
RAV MENAHEM POSNER: CIO’ CHE OGNI EBREO (ED OGNI NON-EBREO)
DOVREBBE SAPERE SUL TALMUD IN 21 PUNTI
Rav Menahem Posner è caporedattore di Chabad.org, che si autodefinisce il più grande sito di informazione ebraica al mondo. È membro della redazione di Chabad.org dal 2006, anno in cui ha ottenuto il diploma di rabbino alla Central Yeshiva Tomchei Temimim Lubavitch.
Rav Posner ha stilato una lista di 21 punti, ovverosia fatti sul Talmud che, scrive, ogni ebreo dovrebbe conoscere.
(21 faits sur le Talmud que chaque Juif devrait connaître, fr.chabad.org).
Chiaramente i 21 punti sono stilati ad usum judaei, ma possono essere utili anche a noi poveri ed empi goyim, e non tanto per ciò che dicono, quanto piuttosto per ciò che tacciono e dissimulano.
Riassumo in dettaglio, talora parafrasando, talora citando testualmente, i 21 punti.
1) Fondamento della pratica e della fede degli ebrei è la Bibbia ebraica, chiamata anche Torah. Fin dal “Dono della Torah” il popolo ebraico ha studiato i significati nascosti delle Scritture insieme ad altre tradizioni (la Torah orale) che ne svelano la natura divina, le quali furono infine messe per iscritto nel Talmud.
2) Il Talmud si basa sulla Mishnah (“ripetizione”). In seguito alla distruzione del Secondo Tempio e al declino degli studi ebraici, il rabbino Giuda il Principe nel 189 d.C. compilò il primo strato del Talmud: una raccolta di leggi nota come Mishnah, che contiene brevi insegnamenti che coprono praticamente ogni ambito della legge ebraica. Per diversi secoli generazioni di rabbini si dedicarono allo studio delle leggi fondamentali della tradizione orale, compresi gli insegnamenti non inclusi nella Mishnah (baraitot), fino a che non si decise di metterle per iscritto.
3) Esistono due Talmud. C’erano a quel tempo due principali centri di studio: la Galilea e Babilonia, che differivano per tradizioni e metodo di studio. Un saggio babilonese, Rav Zeira, si diede a studiare i metodi e gli insegnamenti della Terra d’Israele, che vennero trascritti in quello che è noto come Talmud di Gerusalemme. Alcune generazioni dopo, all’inizio del V secolo, gli insegnamenti delle accademie babilonesi furono raccolti in quello che è invece noto come Talmud di Babilonia. Entrambe le opere sono dei commentari alla Mishnah, suddivisa in sezioni: ogni sezione inizia con una citazione della Mishnah, che viene poi esaminata e illustrata dai saggi talmudisti.
4) Il più importante è il Talmud babilonese, che è diventato il testo più autorevole fra gli ebrei fino ai giorni nostri. Quando si menziona il Talmud, in genere si intende il Talmud babilonese.
5) Il Talmud viene chiamato anche: Gemara e Shas. Il termine Talmud significa “studio”. I commentari talmudici alla Mishnah sono chiamati in aramaico Gemara (“completamento”), che divenne il termine preferito fra gli studiosi ebrei per indicare il Talmud, al fine «di evitare di attirare l’attenzione delle autorità cristiane che aborrivano il Talmud, considerandolo una minaccia alle loro tradizioni». Shas è l’acronimo di shisha sedarim (“sei ordini”).
6) Il Talmud è scritto in ebraico e aramaico. La Mishnah è scritta in ebraico; ma poiché i rabbini talmudisti babilonesi parlavano e scrivevano per lo più in aramaico, la Gemara alterna discussioni in aramaico a discussioni in ebraico.
7) Il Talmud è organizzato e suddiviso per temi. La Mishnah è composta da sei sedarim (“ordini”), ognuno dei quali tratta una particolare area del diritto ebraico: agricoltura, festività, matrimonio e divorzio, diritto civile, sacrifici nel Tempio, purezza rituale. Ogni ordine è suddiviso in masehot (“trattati”), a loro volta suddivisi in perakim (“capitoli”) e mishnayot (“paragrafi”).
8) Nel Talmud esistono due tipi di rabbini. Un saggio del periodo della Mishnah è chiamato Tanna (plur. Tannaim); quello del periodo talmudico successivo è chiamato Amora (plur. Amoraim). Poiché, secondo la tradizione ebraica, le generazioni dei Tannaim erano le più vicine alla rivelazione del Sinai, esse possedevano una saggezza superiore, ed era regola generale che un Amora non potesse contraddire gli insegnamenti di un Tanna.
9) Il Talmud è composto per lo più in forma di dibattito. Viene fatta un’affermazione, seguita da domande, risposte, confutazioni, a volte per molte pagine. Non di rado la discussione abbandona la via principale tracciata e devia verso temi sviluppati più diffusamente in altri trattati specifici.
10) Non sai mai cosa scoprirai dopo. Le discussioni rabbiniche muovono sempre dall’analisi di versetti biblici, per poi spostarsi anche su una vasta gamma di altri argomenti, dai consigli medici ai proverbi popolari, etc.
11) Nel Talmud anche i dettagli contano. Nessuna discussione è banale, perché anche le minuzie apparentemente irrilevanti sono un aspetto della saggezza divina.
