Ibrahim Alloush: Ebraismo e sionismo non possono essere separati

ALLOUSH: EBRAISMO E SIONISMO NON POSSONO ESSERE SEPARATI

 

(Ibrahim Alloush, Can we really separate Judaism from Zionism?, islam-radio.net)

 

In qualsiasi modo si guardi la cosa, ebraismo e sionismo non possono essere veramente separati.

Il sionismo non è un’interpretazione errata dell’ebraismo, bensì l’essenza distillata dell’ebraismo tradizionale.

Quando Marx fece a pezzi l’ebraismo nel suo scritto “Sulla questione ebraica”, il termine “sionismo” non era neppure in circolazione.

Marx considerava l’ebraismo, in quanto rappresentativo di quello che chiamava “l’ebreo pratico”, un’ideologia parassita e predatoria che ben si addice al capitalismo nella sua fase di decadenza.

[Perché “nella sua fase di decadenza”? Quando Marx scrisse le pagine sulla questione ebraica (1844) il capitalismo non era affatto nella sua fase di decadenza, ma al contrario nella sua fase di ascesa. Come ha mostrato egregiamente tra gli altri Werner Sombart,“l’ebreo pratico” si addice al capitalismo in ogni sua fase di sviluppo (n.d.r.)].

A prescindere da ciò che gli insegnamenti razzistici (racial) ebraici derivati dalla Torah [recte: dall’esegesi rabbinica della Torah (n.d.r.)] e dal Talmud possono affermare, l’ebraismo è essenzialmente dottrina e prassi, non razza o nazionalità.

Pertanto, nascere da genitori ebrei non equivale a far parte dell’ebraismo. Ne consegue che la critica all’ebraismo non implica ostilità verso una mitica “razza ebraica”, poiché l’ebraismo non è né razza né nazionalismo.

[In realtà gli ebrei tradizionali costituiscono un gruppo etno-religioso del quale si entra a far parte sin dalla nascita e che è cementato dallo spirito, dalla cultura e dalla prassi rabbinico-talmudica (n.d.r)]

In effetti, l’ebraismo è la cultura tipica di predoni parassiti che si è sviluppata nell’isolamento dei ghetti.

È inoltre contraddistinto da un carattere sovranazionale, che disprezza qualsivoglia lealtà nazionale.

Di conseguenza, non c’è da stupirsi che la globalizzazione abbia portato con sé anche la globalizzazione della “causa vuota” (Hollowcause) come feticcio laico postmoderno.

La globalizzazione riguarda essenzialmente l’egemonia del capitale finanziario improduttivo e dell’usura. Quindi globalizzazione significa anche che il mondo si sta “sviluppando in senso ebraico”.

Non c’è quindi da stupirsi che l’anti-ebraismo, inteso come antisionismo laico o come fondamentalismo religioso antiebraico (sia cristiano che musulmano) sia diventato un elemento cardine dei movimenti di liberazione nazionale in tutto il mondo.

In quanto arabi, non possiamo ignorare il fatto che i due princìpi fondamentali del sionismo si ritrovino nell’ebraismo.

Il concetto di “promessa divina”, secondo cui Jahvè avrebbe dato la nostra Palestrina araba agli ebrei è il primo di questi princìpi, che giustifica l’usurpazione della Palestina.

Il secondo di questi princìpi è ovviamente il concetto di “popolo eletto”, in base al quale agli ebrei viene concesso un privilegio rispetto ai goyim, cioè ai non-ebrei.

Nella sua opera “Storia ebraica, religione ebraica, il peso di tre millenni” Israel Shahak ha fornito ampie prove che dimostrano come la brutalità messa in atto dalle forze di occupazione e dai coloni ebrei contro gli arabi palestinesi fosse sancita dalla legge religiosa dei rabbini sulla base di scritture che incitavano all’abuso e al maltrattamento dei goyim.

Pertanto è davvero impossibile separare l’ebraismo dal sionismo, soprattutto se si è arabi palestinesi.

E a maggior ragione ebraismo e sionismo non possono essere separati se si è cittadini del mondo immersi nel globalismo, cioè nell’egemonia del capitalismo improduttivo sfruttatore, e quindi dei costumi ebraici.

Di conseguenza, l’“antisionismo” dovrebbe essere lasciato ai politicamente corretti, perché essere veramente antisionisti implica necessariamente essere antiebrei.

Inoltre, è vero che chiunque, ebreo o non, sostenga il diritto di “Israele” all’esistenza e giustifichi il potere delle élite ebraiche nel proprio paese è essenzialmente filo-sionista.

Ed è anche vero che l’imperialismo esisterebbe anche senza il sionismo e che il sionismo avrebbe prosperato così bene anche senza l’imperialismo.

Tuttavia, tutto ciò non intacca il punto principale, che cioè sionismo ed ebraismo non possono essere separati.

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