
Gian Pio Mattogno
IL “DIALOGO” EBRAICO-CRISTIANO SECONDO RABBI PINCHAS HAYMAN
E SECONDO ESOR BEN-SOREK
I lettori di questo sito revisionista conoscono le esternazioni anticristiane del rabbino Pinchas Hayman pubblicate alcuni decenni fa su «THE AUSTRALIAN JEWISH NEWS».
(Perché molti leader ebrei odiano Gesù Cristo e la Chiesa apostolica?, andreacarancini.it).
Pinchas Hayman ha ricevuto l’ordinazione rabbinica e il dottorato presso la Yeshiva University (RIETS). Ha insegnato nel dipartimento di Talmud alla Bar-Ilan University, dove ha ricoperto il ruolo di decano degli studenti e di direttore del Joseph H. Lookstein Center for Jewish Education nella Diaspora. Il rabbino Hayman è anche il fondatore della Bonayich Educational Services, Ltd, un’azienda che si occupa della produzione di programmi di studio e materiali didattici per l’insegnamento della Mishnah e del Talmud nelle scuole primarie, secondarie e universitarie.
(TORAH IN MOTION, Rabbi Dr. Pinchas Hayman, torahinmotion.org; KTAV PUBLISHING HOUSE, Pinchas Hayman, ktav.com).
Riprendo più in dettaglio il testo dell’intervista concessa in quell’occasione dal rabbino Hayman al giornale ebraico australiano.
(Israel as a Jewish State. Visiting Bar-Ilan University academic Rabbi Dr. Pinchas Hayman talks to Shira Sebban about his vision of Israel, «The Australian Jewish News», Melbourne Edition, Friday July 26, 1996 (Vol. 62, n. 43, p. 9. La riproduzione della pagina originale è disponibile su come-and-hear.com, il sito curato da Carol A. Valentine).
Il rabbino Hayman veniva definito un uomo «attivo nel dialogo ebraico-cristiano».
E difatti nell’intervista in questione dava questo significativo contributo al “dialogo” ebraico-cristiano, che ripropongo qui come promemoria per tutti i “dialoganti” catto-conciliari.
Il rabbino Hayman esordisce sostenendo che Israele dovrebbe essere uno stato fondato su autentici valori ebraici, e non sui valori occidentali. «L’ebraismo è la nostra identità e la Halakhah è il sistema giuridico nazionale ebraico».
Riporto integralmente lo scritto che compare nel riquadro in basso a sinistra col titolo: Christians and Jews.
«I cristiani devono fare una scelta: “O mantenere il loro attuale sistema di credenze ed essere antisemiti, oppure stringere un’alleanza col popolo ebraico”. Questa è l’opinione del rabbino dottor Pinchas Hayman della Bar-Ilan University, attivo nel dialogo ebraico-cristiano e impegnato a incoraggiare il cristianesimo moderno a ritornare alle sue radici ebraiche osservando le sette leggi noachide. “Fintantoché i cristiani continueranno a considerare Gesù come Dio, saranno antisemiti, perché una siffatta convinzione li porterà inevitabilmente a credere che coloro i quali rifiutano Gesù rifiutino Dio”, ha dichiarato all’‘Australian Jewish News’.
«“È così che ebbe inizio il processo di satanizzazione degli ebrei. Questa convinzione è la causa principale di 1500 anni di antisemitismo idolatrico cristiano (Christian idolatrous antisemitism) che ha portato all’Olocausto”.
«Il dottor Hayman, esperto di studi del Nuovo Testamento e di greco classico, ha osservato che almeno cinque chiese americane hanno rinunciato alla fede in Gesù».
Capito, cari dialoganti catto-conciliari?
Siete cristiani? Dunque, ipso facto siete antisemiti.
Perciò rinunciate alla vostra fede in Gesù Cristo, o tutt’al più fatevi noachidi.
Più recenti sono le esternazioni di Esor Ben-Sorek apparse sul blog di THE TIMES OF ISRAEL (Pantera’s Prodigy, blogs.timesofisrael.com, Jun 2, 2017)
Dalla nota in calce allo scritto apprendiamo che Esor Ben-Sorek è professore emerito di ebraico, letteratura biblica e storia di Israele, parla fluentemente otto lingue ed è «molto orgoglioso di essere cittadino israeliano».
Insomma, sembra avere tutte le carte in regola per essere un ottimo interlocutore nel “dialogo” ebraico-cristiano.
Quello che segue è difatti il suo personalissimo contributo al “dialogo”.
Esor Ben-Sorek esordisce affermando che da secoli i teologi cristiani stanno dibattendo sulla questione di chi fosse il padre biologico di Gesù, poiché i Vangeli di Matteo e Luca nel Nuovo Testamento affermano esplicitamente che Giuseppe non era il padre di Gesù e che Maria era già incinta al momento del loro matrimonio.
