Le forze israeliane demoliscono case a Hebron e costringono migliaia di palestinesi a sfollare, mentre i raid si espandono

LE FORZE ISRAELIANE DEMOLISCONO CASE A HEBRON E COSTRINGONO MIGLIAIA DI PALESTINESI A SFOLLARE, MENTRE I RAID SI ESPANDONO

Case ed edifici commerciali rasi al suolo in una città della Cisgiordania occupata, mentre i leader israeliani minacciano un’offensiva su più ampia scala e annunciano la chiusura dei valichi nel giorno delle elezioni.

Ripubblicato da The New Arab, 25 ottobre 2026

Le forze israeliane hanno demolito case e attività commerciali palestinesi a Hebron, costringendo circa 2.500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni [AGGIORNAMENTO: il numero è salito a 3.043], secondo quanto riferito da osservatori palestinesi per i diritti umani. Domenica, una vasta operazione repressiva militare è entrata nel suo terzo giorno, segnata da ulteriori incursioni e arresti in tutto il settore meridionale della Cisgiordania occupata.

I bulldozer hanno devastato aree residenziali e commerciali; le immagini mostrano abitazioni ridotte a macerie lungo diversi isolati. Le demolizioni fanno seguito alla minaccia del primo ministro Benjamin Netanyahu di distruggere il quartiere da cui, secondo le accuse, provenivano due uomini armati palestinesi responsabili di un attacco contro un posto di blocco militare israeliano, avvenuto venerdì.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR), citando stime preliminari del comune di Hebron, ha riferito che circa 500 famiglie, per un totale di circa 2.500 persone, sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in un’area che si estende per 350 dunum, ovvero 35 ettari. Le forze israeliane hanno isolato la zona e proseguito con le perquisizioni delle case, lasciando gli sfollati nell’incertezza riguardo a quando sarà loro consentito di rientrare.

L’operazione ha interessato Ein Deir Baha e i quartieri circostanti, oltre ad abitazioni, attività commerciali e strutture industriali a Farsh al-Hawa.

PCHR ha documentato la demolizione di una casa a tre piani, di un’attività commerciale che vendeva ricambi auto e dei muri di cinta di un’azienda di piastrelle e ceramiche. L’organizzazione ha affermato che la casa è stata demolita nonostante il proprietario avesse ottenuto un’ordinanza provvisoria del tribunale a seguito di un precedente avviso di demolizione.

Secondo PCHR, venerdì sera le famiglie sono state costrette ad evacuare tramite altoparlanti militari. I soldati hanno perquisito residenti e veicoli ai posti di blocco mentre fuggivano, e alcune famiglie hanno cercato rifugio presso parenti. Un residente sfollato ha riferito all’organizzazione che i soldati non avevano specificato quando la sua famiglia avrebbe potuto fare ritorno.

La distruzione si è accompagnata a una più ampia chiusura di Hebron: le forze israeliane hanno bloccato gli accessi e limitato gli spostamenti tra la città e le località e i villaggi circostanti. Il sindaco di Hebron, Yousef al-Ja’bari, ha dichiarato che la città e diversi villaggi vicini si trovano sotto un blocco totale.

Rastrellamenti e arresti si diffondono a Hebron

Le forze israeliane hanno arrestato 20 palestinesi nell’ultima ondata di incursioni a Hebron, mentre l’esercito ha esteso le proprie operazioni all’interno della città e nelle località circostanti.

Nella notte tra sabato e domenica, i soldati hanno fatto irruzione nelle abitazioni in gran parte dei quartieri di Hebron, riservando un trattamento violento agli occupanti, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese Wafa. Ulteriori incursioni sono state segnalate nelle vicine località di Dura, Yatta, as-Samu e Tarqumiya, dove i residenti sono stati prelevati con la forza dalle proprie case.

Domenica mattina, le forze israeliane hanno lanciato gas lacrimogeni durante incursioni nel campo profughi di al-Fawwar e nella città di Taffuh, entrambi nei pressi di Hebron.

Venerdì, in visita a Hebron insieme al ministro della Difesa Israel Katz, Netanyahu ha promesso di distruggere e trasformare il quartiere da cui, secondo le accuse, proverrebbero gli attentatori.

«Innanzitutto, agiremo per distruggere questo luogo, per trasformarlo completamente», ha dichiarato. «Intendiamo applicare il modello, efficace e aggressivo, che abbiamo già adottato nei campi profughi, i quali sono, a tutti gli effetti, roccaforti terroristiche».

Le sue parole facevano riferimento alle operazioni militari condotte nei campi profughi nel nord della Cisgiordania – tra cui Jenin, Tulkarm e Nur Shams – dove, nel 2025, decine di migliaia di palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Katz ha messo in relazione diretta l’operazione a Hebron con quelle campagne, affermando: «Il modello del campo profughi di Jenin arriva a Hebron».

Il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, che ricopre anche un ruolo presso il ministero della Difesa con delega agli affari civili in Cisgiordania, ha invocato una campagna militare “esattamente come a Gaza o in Libano”. Ha dichiarato di aver ordinato personalmente l’immediata demolizione di una serie di strutture situate vicino al luogo in cui venerdì è avvenuta la sparatoria, definendole costruzioni abusive.

L’escalation giunge a pochi giorni dalle elezioni generali in Israele, previste per martedì 27 ottobre; in tale occasione, l’esercito ha annunciato la chiusura di tutti i valichi terrestri con la Cisgiordania.

Le restrizioni annunciate sabato vietano inoltre ai lavoratori palestinesi l’ingresso negli insediamenti israeliani in Cisgiordania e nella Valle del Giordano, con limitate eccezioni, in attesa di una chiusura più ampia che entrerà in vigore il giorno delle elezioni. Le restrizioni di martedì riguarderanno anche le zone industriali.

https://israelpalestinenews.org/israeli-forces-demolish-hebron-homes-displace-thousands-of-palestinians-as-raids-expand/

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