L’arsenale missilistico antinave dell’Iran: una formidabile potenza di deterrenza navale nel Golfo Persico

L’ARSENALE MISSILISTICO ANTINAVE DELL’IRAN: UNA FORMIDABILE POTENZA DI DETERRENZA NAVALE NEL GOLFO PERSICO

Di Yousef Ramazani, 16 maggio 2026

Dalle strategiche basi sotterranee per il lancio di missili lungo la costa meridionale dell’Iran, fino ai ponti delle motovedette ad alta velocità che pattugliano lo Stretto di Hormuz, l’Iran ha allestito uno degli arsenali missilistici antinave più diversificati e tecnologicamente avanzati al mondo, alterando radicalmente gli equilibri di potere nel Golfo Persico.

Decenni di ricerca e innovazione nazionale hanno permesso all’Iran di sviluppare una gamma completa di missili antinave che oggi costituiscono la spina dorsale della strategia di deterrenza marittima del paese.

Dall’epoca della Sacra Difesa, quando le forze iraniane utilizzarono per la prima volta capacità antinave limitate per infliggere duri colpi agli alleati internazionali del regime baathista di Saddam, gli ingegneri della difesa iraniani hanno trasformato il paese in un leader mondiale nella tecnologia missilistica navale.

Dislocate su batterie costiere mobili, reti di tunnel sotterranei, navi da guerra di superficie e motovedette veloci, queste armi spaziano dai missili da crociera subsonici ai missili balistici antinave supersonici, fino ai siluri avanzati.

La particolare conformazione geografica del Golfo Persico ne amplifica l’efficacia. Lo Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura che si restringe fino a circa 40 chilometri, consente di creare una “cintura di fuoco” a più livelli che rende qualsiasi incursione navale nemica eccessivamente costosa.

Dal missile tattico a corto raggio Nasr-1 al missile da crociera Abu Mahdi, con una gittata di 1.000 chilometri, fino al missile balistico ipersonico per il Golfo Persico, l’Iran ha costruito un deterrente navale che non conosce linee rosse.

Dalle capacità limitate alla maestria indigena

Le basi del programma missilistico antinave iraniano furono gettate durante il periodo più doloroso e difficile della storia moderna del Paese.

Durante la Sacra Difesa degli anni ’80, le forze iraniane impiegarono i missili antinave solo in misura limitata. Ciononostante, con queste capacità ridotte, riuscirono a infliggere colpi devastanti al nemico, che includeva anche gli alleati occidentali del regime di Saddam.

L’attacco alla Sangari e alla USS Samuel B. Roberts rimane una testimonianza duratura dei risultati ottenuti dalle forze iraniane, persino in condizioni di severo embargo sulle armi.

L’esperienza di quegli anni ha impartito una lezione indelebile: per instaurare una deterrenza difensiva, l’Iran deve raggiungere l’autosufficienza nella produzione di armi avanzate.

Negli ultimi due decenni, gli specialisti dell’industria della difesa hanno prodotto missili all’avanguardia della tecnologia contemporanea, trasformando il paese da importatore di missili a esportatore leader di sistemi d’attacco navale.

Arsenale di missili da crociera: tre livelli di difesa costiera

I missili da crociera antinave iraniani sono organizzati in tre livelli operativi, che vanno dalle armi tattiche a corto raggio ai sistemi strategici a lungo raggio.

Strato a corto raggio: Nasr

Nella sua gittata minima, il missile Nasr – del peso di 350 chilogrammi e lungo 3,5 metri – è progettato principalmente per equipaggiare motovedette veloci ed elicotteri navali per ingaggiare imbarcazioni di piccole e medie dimensioni entro un raggio di 35 chilometri.

Le sue dimensioni compatte e il motore a propellente solido lo rendono ideale per le tattiche di sciame, in cui decine di piccole imbarcazioni si avvicinano simultaneamente.

Strato a medio raggio: Noor e Qader

Il missile Noor rappresenta il primo missile da crociera iraniano di produzione nazionale, realizzato tramite ingegneria inversa e in servizio dagli anni ’90.

