
Gian Pio Mattogno
MAIMONIDE: È UN COMANDAMENTO POSITIVO PRESTARE DENARO A USURA
AD UN NON-EBREO PER PROCURARGLI UN DANNO ECONOMICO
Maimonide, Sefer Hamitzvot, Comandamento positivo 198
«La mitzvah n. 198 comanda di applicare interessi ad un non-ebreo e soltanto allora prestargli del denaro, affinché non lo si aiuti e non gli si dia tregua (“in order that we not assist him nor give him rest”).
«Piuttosto, dovremmo procurargli una perdita [finanziaria] (“we should cause him loss”), anche richiedendo una quota di interesse che ci è proibito prendere da un ebreo.
«La fonte di questo comandamento è la parola di Dio (Egli sia esaltato): “Prenderai interesse da un non-ebreo”.
«La tradizione orale spiega che questo non è un semplice permesso, ma bensì un comando, come affermato nel Sifri: “L’espressione ʽPrenderai interessi da un non-ebreo’ costituisce un comandamento positivo, l’espressione ‘Non prenderai interesse da tuo fratello’ costituisce un divieto”.
«Anche questo comandamento ha delle condizioni stabilite dai rabbini, come spiegato nel trattato Bava Metzia»
(Maimonides, Sefer Hamitzvot, (trad. Berel Bell, chabad.org)).
In nota si precisa:
«Vedi 70b. R. Chiya ben R. Huna disse: È permesso prendere solo il minimo indispensabile per sopravvivere».
Ma se fosse questa l’esatta interpretazione del passo talmudico, ciò sarebbe in netto contrasto con l’affermazione di Maimonide secondo cui bisogna prestare al non-ebreo non per la propria sussistenza, ma allo scopo di procurargli un danno economico.
In realtà in Bava Metzia 70b-71a leggiamo che: 1) la Mishnah indica che un ebreo può prestare denaro con interesse ad un non-ebreo e prendere danaro con interesse in prestito da lui; 2) R. Chiya disse che secondo questa norma della Mishnah si può prestare denaro con interessi a un ger toshab solo nella misura necessaria a garantire il sostentamento dell’ebreo prestatore, ma non bisogna farlo come attività commerciale regolare.
Dunque, è al ger toshab (forestiero residente in Erez Israel che accetta l’autorità della Torah e dei rabbini, cioè un goy giudaizzante e giudaizzato che dimora in Terra d’Israele al servizio della Sinagoga) e non al non-ebreo in generale che si riferisce Maimonide quando parla delle condizioni stabilite dai rabbini.
Al non-ebreo in generale, insegna Maimonide sulla scorta della tradizione rabbinico-talmudica, si deve (cioè è una mitzvah, un comandamento) prestare ad usura per indebolirne la potenza economica.
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