12) Il Talmud viene studiato nella yeshiva (“luogo dove ci si siede”). Fin dalle prime generazioni di saggi il Talmud era studiato nelle accademie della Torah chiamate yeshiva o beth midrasha (“casa di studio”). Ancora al giorno d’oggi gli studenti ebrei di tutto il mondo dedicano ogni giorno lunghe ore allo studio del Talmud e dei suoi commentari nella yeshiva.
13) Lo studio del Talmud implica movimento e rumore. Il Talmud viene tradizionalmente studiato, sia in coppia (havruta) che da soli, ad alta voce, quasi cantando, con ogni momento della “conversazione” intonato in modo diverso: domande, risposte, dimostrazioni, ognuna con una sua propria melodia. «È inoltre consuetudine dondolarsi mentre si studia, come una fiamma ardente, vibrante e piena di calore».
14) Esistono numerosi commentari talmudici. Non appena il Talmud fu completato, gli studenti cominciarono a comporre commentari, il più studiato dei quali è quello di Rashi (XI sec.). Seguirono i commentari dei rabbini vissuti fino all’inizio del XVI sec., conosciuti col nome di Rishonim (“primi maestri”), in particolare gli autori delle tosafot (“aggiunte”), molti dei quali discepoli di Rashi. Nel corso dei secoli furono scritti migliaia di commentari, che hanno arricchito continuamente lo studio della Torah.
15) Il Talmud fu pubblicato per la prima volta da un non-ebreo. Poco dopo l’invenzione della stampa gli stampatori, e in particolare la famiglia Soncino, cominciarono a stampare singoli trattati del Talmud. La prima edizione completa fu realizzata a Venezia da un cristiano, Daniele Bomberg, all’inizio del XVI sec. Il testo del Talmud fu stampato accanto ai commentari classici di Rashi e delle tosafot. L’impaginazione (indicazione del foglio e del recto (a) e verso (b)) è rimasta da allora lo standard fino ad oggi.
16) Il Talmud è composto di 2.711 pagine. L’edizione standard del Talmud occupa 2.711 pagine fronte-retro. Ogni pagina è chiamata daf in ebraico o blatt in yiddish. Ogni lato è chiamato amud (“colonna”). «Padroneggiare l’intero Talmud è un impegno che dura tutta la vita».
17) Il Talmud contiene due tipi di caratteri. Sia l’ebraico che l’aramaico sono scritti con l’alfabeto ebraico classico. L’edizione standard del Talmud utilizza due stili di scrittura: il testo principale appare in carattere quadrato (chiamato anche ktav ashurit), mentre in genere i commentari sono stampati in un carattere più arrotondato chiamato “alfabeto Rashi”.
18) Il Talmud fu bruciato dai cristiani. «Nel Medioevo i cristiani consideravano il Talmud il principale ostacolo alla conversione degli ebrei al cristianesimo e credevano che contenesse commenti offensivi nei confronti della loro religione». Nel 1244 il re Luigi IX (S. Luigi) di Francia ordinò il rogo pubblico di ventiquattro carri carichi di volumi talmudici davanti alla cattedrale di Notre-Dame.
19) Alcuni imparano il Talmud a memoria. Il Talmud va letto e riletto. Gli studiosi più esperti conoscono ampie porzioni del Talmud a memoria.
20) Oggi il Talmud è tradotto in numerose lingue, ciò che ne consente lo studio nella propria lingua madre.
21) Oggi il Talmud può essere studiato in rete, dove molti insegnanti hanno cominciato a pubblicare le proprie lezioni sugli insegnamenti talmudici.
Sin qui la sintesi dei 21 punti stilati da Rav Posner.
Tuttavia nessuno di questi 21 punti risponde almeno ad alcune delle domande più impellenti.
In primo luogo, che cosa è veramente il movimento Chabad?
Qual è l’atteggiamento del Talmud nei confronti del non-ebreo in generale e dei cristiani in particolare?
Perché gli ebrei si dondolano quando studiano il Talmud?
Perché il Talmud fu bruciato dai cristiani?
Rispondere che fu bruciato perché era il principale ostacolo alla conversione degli ebrei al cristianesimo è un insulto all’intelligenza, oltre che alla storia.
Davvero i cristiani «credevano» che contenesse commenti offensivi nei confronti della fede cristiana? Tutto qui? E le blasfemie contro Gesù e Maria?
Nel corso dei secoli la più seria polemica antigiudaica ha dato una risposta a tutte queste domande.
Cfr. su questo stesso sito andreacarancini.it i numerosi scritti relativi a Talmud/non-ebrei/cristiani.
Per cominciare:
Su Chabad: Una lettera del prof. Michael Samuel sulla setta ebraica razzista Chabad-Lubavich. ‒ L’impero ignorato dei Lubavich: A colloquio con Pierre Hillard. ‒ I cattivi maestri Chassid: Da Shneur Zalman di Liadi a Menachem Mendel Shneerson.
Su Talmud e non-ebreo: H. De Vries De Heekelingen: L’atteggiamento del Talmud di fronte al non-ebreo.
Sul perché l’ebreo si dondola mentre studia il Talmud: Perle zohariche: guarda come dondolo.
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