Alimentato da un motore turbogetto a velocità subsonica, il Noor vola a quote estremamente basse, inferiori a cinque metri, sfruttando l’orizzonte radar per rimanere invisibile fino alla fase terminale. Con una testata da 165 chilogrammi e un peso totale di 715 chilogrammi, il missile ha una gittata di circa 120 chilometri ed è in grado di distruggere fregate e diverse navi di superficie.

Il missile Qader rappresenta il pilastro principale della difesa costiera iraniana nel Golfo Persico.

Versione migliorata del Noor, con una cellula più grande e una gittata notevolmente estesa da 200 a 300 chilometri, il Qader integra un sistema di navigazione inerziale e un sistema di guida GPS per un puntamento di precisione anche in condizioni di guerra elettronica.

Strato a lungo raggio: Qadr-380

La variante Qader-380, presentata all’interno di una città missilistica sotterranea nel febbraio 2025, rappresenta la nuova generazione di questa famiglia di missili.

Con una gittata superiore a 1.000 chilometri, resistenza alle interferenze elettroniche e la capacità di essere lanciato da un singolo operatore in cinque minuti, il Qader-380 segna un notevole passo avanti nelle capacità di attacco navale dell’Iran.

Qader-380: Un design unico

A differenza della maggior parte dei missili da crociera iraniani, il Qader-380 è dotato di un turbogetto montato sopra la fusoliera e di un sistema di lancio a rampa montato su un camion che permette di dispiegare il missile con le ali completamente estese.

Qadir e Nasir: cavalli da lavoro a medio raggio

Il missile Qadir, simile al suo fratello maggiore Qader ma con una gittata di 300 chilometri, è ampiamente impiegato su lanciatori costieri e navi da combattimento dell’Esercito e della Marina.

Con un diametro di 360 millimetri, un peso di 770 chilogrammi e una testata da 165 chilogrammi, il Qadir opera a una gittata minima e massima compresa tra 15 e 300 chilometri.

La versione più recente del Nasir, a differenza degli altri membri di questa famiglia che utilizzano la propulsione a razzo, si avvale di un motore turbogetto e può essere lanciata da piattaforme costiere e marittime.

Con un diametro di 180 millimetri, una lunghezza di circa quattro metri, un peso di 351 chilogrammi e una testata da 130 chilogrammi, il Nasir raggiunge una velocità massima di Mach 0,8.

Zafar: estendere la portata delle piccole imbarcazioni

Il missile da crociera Zafar, con una gittata di circa 250 chilometri e velocità subsonica, è specificamente progettato per colpire imbarcazioni di piccole e medie dimensioni.

Il suo sistema di guida combinato inerziale e GPS, insieme al volo a bassa quota, rende difficili l’individuazione e l’intercettazione. Lo Zafar può essere installato su imbarcazioni leggere e veloci, estendendo la portata anche delle più piccole unità navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Kowsar: pronto per la guerra elettronica

Il missile Kowsar, sviluppato sulla base della tecnologia cinese TL-10, è prodotto in tre versioni e dispone di capacità di contromisure elettroniche, che gli consentono di operare efficacemente in ambienti fortemente disturbati.

Abu Mahdi: un punto di svolta con una gittata di 1.000 chilometri

Tra i missili da crociera navali più avanzati dell’Iran, l’Abu Mahdi si distingue come arma strategica dalla gittata senza precedenti.

Prodotto tra il 2020 e il 2021, questo missile può essere lanciato da piattaforme terrestri, aeree e navali. Con un peso di oltre una tonnellata e mezza, trasporta una testata equivalente a 400 chilogrammi.

Con una gittata di 1.000 chilometri, il missile Abu Mahdi minaccia navi ben oltre il Golfo Persico, estendendosi al Mar Arabico e alla parte settentrionale dell’Oceano Indiano.

Il missile sfrutta l’intelligenza artificiale per modificare dinamicamente la sua traiettoria di volo, vola a quote estremamente basse per eludere i radar e possiede avanzate capacità di guerra elettronica.

