Andrew Korybko: Quanto è significativo il fatto che tre ambasciatori polacchi si siano appena dimessi per protestare contro il colpo di mano di Tusk?

QUANTO È SIGNIFICATIVO IL FATTO CHE TRE AMBASCIATORI POLACCHI SI SIANO APPENA DIMESSI PER PROTESTARE CONTRO IL COLPO DI MANO DI TUSK?

Di Andrew Korybko, 3 novembre 2026

Hanno, cosa significativa, spinto Sikorski a commettere un passo falso: paragonare il colpo di mano giudiziario di Tusk al periodo della legge marziale in Polonia, il che potrebbe portare ancora più polacchi a schierarsi contro di lui, oltre a quelli che già lo fanno.

Un altro ambasciatore polacco si è dimesso per protestare contro il «colpo di mano» giudiziario del primo ministro liberale Donald Tusk; un’operazione che, di fatto, costituisce una presa di controllo della Polonia da parte della Germania – per interposta persona – volta a preparare l’Europa a una guerra contro la Russia. Venerdì, il rappresentante permanente presso l’ONU, professor Krzysztof Szczerski, ha seguito le orme dell’ambasciatore in Cina, Jakub Kumoch, e dell’ambasciatore in Romania, Paweł Soloch. Il ministro degli Esteri Radek Sikorski non ha gradito l’accaduto e ha espresso il proprio disappunto in un post su X.

Secondo lui: «Quando, per protestare contro la legge marziale, gli ambasciatori [della Repubblica Popolare Polacca] Rurarz e Spasowski si dimisero, rischiarono di subire la vendetta del regime comunista. Oggi, [il presidente conservatore Karol Nawrocki] esorta gli ambasciatori ad abbandonare le proprie missioni e sarà certamente ricompensato profumatamente per le sue gesta eroiche. “La storia fa rima: prima come tragedia, poi come farsa”». Alcuni hanno fatto notare come, per Sikorski, paragonare il «colpo di mano» giudiziario di Tusk al periodo della legge marziale in Polonia sia stato un modo per screditare sé stesso.

Kumoch ha risposto a Sikorski scrivendo: «Mi dispiace doverlo fare, perché speravo che la questione fosse risolta. Non ho parlato né comunicato con il Presidente prima di prendere questa decisione». Anche Marcin Przydacz, capo dell’Ufficio per la politica internazionale, ha commentato la vicenda. Ha dichiarato: «In un momento critico, mentre la Polonia si prepara al vertice del G20 e la Russia prosegue la sua aggressione contro l’Ucraina, il nostro servizio diplomatico perde tre diplomatici di grande esperienza». Ha poi aggiunto:

«Tutti e tre hanno motivato le proprie decisioni facendo riferimento ad azioni intraprese dal governo polacco che, in quanto cittadini polacchi, non potevano accettare e che non intendevano avallare proseguendo le loro missioni diplomatiche. Per oltre tre decenni, la Polonia ha lavorato per costruirsi una reputazione di partner internazionale stabile, sicuro e affidabile. Oggi, il mondo è testimone di immagini che ritraggono forze di polizia schierate presso una delle più importanti istituzioni costituzionali polacche, a cui si aggiungono le dimissioni di alti diplomatici polacchi».

Przydacz li ha quindi ringraziati per il loro servizio, affermando di rispettare il loro “coraggio nel prendere decisioni personali difficili, in risposta ad azioni del governo che violano la legge e minano la credibilità della Polonia come partner internazionale stabile”. L’importanza complessiva di questa vicenda – anche qualora dovesse concludersi con le sole dimissioni di questi tre alti diplomatici, senza ulteriori defezioni – risiede nel fatto che essa ha richiamato l’attenzione dei paesi ospitanti sul dato di fatto che non tutti i membri del Ministero degli Affari Esteri sostengono il “colpo di mano” giudiziario di Tusk.

Ciò è rilevante in relazione alle dimissioni di Kumoch e Szczerski, dato che la Cina e gli Stati Uniti rivestono un’importanza ben maggiore rispetto alla Romania. Certo, è improbabile che l’una o l’altra potenza intervengano in qualche modo per far pendere l’ago della bilancia in questa disputa, che va intensificandosi, a favore dello stato di diritto; tuttavia, un’eventuale simpatia da parte loro non nuocerebbe alla causa dei costituzionalisti. L’aspetto di primaria importanza di queste dimissioni risiede nel fatto che hanno indotto Sikorski a commettere un passo falso: paragonare il «colpo di mano» giudiziario di Tusk al periodo della legge marziale in Polonia.

La stragrande maggioranza dei polacchi si oppose al regime militare e sostenne Solidarność; pertanto, il rilievo del suo passo falso risiede nel fatto che esso potrebbe spingere un numero ancora maggiore di polacchi a schierarsi contro Tusk, il che potrebbe tradursi in una sconfitta schiacciante per la coalizione liberale al governo in occasione delle prossime elezioni del Sejm, nell’autunno del 2027. Fino ad allora, in attesa di una – peraltro improbabile – risoluzione dello scontro tra i fautori del colpo di mano e i sostenitori dell’ordine costituzionale, la Polonia rimarrà parzialmente paralizzata a livello legislativo e giudiziario, a causa di una situazione di stallo che va a scapito dei suoi interessi nazionali.

https://korybko.substack.com/p/how-significant-is-it-that-three

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