Gian Pio Mattogno: Cronache dall’esercito dell'”unica democrazia del Medio Oriente”: lo stupro come sistema di oppressione e distruzione del popolo palestinese

Gian Pio Mattogno 

CRONACHE DALL’ESERCITO DELL’ “UNICA DEMOCRAZIA DEL MEDIO ORIENTE”: LO STUPRO COME SISTEMA DI OPPRESSIONE E DISTRUZIONE DEL POPOLO PALESTINESE

All’interno della oramai decennale politica genocida perpetrata contro il popolo palestinese da parte dell’entità criminale sionista un discorso a parte merita l’uso sistematico della violenza sessuale contro le donne palestinesi prigioniere (ma anche contro gli uomini).

Nell’aprile 2025 Euro-Med Human Rights Monitor ha pubblicato un rapporto dal titolo: Un altro genocidio dietro le mura. La violenza sessuale nelle prigioni e nei centri di detenzione israeliani e l’impunità costruita a tavolino. Ottobre 2023-Ottobre 2025.

(Euro-Med Human Rights: ha pubblicato il rapporto “Un altro genocidio dietro le mura” sulla violenza sessuale come strumento di tortura nelle strutture di detenzione israeliane, UNIVERSITÀ DI PADOVA. Centro di Ateneo per i diritti umani “Antonio Papisca”, unipd-centrodirittiumani.it).

Il quadro che emerge da questo rapporto è a dir poco agghiacciante: condizioni detentive brutali, privazione del sonno, del cibo e dell’acqua, minacce e umiliazioni costanti con danni fisici e psicologici gravi e permanenti, percosse con scosse elettriche mirate ai genitali e, non da ultimo, stupri di gruppo e individuali con animali e oggetti, non di rado addirittura filmati dagli aguzzini.

Chi conosce un po’ la legge rabbinica tradizionale non deve stupirsi più di tanto.

Alcuni anni or sono Michael Hoffman ha richiamato l’attenzione sulle parole di Mordechai Kedar, professore presso la prestigiosa Bar-Ilan University, rilasciate a una emittente israeliana.

(M. Hoffman, What Does Rabbinic Judaism Say About What Makes Jews and Gentiles Different?, THE RON UNZ REVIEW, September 21, 2020, unz.com).

Secondo Mordechai Kedar, l’unica azione in grado di scoraggiare efficacemente il “terrorismo”, cioè la resistenza armata degli arabi, è quella di violentare le loro sorelle e le loro madri.

Hoffman sottolinea giustamente che le parole di Mordechai Kedar non costituiscono una aberrazione o una errata interpretazione, ma sono perfettamente coerenti con la legge rabbinica.

Per giustificare lo stupro, le autorità rabbiniche affermano che la vittima della violenza sessuale deve essere o una zonah (prostituta), oppure una nokria (donna non ebrea).

La massima autorità halachica ashkenazita, Moshe Maimonide (Mishneh Torah, Hilkhoth Melachim 8,3), stabilisce che un soldato ebreo può stuprare una yefas to’ar (prigioniera di guerra non ebrea) in tempo di guerra.

Hoffman riporta un passo tratto da un articolo del rabbino Dov S. Zakheim, apparso sulla rivista teologica «Meorot», vol. 6, n. 1, 2006, p. 5, che suona così:

«È decisione unanime di molti decisori halachici che la yefas to’ar possa essere soggetta a rapporti sessuali non consensuali, sebbene una sola volta, dopodiché deve sottoporsi ad uno specifico regime descritto nella Torah, alla conversione e al matrimonio, prima che al suo rapitore sia concesso di avere altri rapporti con lei».

(Il testo intero dell’articolo è disponibile in rete. Cfr. Dov. S. Zakheim, Confronting Evil: Terrorists, Torture, The Military and Halakhah, MEOROT. A FORUM OF MODERN ORTHODOX DISCOURSE, che riporta lo scritto, pp. 222-242, corrispondenti alle pp. 1-21 della rivista. Dalla nota biografica in calce all’ Abstract apprendiamo che il rabbino Zakheim, vice-presidente di Booz Allen Hamilton, Inc., ha ottenuto un B.A. dalla Columbia University e un dottorato dalla Oxford University. Ha ricevuto l’ordinazione rabbinica presso l’ha-Gaon Rav Shmuel Walkin e dal 2001 al 2004 ha ricoperto la carica di sottosegretario alla Difesa (amministrazione George W. Bush)).