Il sistema di lancio è in grado di preparare e sparare più missili a brevi intervalli da diverse direzioni, coordinando le loro traiettorie di volo in modo che tutte le testate colpiscano simultaneamente il bersaglio, sopraffacendo qualsiasi sistema di difesa puntuale.

Missili quasi balistici antinave

L’Iran è uno dei pochissimi paesi ad aver schierato missili balistici antinave (ASBM) operativi, una capacità che cambia radicalmente gli equilibri del combattimento navale.

A differenza dei missili da crociera, che volano a bassa quota e a bassa velocità, i missili balistici risalgono nell’alta atmosfera prima di piombare sui bersagli a velocità ipersoniche, non lasciando praticamente alcun tempo di reazione ai sistemi di difesa.

Khalij Fars (Golfo Persico): Il Pioniere

Il missile del Golfo Persico, noto come Khalij Fars, è stato il primo missile balistico antinave specificamente progettato per l’Iran. Derivato dal missile a propellente solido Fateh-110, ha una gittata di 300 chilometri e viaggia a velocità supersoniche comprese tra Mach 3 e Mach 4, trasportando una testata da 650 chilogrammi.

Durante un’esercitazione militare di alcuni anni fa, questo missile colpì con successo una nave in movimento di 60 metri, un’impresa notevole considerando che le portaerei misurano quasi 330 metri.

Il missile utilizza un sistema di guida ottico per le operazioni diurne o un sistema di guida a infrarossi che individua le tracce termiche, come ad esempio la scia di scarico di una nave.

Grazie al suo esclusivo sistema di guida, una volta lanciato, il missile del Golfo Persico atterra con precisione sul bersaglio, senza alcun margine di errore.

Hormuz-1 e Hormuz-2: un salto tecnologico per i cercatori

Introdotti intorno al 2014, i missili Hormuz-1 e Hormuz-2 rappresentano un significativo passo avanti nella tecnologia dei sistemi di puntamento.

Si ritiene che l’Hormuz-1 sia il primo missile balistico anti-radiazioni al mondo, progettato per individuare le emissioni elettromagnetiche dei radar attivi di una nave.

Questo crea un profondo dilemma per i comandanti navali: mantenere operativi i sistemi radar espone al rischio di un attacco missilistico, mentre disattivarli compromette la consapevolezza della situazione.

L’Hormuz-2, invece, utilizza un sistema di ricerca radar attivo, che gli consente di illuminare il bersaglio in modo indipendente. Entrambi i missili condividono la gittata di 300 chilometri e la velocità terminale di Mach 5 del velivolo Khalij Fars, ma sono ottimizzati per tattiche di salva multi-assiali.

Zulfiqar Basir: Raddoppiare la portata

Presentato nel 2020, il Zulfiqar Basir ha raddoppiato la gittata dei missili balistici antinave iraniani, portandola a 700 chilometri, con alcune fonti che parlano addirittura di 1.000 chilometri.

Basato sul missile balistico Zolfaghar, la variante Basir incorpora un sistema di guida elettro-ottico – visibile nella punta del missile – che consente di colpire navi a distanze strategiche, tra cui la flotta statunitense nel Mar d’Oman e in alcune zone del Mar Rosso.

Città missilistiche sotterranee indistruttibili

L’Iran ha sviluppato una vasta rete di città missilistiche sotterranee lungo la sua costa meridionale, garantendo così la sopravvivenza del suo arsenale antinave a qualsiasi attacco preventivo.

All’inizio del 2025, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha inaugurato una nuova e formidabile base sotterranea caratterizzata da tunnel a volta larghi sei metri, costruiti in cemento armato e sepolti a decine o addirittura centinaia di metri di profondità.

Le riprese hanno rivelato centinaia di metri di tunnel con incroci a Y, suggerendo non una semplice struttura lineare, ma una vasta rete con numerosi punti di accesso nascosti.

La presenza di molteplici ingressi e uscite consente operazioni militari più rapide e garantisce maggiore sicurezza in caso di attacchi nemici a un singolo punto di accesso.

