
CHI STA GUADAGNANDO MILIARDI DALLA GUERRA ALL’IRAN?
Di Ron Paul, 26 ottobre 2026
Durante un comizio elettorale nel fine settimana, il presidente Trump ha liquidato le preoccupazioni degli americani per l’elevato costo di petrolio e benzina, sostenendo che si tratti di un prezzo modesto da pagare a fronte delle centinaia di miliardi di dollari che «noi» stiamo guadagnando grazie a questi prezzi più alti.
«Stiamo facendo una fortuna», ha detto. «Centinaia di miliardi di dollari. Trilioni di dollari».
La gente paga un po’ di più per la benzina, ha spiegato, ma non importa, perché «noi» stiamo guadagnando un sacco di soldi.
La domanda è: «Chi siamo “noi”?». Sappiamo che non si tratta del popolo americano. Gli americani devono fare i conti con la stagnazione dei salari, l’inflazione e un ulteriore aggravio dei costi alla pompa di benzina. Un sondaggio Economist/YouGov, condotto all’inizio di questo mese, ha rilevato che l’inflazione e i prezzi rappresentano, con ampio margine, la principale preoccupazione degli americani; al secondo posto si collocano l’occupazione e l’economia.
Lo stesso sondaggio ha chiesto agli americani come valutino lo stato dell’economia statunitense e, al primo posto – ancora una volta con un ampio margine – si è collocato il giudizio “pessimo”.
Se «noi» – inteso come popolo americano – stessimo guadagnando centinaia di miliardi di dollari dalla guerra, verrebbe da pensare che queste non sarebbero le nostre due preoccupazioni principali.
Ma comprendiamo cosa intendesse il Presidente con quel «noi». Si riferiva a quella parte del settore «privato» che, direttamente o indirettamente, è in combutta con la macchina bellica governativa. Dalle compagnie petrolifere ai produttori di armi – e tutto ciò che sta nel mezzo – la guerra e i conflitti fanno lievitare i profitti di aziende che godono di ottimi agganci, a spese di tutti noi.
Ecco perché ci troviamo in uno stato di guerra permanente. Vent’anni in Afghanistan e un periodo analogo in Iraq. Bombardamenti incessanti in luoghi come la Somalia. Una guerra per procura contro la Russia in Ucraina che dura da dodici anni (e prosegue ancora). Basi militari e operazioni segrete in ogni parte del mondo.
E se scoprissimo che il più ingente bilancio militare del mondo non è in grado di fornire armamenti sufficienti a vincere una guerra? Beh, va bene lo stesso: basta raddoppiare la spesa militare e accusare chiunque sollevi obiezioni di non essere patriottico!
Aziende «private» dotate di un enorme potere politico – spesso caratterizzate da un continuo viavai di persone tra il governo e il settore imprenditoriale – «guadagnano un sacco di soldi» con la guerra, per dirla con le parole di Trump. Che tali conflitti si traducano in vittorie, sconfitte o stalli per gli Stati Uniti, queste società, strettamente legate al governo, ne escono sempre vincitrici. Il meccanismo di creazione di denaro fa sì che le risorse rifluiscano verso imprese benviste dall’esecutivo, mentre i politici che sostengono le guerre ricevono contributi per le proprie campagne elettorali.
E se non sostieni le guerre? Ti tocca lo stesso trattamento riservato a Thomas Massie.
La guerra senza fine genera ulteriore corporativismo: il settore privato non esiste più per offrire beni in un libero mercato, bensì per servire il potere politico e rafforzare il controllo del governo sulla popolazione. Si può considerare una sorta di assistenza sociale per i ricchi, a spese dei poveri. Il risultato è la tirannia.
È proprio per questo motivo che i nostri Padri Fondatori vollero rendere il più difficile possibile l’avvio di una guerra. Essendo profondi conoscitori della storia, comprendevano bene come la concentrazione del potere bellico nelle mani di un singolo sovrano o di un’oligarchia avrebbe finito per impoverire le masse, conducendo al collasso morale e finanziario. Affidarono tale potere al “ramo del popolo” – il Congresso – nella speranza che i cittadini ritenessero i propri rappresentanti responsabili del loro operato. Ci siamo allontanati notevolmente dalle loro intenzioni originarie e, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo riappropriarci di tale autorità e responsabilità.
https://ronpaulinstitute.org/who-is-making-billions-from-the-iran-war/
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