Papa Leone condanna il bombardamento israeliano della chiesa cattolica di Gaza e rinnova l’appello al cessate il fuoco

PAPA LEONE CONDANNA IL BOMBARDAMENTO ISRAELIANO DELLA CHIESA CATTOLICA DI GAZA E RINNOVA L’APPELLO AL CESSATE IL FUOCO

Secondo quanto riferito da funzionari della Chiesa, i fedeli “speravano che gli orrori della guerra potessero almeno risparmiare le loro vite, dopo che le loro case, i loro beni e la loro dignità erano già stati loro sottratti”.

17 luglio 2025

(https://www.lifesitenews.com/) – In seguito all’attacco dell’esercito israeliano all’unica chiesa cattolica di Gaza, avvenuto questa mattina, Papa Leone XIV ha espresso le sue più sentite condoglianze alle famiglie, ha promesso le sue preghiere e ha rinnovato il suo “appello per un cessate il fuoco immediato”.

Giovedì, intorno alle 10:20 ora locale, il complesso della chiesa cattolica della Sacra Famiglia è stato colpito dall’esercito israeliano, causando la morte di almeno tre persone e il ferimento di altre nove, tra cui una in condizioni critiche e due in condizioni gravi, secondo una dichiarazione del Patriarcato latino di Gerusalemme.

Tra i feriti figurava anche il parroco della comunità, padre Gabriel Romanelli, che ha riportato “ferite lievi”, secondo quanto riferito dalle autorità cattoliche.

Il Santo Padre ha espresso profondo dolore per l’“attacco militare” israeliano contro la Chiesa cattolica nell’enclave assediata e ha manifestato la sua “vicinanza spirituale” all’intera comunità parrocchiale.

“Affido le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio Onnipotente e prego per le loro famiglie e per i feriti”, ha proseguito il Pontefice.

E con insistenza, ha concluso: “Rinnovo il mio appello per un cessate il fuoco immediato. Solo il dialogo e la riconciliazione possono garantire una pace duratura!”

Il comunicato del Patriarcato latino descriveva le persone che si erano rifugiate nel complesso della Sacra Famiglia come coloro che “avevano trovato nella Chiesa un santuario, sperando che gli orrori della guerra potessero almeno risparmiare loro la vita, dopo che le loro case, i loro beni e la loro dignità erano già stati loro sottratti”.

Guidato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, il cui nome era stato indicato come possibile candidato al papato nel recente conclave, il Patriarcato latino ha condannato “questo attacco contro civili innocenti e contro un luogo sacro”, sottolineando al contempo che “questa tragedia non è più grande o più terribile delle tante altre che hanno colpito Gaza. Molti altri civili innocenti sono stati feriti, sfollati e uccisi. Morte, sofferenza e distruzione sono ovunque”.

“È giunto il momento che i leader alzino la voce e facciano tutto il necessario per fermare questa tragedia, umanamente e moralmente ingiustificata”, si legge nella dichiarazione. “Questa orribile guerra deve finire definitivamente, affinché possiamo iniziare il lungo lavoro di ripristino della dignità umana”.

Il sostegno allo Stato di Palestina è un impegno di lunga data della Chiesa cattolica

A seguito dello scoppio delle attuali ostilità genocidarie nell’ottobre 2023, Pizzaballa ha rivolto la sua attenzione a ciò che è necessario per raggiungere una soluzione pacifica, ribadendo quello che la voce unanime e costante della Chiesa nella regione, insieme alla comunità internazionale, giudica essere il male “radice” del conflitto: l’occupazione militare israeliana del territorio palestinese internazionalmente riconosciuto.

“Solo ponendo fine a decenni di occupazione e alle sue tragiche conseguenze, e offrendo al popolo palestinese una prospettiva nazionale chiara e sicura, si potrà avviare un serio processo di pace”, affermò all’epoca il Patriarca latino. “Se questo problema non verrà risolto alla radice, non ci sarà mai la stabilità che tutti auspichiamo”.

Nel 2009, mentre era a capo della Custodia francescana di Terra Santa, il cardinale Pizzaballa appoggiò anche il documento fondativo Kairos, autodefinitosi come “la parola dei palestinesi cristiani al mondo su ciò che sta accadendo in Palestina”. Il documento fu approvato dai capi di tutte le chiese di Gerusalemme, comprese tutte le confessioni cattolica e ortodossa, nonché anglicana e luterana.

Questa piena unione dei cristiani in Terra Santa ha spiegato la brutale realtà dell’attuale 58° anno di occupazione israeliana del territorio palestinese riconosciuto a livello internazionale, definendola “un peccato contro Dio e l’umanità” al quale ogni cristiano ha il “dovere” di resistere.

Nel corso di questi decenni, il Vaticano e numerosi vescovi di tutto il mondo hanno confermato e mantenuto questa stessa prospettiva umanitaria e diplomatica, sostenendo il diritto internazionale come via per porre fine all’occupazione e stabilire una soluzione a due Stati, appoggiata anche dalla stragrande maggioranza dei governi nazionali del mondo.

A questo proposito specifico, il diritto internazionale sancisce il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare nelle terre da cui Israele li ha cacciati dal 1948, definisce i confini legittimi sia di Israele che della Palestina e condanna Israele per molteplici attacchi illegali, violazioni dei diritti umani e altro ancora.

Mentre i vescovi cattolici di tutto il mondo hanno espresso un costante sostegno all’applicazione del diritto internazionale nella regione, il Sinodo della Santa Sede sul Medio Oriente del 2010, sotto il pontificato di Benedetto XVI, ha ribadito questa posizione diplomatica a livello della Chiesa universale.

Chiedendo l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la fine dell’occupazione israeliana, i padri sinodali hanno deplorato le sofferenze del popolo palestinese, tra cui “la mancanza di libertà di movimento, il muro di separazione e i posti di blocco militari, i prigionieri politici, la demolizione delle case, la perturbazione della vita socio-economica e le migliaia di rifugiati”.

Nel 2012, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato con 138 voti a favore e 9 contrari per riconoscere la Palestina come Stato non membro, un voto che la delegazione della Santa Sede ha accolto “con favore”. Nel 2015, la Santa Sede ha formalmente riconosciuto lo Stato di Palestina, una pietra miliare il cui decimo anniversario è stato recentemente commemorato a giugno.

Attualmente, 147 dei 193 (76%) governi membri delle Nazioni Unite riconoscono formalmente lo Stato di Palestina.

https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-condemns-israeli-bombing-of-catholic-church-in-gaza-renews-call-for-ceasefire/

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