
TREBLINKA – FORENSICALLY EXAMINED
Di Germar Rudolf
Treblinka era un campo situato in territorio polacco durante la Seconda guerra mondiale, verso il quale le autorità di occupazione tedesche deportarono, tra il 1942 e il 1943, un numero di ebrei compreso tra 700.000 e un milione. Si ritiene che quasi tutti siano stati uccisi al momento dell’arrivo e successivamente sepolti in fosse comuni. Le presunte modalità di uccisione variano (vapore, vuoto d’aria, folgorazione, gas di scarico, ecc.), ma gli storici mainstream concordano sull’impiego di gas di scarico prodotti da motori diesel. Nel 1943, le vittime sarebbero state esumate e, nell’arco di quattro mesi, bruciate su enormi pire di legno.
Un massacro di proporzioni così gigantesche avrebbe inevitabilmente lasciato numerose tracce, rilevabili dalla scienza forense nel corso dei sopralluoghi sulla scena del crimine: ingenti volumi di terreno smosso in corrispondenza di quelle che un tempo furono fosse comuni; terra mescolata a ceneri, legno non combusto e resti umani; oggetti smarriti o abbandonati dai carnefici e dalle vittime; tracce di antiche strutture, recinzioni, pozzi e altro ancora.
Sono stati effettuati tre tentativi di rinvenire tali tracce: due, piuttosto superficiali, avvenuti subito dopo la fine della guerra per iniziativa delle autorità sovietiche e polacche, e un terzo, più approfondito, condotto tra il 2010 e il 2019 da un’équipe britannica guidata dalla dottoressa Caroline Sturdy Colls. Quest’ultima ha pubblicato i risultati in un volume di 480 pagine a metà del 2026.
Il presente studio esamina criticamente tali risultati. Sei contributi, redatti da cinque diversi autori, analizzano svariati aspetti del campo di Treblinka e della relativa indagine forense. Il primo saggio, a firma di Germar Rudolf, riassume le informazioni di cui disponiamo a oggi su Treblinka. I contributi del Dr. David Skrbina, di Thomas Olson e di Carlo Mattogno – ciascuno secondo un approccio differente – passano al setaccio il libro della Dr.ssa Sturdy Colls, smascherandolo come «archeologicamente e storicamente incoerente e del tutto privo di qualsiasi valore scientifico» (Mattogno). In un saggio dedicato alla «chimica di Treblinka», Germar Rudolf illustra come dovrebbe essere condotta una corretta analisi chimico-forense, contrapponendola all’approccio dilettantesco del team della Sturdy Colls. Il saggio conclusivo, di Muhammad Amin, presenta il crescente corpus di prove documentali che indicano per il campo di Treblinka una funzione del tutto diversa, non letale: quella di campo di transito per gli ebrei destinati a località più a est.
https://holocausthandbooks.com/book/treblinka-forensically-examined/
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