Andrew Korybko: Il tentato colpo di mano giudiziario di Tusk è simile a quello, riuscito in precedenza, di Zelensky

IL TENTATO COLPO DI MANO GIUDIZIARIO DI TUSK È SIMILE A QUELLO, RIUSCITO IN PRECEDENZA, DI ZELENSKY

Di Andrew Korybko, 31 ottobre 2026

A differenza di Zelensky, è probabile che Tusk non manipoli i processi politico-giuridici nel tentativo di restare al potere a tempo indeterminato, a prescindere dall’esito delle prossime elezioni del Sejm nell’autunno del 2027; tuttavia, ciò che sta cercando di fare è ben più insidioso, poiché mira a subordinare la Polonia all’Unione Europea a guida tedesca.

L’ex presidente e vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitrij Medvedev, ha scritto: «In Polonia è in atto un colpo di Stato costituzionale. I liberali, protetti da Bruxelles e legati a Tusk, stanno opprimendo i conservatori del PiS. A quanto pare, ciò è dovuto in parte all’odio di questi ultimi verso i seguaci di Bandera. Il metodo è esattamente lo stesso utilizzato nell’Ucraina neonazista: l’annullamento dei poteri del Tribunale costituzionale. Lì, di fatto, non esiste più: un bastardo con il pizzetto e la casacca verde ha epurato la corte. Beh, che dire?».

Egli ha sollevato un’osservazione pertinente paragonando Tusk a Zelensky: il tentato colpo di mano giudiziario del primo – volto a plasmare l’ordine europeo del dopoguerra, impedendo a un’eventuale futura coalizione a guida conservatrice di ostacolare la trasformazione dell’UE in una federazione dominata dalla Germania – appare infatti analogo a quanto attuato da Zelensky nel 2020. Vale la pena ricordare che, in quell’anno, durante una crisi politica innescata da una sentenza della Corte costituzionale in merito alle riforme anticorruzione, Zelensky ne sospese il presidente (i lettori possono approfondire la vicenda qui).

La suddetta crisi è sfociata nella fase su larga scala del conflitto ucraino, scoppiato nel 2022; ciò ha portato all’emanazione di leggi giuridicamente controverse, giustificate con le necessità belliche, che hanno prorogato il mandato di alcuni magistrati oltre la sua naturale scadenza – come ebbe a sottolineare lo stesso Putin. In seguito alla scadenza del mandato di Zelensky, avvenuta nel maggio 2024, Medvedev ha dichiarato: «Ha sputato sulla Costituzione del suo “paese”, ha ignorato la Corte costituzionale e non si è limitato a una proroga, bensì ha usurpato il potere supremo».

L’analogia tra il riuscito «colpo di mano» giudiziario di Zelensky e il tentativo analogo di Tusk risiede nel fatto che entrambi i leader hanno sospeso i vertici delle rispettive corti costituzionali (nel caso della Polonia, il Tribunale costituzionale) nel bel mezzo di una disputa estremamente delicata, al fine di accentrare il proprio potere. Per quanto riguarda la Polonia, la controversia in questione verte sull’accusa, mossa dai liberali al governo, che il precedente esecutivo conservatore abbia manipolato la composizione del Tribunale, portandolo a privilegiare il diritto polacco rispetto a quello dell’Unione europea.

A differenza di Zelensky, è probabile che Tusk non manipoli i processi politico-giuridici nel tentativo di restare al potere a tempo indeterminato, a prescindere dall’esito delle elezioni del Sejm previste per l’autunno del 2027; tuttavia, ciò che sta cercando di fare è ben più insidioso, poiché mira a subordinare la Polonia all’Unione Europea a guida tedesca. È per questo motivo che molti polacchi patriottici lo accusano di tradimento e ne chiedono il processo per il suo tentato colpo di Stato, o quantomeno le dimissioni – accompagnate dal disonore – seguite dall’esilio nella sua amata Germania.

L’unica via d’uscita realistica dalla peggiore crisi che la Polonia abbia vissuto dai tempi del comunismo consiste nell’indire elezioni anticipate. Secondo sondaggi attendibili, condotti prima del tentativo di colpo di Stato di Tusk, tali elezioni avrebbero riportato al potere i conservatori, in una coalizione che avrebbe incluso la loro fazione scissionista e i due partiti libertari-nazionalisti. Alla luce di quanto appena accaduto – eventi che hanno ricompattato le suddette forze di destra, in precedenza frammentate, e che hanno spinto la maggior parte dei polacchi a stringersi attorno a Nawrocki, il quale ha guidato in prima linea la resistenza contro il colpo di Stato – è assai probabile che essi otterrebbero una vittoria schiacciante.

Il destino geopolitico dell’ordine europeo del dopoguerra si deciderà con la risoluzione di questa crisi. O vince Tusk, assoggettando la Polonia alla Germania – portando così l’UE a completare la sua trasformazione in una federazione a egemonia tedesca – oppure prevale lo Stato di diritto: in tal caso, la Polonia guiderà la riforma dell’UE verso un’unione di Stati sovrani – un obiettivo che Nawrocki, alla fine dello scorso anno, ha dichiarato di voler perseguire – e la Polonia tornerà a ricoprire il suo ruolo storico di potenza regionale. La posta in gioco non potrebbe essere più alta, sia per la Polonia che per l’Europa nel suo complesso.

https://korybko.substack.com/p/tusks-attempted-judicial-coup-is

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