Ma veramente da secoli i teologi cristiani stanno dibattendo sulla questione di chi fosse il padre biologico di Gesù? Da qualche lettura mi sembrava d’aver capito che per i teologi cristiani la questione della nascita biologica non esiste affatto, essendo stato Gesù Cristo concepito dallo Spirito Santo.
Ma questa sarà sicuramente una mia mancanza. Chi sono io per contestare uno specialista di ebraico e di letteratura biblica e di Israele, e che per giunta parla fluentemente otto lingue?
Esor Ben-Sorek così continua:
«La visione comunemente accettata dagli studiosi greci, cristiani [?] ed ebrei sostiene che Maria, all’età di dodici anni, fu violentata da un giovane soldato romano di nome Tiberio Giulio Abdes Pantera. Nato nel 22 a.C. a Sidone, in Fenicia (Libano), divenne cittadino romano e prestò servizio come soldato romano di stanza a Nazareth.
«Ad un certo momento vide la giovane ebrea Maria che camminava nei campi e la violentò. È controverso se si trattò d’uno stupro forzato o di un atto sessuale consensuale, dato che la giovane Maria era attratta dal soldato romano.
«Quando si seppe della sua gravidanza, i rabbini la dichiararono una sotah, una donna adultera (…) Quando nacque Gesù bambino (Yeshu), i rabbini lo dichiararono mamzer (figlio illegittimo nato da una unione illecita [= bastardo].
«Il Talmud allude a lui come Yeshu Ben Pantera (Gesù figlio di Pantera) e dichiarò ufficialmente che Pantera era effettivamente il padre biologico.
«Nel Talmud di Gerusalemme Gesù viene indicato come “hu hu”, “quello”. Il Talmud di Babilonia invece si riferisce a lui come Yeshu ben Pantera».
Esor Ben-Sorek aggiunge che la storia venne ripresa dal filosofo greco Celso e che Origene la contestò, ma «la credenza popolare che Pantera fosse il padre è stata accettata da molti teologi fino ai giorni nostri». Ma quali?
«Essendo un mamzer, un bambino nato da uno stupro, fu fatto oggetto di disprezzo da parte dei rabbini e dei credenti nella fede giudaica. Nella sinagoga di Cafarnao (Kfar Nahum), Gesù probabilmente celebrò il suo Bar Mitzvah (…) Faceva domande e cercava risposte, spesso discostandosi dalla saggezza dei rabbini per interpretare la legge in modo differente».
Al Tempio rovesciò i tavoli dei cambiavalute. Guarì di sabato, giorno proibito dalla legge ebraica. Strinse amicizia coi Samaritani, rigettati dal giudaismo rabbinico. «I suoi miracoli furono considerati magia egizia, che forse aveva appreso durante la sua infanzia in Egitto».
«Egli credeva di essere il figlio di Dio, un vero e proprio anatema per ogni corrente di pensiero e credo giudaico. Non era un profeta, ma con questa convinzione recò offesa agli ebrei violando la legge scritta, la quale afferma che Malachia era il sigillo dei profeti e che in Israele non potevano sussistere altre profezie. “Guardatevi dai falsi profeti e dai falsi Messia”».
Gesù, così ci assicura Esor Ben-Sorek, non fondò alcuna nuova religione, essendo stato Saulo (Paolo) di Tarso il vero creatore del cristianesimo primitivo.
Gesù «nacque e morì ebreo».
Ma quale “ebreo”? Sicuramente “di origine ebraica” (cioè di quell’israelitismo biblico che secondo la fede cattolica ha preparato l’avvento del cristianesimo), ma non certamente “ebreo” nel senso rabbinico-talmudico, cioè nel senso di quello stesso giudaismo farisaico che Gesù attaccò duramente lungo tutta la sua vita.
«Yeshu ben Pantera trovò la sua morte crudele all’età di 32-33 anni, crocifisso sul Golgota per ordine del governatore romano della Giudea, Ponzio Pilato. E Pantera non visse abbastanza a lungo da vedere il figliol prodigo che aveva generato».
Già che c’era, il prof. Esor Ben-Sorek avrebbe potuto ricordare che, secondo il Talmud, Gesù di Nazareth venne condannato alla pena capitale e giustiziato non dai romani, ma da un tribunale rabbinico come eretico, idolatra e istigatore all’idolatria, cioè che gli stessi giudei rivendicarono a loro vanto la condanna a morte di Gesù.
Ma per lo struzzo catto-conciliare tutto questo (“rilettura” dei Vangeli ad usum Judaei, ingiurie e blasfemie stomachevoli rabbinico-talmudiche contro Gesù e Maria reiterate impudentemente anche al giorno d’oggi, etc. etc.) ‒ tutto questo non esiste, e lui può tranquillamente continuare nel suo bravo “dialogo” ebraico-cristiano per amore dei “fratelli maggiori”.
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