Hoffman riporta altresì le dichiarazioni dell’ex rabbino capo dell’esercito israeliano Eyal Karim nel 2002, di cui a suo tempo ebbe ad occuparsi la stampa, e che recentemente in parte sono state riprese tra gli altri dal “Giornale d’Italia” (23 giugno 2026):

Le guerre di Israele, così Eyal Karim, sono guerre mitzvah (benedette divinamente), che si distinguono dalle altre guerre che le nazioni combattono fra di loro. In questo tipo di guerra mitzvah è possibile infrangere i divieti relativi alle leggi alimentari ebraiche (kashrut), come pure i divieti contro l’immoralità.

Ad es. in guerra è consentito il consumo di cibi proibiti per mantenere la forma fisica dei soldati, sebbene ciò sia proibito in tempo di pace.

Allo stesso modo la guerra elimina alcuni divieti sui rapporti sessuali con donne non ebree, per venire incontro alle difficoltà sopportate dai soldati.

«E poiché il successo di tutti in guerra – continua il rabbino Karim – è il nostro obiettivo, la Torah ha permesso all’individuo di soddisfare l’impulso malvagio, alle condizioni menzionate, allo scopo del successo di tutti»

E a ragione Hoffman chiosa:

«Le parole del rabbino Karim sarebbero spregevoli anche se costui non fosse il principale maestro spirituale e consigliere dell’esercito israeliano, che tiene nel suo pugno di ferro la popolazione quasi inerme della Palestina».

I nostri buoni rabbini dell’“unica democrazia del Medio Oriente” non avevano fatto altro che compendiare il pensiero di Maimonide al riguardo.

Cito dall’edizione del Mishneh Torah tradotta da Eliyahu Touger (chabad.org).

Nel cap. 8 di Hilchot Melachim, Maimonide ‒ “l’aquila della sinagoga”, colui del quale i rabbi dicono che da Mosè (biblico) a Mosè (Maimonide), non c’è stato un altro come Mosè (Maimonide) ‒ ci intrattiene su certe pratiche dei guerrieri israeliti in guerra contro gli “idolatri”, vale a dire contro tutti i popoli non ebrei.

8,1: Quando le truppe dell’esercito israelita entrano nel territorio degli idolatri conquistandoli e facendoli prigionieri, è loro permesso mangiare carne di animali morti senza essere stati sacrificati ritualmente, o malati, carne di maiali o animali simili, e bere il vino usato per il culto degli idoli, se hanno fame e sete e riescono a trovare soltanto cibi proibiti.

8,2: «Allo stesso modo, un soldato può avere rapporti sessuali con una donna, fintantoché ella è ancora gentile, se la sua inclinazione naturale ha il sopravvento su di lui. Tuttavia, non può avere rapporti sessuali con lei, e poi andarsene. Piuttosto, deve portarla a casa sua, come dice Deut. 21,11: “Se vedi una bella donna fra i prigionieri …la porterai a casa tua”. Gli è vietato avere rapporti con lei fintantoché non l’abbia sposata».

Nel commentario al passo leggiamo tra l’altro che la Torah permette questa relazione solo come concessione ai desideri naturali dell’uomo. Le restrizioni vengono stabilite «affinché i soldati possano dare sfogo ai loro desideri naturali senza sfociare in una dissolutezza totale e nel crollo della moralità ebraica e della vita familiare (Kiddushin 21b)».

Se non ho capito male: stupra pure, ma entro certi limiti, così la moralità ebraica è salva!

8,3: «I rapporti con una donna vergine sono permessi solo fintantoché ella è prigioniera, come afferma il versetto: “Se vedi … tra i prigionieri”. Questa licenza è permessa sia che la donna sia vergine o meno, anche se è sposata, poiché i matrimoni dei gentili non sono riconosciuti». La condurrà in un luogo libero e potrà avere rapporti con lei.

Dal commentario apprendiamo che i rapporti sessuali devono essere consumati in un luogo privato, all’insaputa degli altri soldati.

Uno stupro alla vergognosa?

8,4: «Un sacerdote è anche autorizzato ad avere rapporti inizialmente con una yefas to’ar. Infatti la Torah ha permesso questo genere di rapporti solo come concessione alla naturale inclinazione dell’uomo. Tuttavia non gli è permesso sposarla in seguito, una volta convertita».

Seguono altri punti, ma quanto riportato mi sembra più che sufficiente.

In tutti i casi presi in considerazione, lo stupro della prigioniera non ebrea da parte dei prodi guerrieri d’Israele è giustificato dal pieno soddisfacimento dei “desideri naturali dell’uomo”.

Dell’ “uomo” … o dell’ebreo?

Dell’ “uomo” … o dei moderni prodi guerrieri dell’entità criminale sionista per soddisfare i propri appetiti sessuali su di una popolazione inerme e a maggior gloria del Dio giudaico?

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