliato in cui metteva in guardia da una minaccia – paragonabile a quella del 1941 – derivante dal rapido riarmo della Germania. In quella sede si è ipotizzato che la Germania potesse sostituire gli Stati Uniti come principale avversario percepito dalla Russia. Il piano, di cui si è riferito, che prevede un indebitamento di 800 miliardi di euro da parte della Germania per scopi di riarmo, sembra rafforzare ulteriormente questa tendenza.
Il grande obiettivo strategico che viene perseguito è stato descritto come il ripristino di una “Fortezza Europa” – intesa, nel contesto attuale, come un’Unione Europea militarizzata e dominata dalla Germania, sulla falsariga di quanto delineato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione. Sul piano politico, l’influenza predominante della Germania sulle istituzioni dell’UE è stata strumentalizzata per erodere la sovranità degli Stati membri a vantaggio di Berlino, favorendo così il suddetto grande obiettivo strategico.
È interessante notare come a lanciare l’allarme sui suddetti tentativi della Germania di costruire un «Quarto Reich» – pur senza definirlo esplicitamente tale – sia stato per primo Jarosław Kaczyński, eminenza grigia dell’opposizione conservatrice polacca. Egli utilizzò questa terminologia nel dicembre 2021, quando ricopriva la carica di vice primo ministro. Più recentemente, nell’ottobre 2025, ha avvertito che la Germania sta edificando un «superstato egemonico», descrivendo gli sviluppi successivi alla Seconda guerra mondiale come «una grande vittoria per la Germania e la creazione di una sorta di nuovo impero».
A quasi quattro anni esatti dal primo avvertimento di Kaczyński riguardo al “Quarto Reich”, Karol Nawrocki ha fatto un chiaro riferimento alla significativa minaccia non militare che la Germania rappresenta per la Polonia: ovvero, il modo in cui Berlino utilizza l’Unione Europea come un’arma, rischiando di cancellare l’identità e la sovranità polacche. Tali posizioni costituiscono da tempo un caposaldo del discorso conservatore-nazionalista polacco; è dunque interessante notare come persino il ministro degli Esteri russo vi abbia fatto un riferimento, seppur in termini generali.
Se questa tendenza dovesse proseguire, la Russia potrebbe arrivare a preferire un’iniziativa «Intermarium» a guida polacca lungo il fianco occidentale del «cordone sanitario», anziché un’Unione Europea militarizzata e dominata dalla Germania; a tal fine, potrebbe favorire un simile esito nel corso dei colloqui con gli Stati Uniti sulla nuova architettura di sicurezza europea. I lettori possono approfondire la possibile sequenza degli eventi qui e qui; essa riguarda l’interazione tra la nuova «diplomazia del bucaneve» (snowdrop diplomacy) tra Bielorussia e Polonia, la diplomazia energetica con gli Stati Uniti e la «NATO 3.0».
A prescindere da ciò che potrebbe concretizzarsi lungo il fianco orientale della NATO, l’aspetto rilevante dell’avvertimento di Lavrov sul «Quarto Reich» tedesco è che egli sia giunto, in modo indipendente, alla stessa conclusione di Kaczyński, individuando così un relativo terreno comune tra le due posizioni. Tale osservazione non va interpretata come il segnale di una possibile alleanza in funzione anti-tedesca; suggerisce piuttosto che i responsabili politici russi dovrebbero quantomeno prenderne nota, al fine di migliorare la propria comprensione della Polonia – una comprensione che, in alcuni ambienti, appare ancora carente.
https://korybko.substack.com/p/lavrov-echoed-kaczynskis-famous-warning
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