Perle rabbiniche: ogni donna non ebrea è una prostituta

PERLE RABBINICHE: OGNI DONNA NON EBREA È UNA PROSTITUTA

 

Maimonide, Mishneh Torah, Hilkhoth Issurei Bia (Leggi sui rapporti proibiti), 18,1:

«Basandoci sulla tradizione orale abbiamo appreso che il termine “zonah” [lett. “donna promiscua”. M. Jastrow, A Dictionary, vol. II, scrive che «zonah means prostitute»] impiegato dalla Torah si riferisce ad una donna che non è nata ebrea, ad una donna (ebrea) che ha avuto rapporti con un uomo che le era proibito sposare, violando un decreto universalmente applicabile, oppure ad una donna (ebrea) che ha avuto rapporti con un challal [un bambino nato da una relazione proibita ad un sacerdote], anche se le era permesso di sposarlo».

Il testo prosegue affermando che una donna (ebrea) che ha avuto rapporti con un animale, anche se è passibile di lapidazione, non è considerata zonah, né le è proibito di contrarre matrimonio con un membro della casta sacerdotale, e di conseguenza può sposare un sacerdote.

Dunque, agli occhi di Maimonide e della tradizione rabbinico-talmudica, una donna non ebrea è una zonah per il solo fatto di essere non ebrea, cioè intrinsecamente idolatra, impura  e perversa, mentre una donna ebrea che pure ha avuto rapporti sessuali con un animale non solo non è considerata una zonah, ma ha addirittura diritto di sposare un sacerdote!!

(Cfr. La donna non ebrea nel Talmud e nella tradizione rabbinica, andreacarancini.it).

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