Un enorme arsenale sotterraneo

Queste strutture ospitano decine di camion lanciamissili pronti per un rapido dispiegamento, che trasportano una varietà di sistemi missilistici antinave e da crociera, tra cui:

  • Il lanciatore Khatam-6 per missili Qadeer e Qadeer
  • Lanciatori doppi per i missili Talaiyeh e Abu Mahdi
  • Lanciatori più piccoli a quattro tubi per i missili Kowsar, Nasr-1 e Zafar.

La base protegge tutte le potenziali piattaforme d’attacco, ad eccezione forse dei bombardieri pesanti armati con le munizioni più distruttive, consentendo lo svolgimento di attività militari in totale segretezza, senza essere esposti alla ricognizione aerea.

Piattaforme di lancio e tattiche di sciame

L’Iran impiega una rete distribuita e ridondante di piattaforme di lancio per massimizzare sia la capacità di sopravvivenza che quella di saturazione.

Batterie costiere: spara e scappa

I sistemi di difesa costiera, tra cui le batterie Velayat-2 e Velayat-4, sono montati su camion mobili e progettati per tattiche di “spara e scappa”, ovvero per lanciare una salva e spostarsi prima che arrivi il fuoco di controbatteria.

Il terreno montuoso che si affaccia sullo Stretto di Hormuz offre copertura naturale e orizzonti radar elevati.

Piattaforme navali di superficie: tattiche di sciame

Le piattaforme navali di superficie includono diverse fregate e numerose motovedette d’attacco veloci armate con missili a corto raggio come il Nasr-1. Queste unità operano in sciami, sfruttando la velocità e la bassa sezione radar per avvicinarsi a sufficienza nel raggio di lancio prima di sparare salve coordinate.

Lancio in immersione: la dimensione sottomarina

I sottomarini, in particolare i mini-sottomarini di classe Ghadir, vengono modificati per lanciare missili da posizioni sommerse.

Questa diversità di piattaforme di lancio rafforza la strategia dello sciame.

L’effetto combinato

Montando missili a corto raggio su motovedette e imbarcazioni veloci, queste piccole e agili navi possono accerchiare navi nemiche più grandi, sparando missili da più direzioni simultaneamente per sopraffare i sistemi difensivi di una nave da guerra mediante un enorme volume di fuoco.

La combinazione di missili balistici che colpiscono dall’alto a velocità supersoniche e missili da crociera che volano a pochi metri sopra la superficie dell’acqua – al di sotto dell’orizzonte radar – crea un’area di ingaggio senza quadranti sicuri.

Equilibrio strategico nello Stretto di Hormuz

Questi sistemi missilistici forniscono all’Iran la capacità fisica di intercettare tutto il traffico nello Stretto di Hormuz. Posizionando lanciatori mobili lungo la costa e le isole, Teheran può coprire l’intera larghezza di questa vitale via di navigazione petrolifera.

L’arsenale sfrutta i principi della fisica per eludere le difese navali: i missili balistici utilizzano la pura velocità e l’energia cinetica per penetrare gli scafi, mentre i missili da crociera rimangono sotto l’orizzonte per eludere il rilevamento radar precoce.

Il rapporto costi-benefici favorisce nettamente l’Iran. I suoi missili costano ordini di grandezza meno dei missili intercettori necessari per fermarli, una realtà matematica che complica i calcoli difensivi di qualsiasi avversario.

Data la particolare conformazione geografica del Golfo Persico, dove lo Stretto si restringe fino a circa 40 chilometri, la maggior parte del canale si trova nel raggio d’azione delle batterie costiere e dei missili balistici antinave.

Questo arsenale, unito a mine navali, motovedette d’attacco rapido e sottomarini, completa la strategia di ampio respiro dell’Iran: creare incertezza e aumentare i costi operativi per qualsiasi forza navale avanzata che tenti di operare nella regione.

https://www.presstv.ir/Detail/2026/05/15/768636/iran-anti-ship-missiles-formidable-naval-deterrence-powerhouse-persian-gulf

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