Andrew Korybko: Il movimento MAGA può essere salvato solo se Trump stringe grandi accordi con Russia, Iran e Cina

IL MOVIMENTO MAGA PUÒ ESSERE SALVATO SOLO SE TRUMP STRINGE GRANDI ACCORDI CON RUSSIA, IRAN E CINA

Di Andrew Korybko, 5 novembre 2026

Ognuno di loro è in grado di mantenere elevato il costo della vita per gli americani – a scapito del programma MAGA – nel 2028, a meno che Trump non raggiunga con loro una serie di compromessi reciproci che promuovano alcuni dei loro interessi più delicati, nell’ambito di una rivoluzione della politica estera capace di ridisegnare radicalmente l’ordine mondiale emergente.

Il bagno di sangue appena subito dai Repubblicani rischia di ripetersi nel 2028, a meno che Trump non riesca a ridurre il costo della vita, che nell’ultimo anno ha subito un’impennata a causa della Terza Guerra del Golfo. È stato già suggerito che “Trump debba limitare le esportazioni di energia verso l’Europa, se il movimento MAGA vuole avere qualche possibilità nel 2028“, poiché reindirizzare tali risorse verso il mercato interno consentirebbe di abbassare più rapidamente i prezzi del carburante. Anche la risoluzione della Terza Guerra del Golfo e del conflitto in Ucraina è fondamentale per ripristinare gradualmente la stabilità del mercato energetico globale.

Anche nello scenario migliore — in cui tutti e tre gli eventi si verifichino entro l’inizio del 2027, accompagnati da una significativa riduzione dei prezzi del carburante nel corso dell’anno successivo, capace di abbassare il costo della vita in vista del 2028 — tutto ciò potrebbe rivelarsi vano se la Cina dovesse dare il via a una nuova fase della sua guerra commerciale prima delle prossime elezioni. Xi potrebbe ritenere di poter ricattare Trump, costringendolo a concedere molto; Trump, a sua volta, potrebbe accettare per pura disperazione, nel tentativo di offrire al movimento MAGA una qualche possibilità di sopravvivenza, anziché rassegnarsi alla sua totale disfatta nel 2028.

Dal punto di vista della Cina, un presidente democratico potrebbe rivelarsi una scelta relativamente migliore rispetto a un altro presidente repubblicano, data la maggiore morbidezza dei democratici nei confronti di Pechino e la loro tendenza a privilegiare il contenimento della Russia rispetto a quello della Cina; lo scenario summenzionato appare dunque sensato e, di conseguenza, realistico. In sostanza, il futuro del movimento MAGA dipende dalla capacità di Trump di concludere grandi accordi con Russia, Iran e Cina, al fine di ridurre il costo della vita prima delle prossime elezioni e garantire che nessuno di questi attori intraprenda azioni che possano farlo impennare nel frattempo.

Ciò può essere ottenuto solo attraverso una serie di compromessi reciproci che promuovano alcuni dei loro interessi più delicati. Se non dovessero ritenersi soddisfatti dei grandi accordi proposti, potrebbero respingerli, sperando che vengano avanzate condizioni migliori; in alternativa, contribuiranno a relegare il movimento MAGA nella pattumiera della storia, facendo tutto ciò che è in loro potere per mantenere elevato il costo della vita per gli americani – un obiettivo che tutti e tre sono in grado di perseguire. Trump ne è consapevole, e per questo potrebbe essere disposto a scendere a patti, nell’ottica di un possibile ritorno del movimento MAGA.

La Russia potrebbe ridurre le esportazioni di energia per dare priorità al mercato interno – a fronte dei continui attacchi ucraini contro le proprie raffinerie – con la conseguenza di far ulteriormente lievitare i prezzi globali dei carburanti; l’Iran potrebbe proseguire nel suo imperfetto blocco dello stretto, sortendo il medesimo effetto; la Cina, dal canto suo, potrebbe dare il via a una nuova fase della guerra commerciale. Per scongiurare tali scenari, gli Stati Uniti dovrebbero promuovere i propri interessi in Ucraina, nel Golfo e a Taiwan, attuando una rivoluzione nella politica estera capace di ridisegnare radicalmente l’ordine mondiale emergente.

Le architetture di sicurezza ed economiche europee del dopoguerra, qui illustrate, rappresentano i compromessi più realistici per promuovere alcuni degli interessi più delicati della Russia, al fine di scongiurare lo scenario summenzionato. Per quanto riguarda l’Iran, gli Stati Uniti dovrebbero revocare le sanzioni in ambito energetico, ritirare la propria presenza militare dal Golfo e chiarire che non interverranno a sostegno di Israele qualora quest’ultimo dovesse dare inizio a un nuovo conflitto contro l’Iran. Riguardo alla Cina, gli Stati Uniti dovrebbero interrompere ogni legame con Taiwan, aprendo così la strada al suo ritorno sotto il controllo della Cina continentale.

L’aspetto russo di questa proposta sarebbe già in fase di elaborazione; quanto a quello iraniano, sebbene gli Stati Uniti vi abbiano fatto più di un’apertura, resta da vedere se Trump abbia la volontà politica di portarlo avanti. Egli ha inoltre criticato Taiwan per aver sottratto agli Stati Uniti l’industria dei chip, ma è possibile che gli manchi la volontà politica di cederla, di fatto, alla Cina. Comunque sia, Trump potrebbe finire per accettare tutto ciò, qualora si convincesse che si tratta dell’unico modo per salvare il movimento MAGA e, di conseguenza, preservare la propria eredità politica, che finirebbe indiscutibilmente per essere quella di un pacificatore a livello globale.

https://korybko.substack.com/p/maga-can-only-be-saved-by-trump-cutting

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Posts
Sponsor