
PAPA LEONE HA APPROVATO IL DOCUMENTO DEL CARDINALE ROCHE A SOSTEGNO DELLE RESTRIZIONI ALLA MESSA IN LATINO: LO RIVELA UN ARTICOLO
Secondo quanto riportato da un organo di stampa spagnolo, Papa Leone XIII avrebbe richiesto un documento che confermasse l’affermazione di Papa Francesco secondo cui il Novus Ordo è «l’unica espressione della lex orandi del rito romano».
3 agosto 2026
(https://www.lifesitenews.com/) – Secondo una pubblicazione spagnola, Papa Leone XIV appoggia il documento Traditionis Custodes, che sopprime la Messa in latino, e ha richiesto specificamente al cardinale Arthur Roche un documento sulla liturgia a sostegno delle restrizioni alla Messa tradizionale in latino.
Domenica, il quotidiano La Razón ha riportato di aver “potuto confermare” che il cardinale Roche ha distribuito il documento concistoriale di quest’anno sulla liturgia “su richiesta di Leone XIV e, pertanto, con la sua approvazione del contenuto”.
La testata ha anche riferito che Papa Leone ha esaminato questo documento e “non è stata modificata nemmeno una virgola”.
La consegna del testo ai cardinali ha quindi messo in luce la “posizione del nuovo Papa su questo tema” e non è stata “una provocazione da parte di Roche”, come alcuni hanno affermato, ha concluso il quotidiano spagnolo.
L’approvazione di Leone significa che il pontefice appoggia effettivamente la soppressione della Messa tradizionale in latino. Il testo del concistoro trapelato da Roche ripeteva l’affermazione di Papa Francesco secondo cui il Novus Ordo Missae è “l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano”. Affermava inoltre che il permesso concesso per celebrare la Messa tradizionale in latino era una mera “concessione che non prevedeva in alcun modo la sua promozione” e che “non possiamo tornare a quella forma rituale”.
Il report di La Razón avvalora la recente affermazione di Roche secondo cui Papa Leone non ripristinerà le libertà per la Messa tradizionale in latino.
«No, Papa Leone non cambierà la Traditionis Custodes e non tornerà alla Summorum Pontificum», ha dichiarato mercoledì al settimanale cattolico britannico The Tablet il prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
Le soppressioni della Messa in latino ordinate da diversi vescovi da quando Leone si è insediato hanno già suggerito che il papa non intende revocare la Traditionis Custodes, che è stata fermamente denunciata dal clero e dagli studiosi come un ripudio della prassi perenne della Chiesa cattolica e persino del solenne insegnamento della Chiesa.
Il documento viola l’autorizzazione permanente della Messa tradizionale, confermata dalla bolla Quo Primum di San Pio V del 1570, che dichiarava che questa Messa può essere utilizzata “liberamente e lecitamente” in “perpetuo” e che l’ira di Dio si abbatterebbe su coloro che osassero limitarla o abolirla.
“Il presente documento non può essere revocato né modificato, ma resta sempre valido e conserva tutta la sua forza”, afferma Quo Primum.
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