Gian Pio Mattogno: Un promemoria rabbinico-talmudico per i fautori catto-conciliari del “dialogo ebraico-cristiano”

Gian Pio Mattogno 

UN PROMEMORIA RABBINICO-TALMUDICO PER I FAUTORI CATTO-CONCILIARI

DEL “DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO”

Porgo all’attenzione e alla riflessione dei solerti fautori catto-conciliari del “dialogo ebraico-cristiano” le seguenti esternazioni dell’organizzazione ebraica “anti-missionaria” Oraj HaEmeth

(Talmud Bavlì Sotà 47a; Sanhedrin 107b; ¿Yeshù idolatrò un ladrillo? ( … Gesù adorò un mattone?), orajhaemeth, 11/30/2017).

Cominciamo subito bene.

Dal I al III secolo, periodo in cui si consolidò il canone del Nuovo Testamento ‒ ci dice il rabbi di Oraj HaEmeth o chi per lui ‒ «il mondo ignorava in gran parte la storia di Yeshu HaMamzer (Gesù)».

Yeshu HaMamzer, cioè lett. Gesù il bastardo.

Alcuni passi talmudici ‒ continua ‒ ci forniscono una descrizione di ciò che i rabbi pensavano di Yeshu HaNotzri (Gesù di Nazareth).

(Avviso ai naviganti: non di un altro omonimo Gesù vissuto in un’altra epoca come pretendono alcuni campioni di arrampicata sugli specchi, ma proprio del Gesù dei cristiani).

Sota 47a: Gesù di Nazareth mago, idolatra, istigatore all’apostasia e all’idolatria [mesith], erige un mattone [lebeinta] come una sorta di piccolo altare e lo adora.

Sanhedrin 107b: Gesù di Nazareth mago e istigatore all’idolatria erige un mattone e si prostra in adorazione dinanzi ad esso.

Come specifica la Mishnah Sanhedrin 7,10, «il mesith è colui che induce una determinata persona all’idolatria».

Il Talmud inoltre ‒ dice ancora con compiacimento il rabbi di Oraj HaEmeth o chi per lui ‒ accusa apertamente Gesù di Nazareth di praticare la stregoneria (M. Sanhedrin 7,11).

(Cfr. Gesù di Nazareth e i cristiani nella letteratura rabbinica antica (Talmud, Tosefta, Midrash). Repertorio delle fonti, Effepi, Genova, 2018).

Queste esternazioni si concludono con il seguente “consiglio” ai vari Indiana Jones catto-conciliari alla perpetua ricerca delle radici “ebraiche” del cristianesimo:

«Se desiderate ricercare le “radici ebraiche” del Cristianesimo, così come Yeshu o Gesù ebreo, il nostro consiglio è di non sprecare il vostro tempo prezioso, di non logorare la vostra spiritualità, poiché il risultato ultimo di tale ricerca si riassume nell’idolatria che Gesù predicava, e che in seguito le è stata attribuita, e di non credere che lui vi condurrà al Creatore, giacché in realtà vi farà perdere la vostra parte nell’ Olam HaBa (il mondo a venire)».

Usque tandem?

Fino a quando dovrà spingersi il cupio dissolvi, la vocazione masochistica della Chiesa conciliare all’autodistruzione per amore dei “fratelli maggiori”?

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