Andrew Korybko: Tusk ha autorizzato la polizia antisommossa a usare la forza letale per reprimere le proteste contro il colpo di Stato?

TUSK HA AUTORIZZATO LA POLIZIA ANTISOMMOSSA A USARE LA FORZA LETALE PER REPRIMERE LE PROTESTE CONTRO IL COLPO DI STATO?

Di Andrew Korybko, 31 ottobre 2026

È sospetto che, a partire dalla prossima settimana, i reparti antisommossa saranno dotati di mitragliatrici e visori notturni, con la scusa pretestuosa di prevenire «sabotaggi»; per non parlare del fatto che l’ordine in questione porta una data precedente di un giorno al tentato colpo di mano giudiziario di Tusk: il che suggerisce che egli possa aver messo in conto la possibilità che dei polacchi vengano uccisi.

La polizia polacca ha smentito che una lettera, datata 29 ottobre e relativa a piani per dotare i reparti antisommossa di mitragliatrici e visori notturni nel periodo dal 2 all’8 novembre, avesse alcun legame con gli eventi del giorno successivo. Meno di 24 ore dopo, il governo del primo ministro liberale Donald Tusk ha tentato quello che l’opposizione conservatrice definisce un colpo di mano giudiziario contro il Tribunale costituzionale. Si sono quindi diffuse speculazioni secondo cui Tusk avrebbe autorizzato i reparti antisommossa a ricorrere alla forza letale per reprimere le proteste contro tale iniziativa.

Secondo il principale quotidiano conservatore Rzeczpospolita, l’operazione volta a insediare forzatamente alcuni nuovi giudici, dopo aver sospeso il presidente e il vicepresidente del Tribunale, è stata pianificata meticolosamente. L’avvio dell’operazione, avvenuto un venerdì sera dopo il tramonto, aveva lo scopo di garantire che i due giudici sospesi non si trovassero nella sede dell’istituzione. Inoltre, questo specifico venerdì cade proprio a ridosso della festa di Ognissanti, il 1° novembre, periodo in cui la maggior parte dei polacchi torna nei paesi d’origine per prendersi cura delle tombe dei propri antenati.

Una delle fonti di Rzeczpospolita ha dichiarato: «L’ipotesi prevalente era che la gente non avrebbe mostrato alcun interesse per il Tribunale; si pensava che sarebbero rimasti solo pochi pensionati, mentre la maggior parte delle persone se ne sarebbe tornata a casa o sarebbe andata incontro alla morte». A rendere ancora più probabile il successo dell’operazione c’era il fatto che il presidente conservatore Karol Nawrocki aveva in programma di partire per l’Africa proprio quella sera. Secondo la testata, i cospiratori non si aspettavano che egli facesse dietrofront con il suo aereo per poi presentarsi al Tribunale poco dopo mezzanotte, né avevano previsto le proteste su larga scala.

Tornando alla lettera menzionata nell’introduzione, il quotidiano *Rzeczpospolita* ha riferito che, nel documento, la motivazione addotta per dotare i reparti antisommossa di mitragliatrici e visori notturni – nel periodo compreso tra il 2 e l’8 novembre – era “la situazione operativa nel Paese”, e non il “sabotaggio”, come sostenuto in seguito dalla polizia polacca. La testata ha inoltre sottolineato che i reparti antisommossa non si occupano di casi di sabotaggio, aggiungendo che “la stessa polizia non crede a [tale pretesto del sabotaggio]”. Secondo una fonte, “il contenuto suggerisce un tentativo di celare il vero scopo” dell’operazione.

Una delle loro altre fonti ha ipotizzato che «i servizi di intelligence russi potrebbero voler sfruttare la situazione per compiere un atto di sabotaggio o una manovra diversiva. È l’occasione perfetta. Sospetto che quest’ordine possa essere legato a tali informazioni o sospetti, piuttosto che al desiderio di utilizzare armi presso il Tribunale». Comunque sia, questo ragionamento presuppone comunque proteste su larga scala scatenate dagli eventi del giorno successivo, dei quali – secondo quanto riportato da *Rzeczpospolita* – erano a conoscenza soltanto tre alti funzionari di polizia.

Vale anche la pena sottolineare che il 2 novembre – il primo giorno in cui i reparti antisommossa di tutto il Paese saranno dotati di mitragliatrici e visori notturni – cade di lunedì, subito dopo la festività di Ognissanti, momento in cui i polacchi faranno ritorno nelle città dai loro paesi d’origine. Di conseguenza, è lecito supporre che gli artefici del colpo di mano giudiziario si aspettassero l’inizio di proteste su larga scala proprio in quella data; da qui la scelta di equipaggiare la polizia antisommossa in quel preciso momento, adducendo pretestuose motivazioni legate a presunti «atti di sabotaggio».

Sebbene non si possa affermare con certezza, e non vi sia alcuna garanzia che emergano prove inconfutabili, è possibile che Tusk abbia tacitamente autorizzato le forze dell’ordine a ricorrere alla forza letale per reprimere le proteste contro il colpo di mano. La versione ufficiale, che ipotizza un elevato rischio di «sabotaggi» russi nella settimana successiva al tentato colpo di mano giudiziario – avvenuto il giorno dopo la lettera in questione –, potrebbe essere strumentalizzata per giustificare falsamente l’apertura del fuoco sulla folla, con il pretesto di «fermare agenti russi» che rappresenterebbero una «minaccia». L’intera vicenda appare fin troppo sospetta e merita di essere indagata.

https://korybko.substack.com/p/did-tusk-permit-the-riot-police-to

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