
Gian Pio Mattogno
GLI «EBREI DI CORTE» DI PETER DEEG (1939)
Sul sito: archive.org è liberamente disponibile il libro di Peter Deeg Hofjuden (Ebrei di corte), Verlag Der Stürmer, Nürnberg, 1939. Si tratta di un massiccio volume di 641 pagine, con in appendice una ricchissima bibliografia scientifica. Senz’altro uno strumento importante per lo studio della questione ebraica.
Il 9 gennaio 1939 Deeg lesse alcuni brani della sua opera all’emittente Reichssender di Francoforte. Questa circostanza viene oggi ricordata dal sito tedesco LAGIS, lagis.hessen.de: Lesung aus dem antisemitischen Buch “Hofjuden” im Reichssender Frankfurt (Lettura del libro antisemita “Ebrei di corte” alla stazione radio Reichssender di Francoforte).
Vi apprendiamo che fu Streicher a facilitare la pubblicazione del volume di Peter Deeg (1908-2005), come pure di altre due sue opere: Die Judengesetze Grossdeutschlands (Le leggi ebraiche della Grande Germania) (1939) e Vor 50 Jahren. Für und wider Russenpakt (Cinquanta anni fa. Pro e contro il patto russo) (1940).
Nel libro Ebrei di corte – leggiamo ancora ‒ concepito da Deeg come il primo di una serie di volumi intitolata “Ebrei, crimini ebraici e leggi ebraiche in Germania dal passato fino al presente”, l’autore si propone di dimostrare che i cosiddetti ebrei di corte, espressione da lui usata per descrivere l’influenza di figure ebree privilegiate che operavano nelle corti religiose e secolari a partire dal tardo Medioevo, spinti dall’avidità hanno cercato di dominare il mondo fino ai nostri giorni.
Secondo Deeg «gli ebrei si sono imposti come sanguisughe (Saug-Egel) territoriali sul corpo politico … con insaziabile voracità» ed hanno impiegato «il mezzo più universale» per arricchirsi: la contraffazione.
Il libro, che etichetta tutti gli ebrei come “traditori della patria”, ha conosciuto rapidamente diverse edizioni.
L’autore afferma che l’edizione 1939 comprende una bibliografia complessiva di 43 pagine. In realtà, la bibliografia dell’edizione 1939 che ho sotto gli occhi occupa più di 50 pagine, da p. 471 a p. 523.
Dopo la guerra, il tribunale incaricato della “denazificazione” della Germania lo classificò inizialmente come “colpevole minore”, cioè “colpevole coinvolto marginalmente” (minderbelastet).
(Insomma, comunque sempre colpevole … di aver scritto libri sgraditi alla Sinagoga!).
Nei primi anni ’50 Deeg aderì alla CDU (Unione Cristiano-sociale), nel 1952 fu ammesso all’albo degli avvocati, aprì uno studio legale, divenne amico di Franz Joseph Strauss e ricoprì incarichi federali.
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