Francia: il caso François Roby

Da Bocage-Info ricevo e traduco:

Accusato di affermazioni diffamatorie contro un’eletta e di affermazioni volte a minimizzare se non addirittura a contestare l’Olocausto, a questo docente è vietato di esercitare [l’insegnamento] per 4 anni.

INIZIO

Questo dossier era stato per quasi due anni presso il Cneser, il Consiglio nazionale dell’insegnamento superiore e della ricerca che delibera in materia disciplinare. Quello di François Roby, questo docente di fisica all’Università di Pau, che il 5 maggio 2017 si era visto proibire dalla sezione disciplinare del consiglio accademico dell’UPPA di esercitare tutte le funzioni dell’insegnamento o della ricerca in seno all’università per una durata di due anni, insieme alla privazione della metà del trattamento.

Nel luglio 2017, il docente faceva appello (sospensivo), poi nel maggio 2018 è il presidente dell’Università che ha fatto parimenti appello, chiedendo “almeno il mantenimento della sanzione, se non il suo inasprimento”, e sostenendo che i fatti rimproverati a François Roby erano “particolarmente gravi e contrari alla deontologia universitaria” e che offendevano “l’immagine e la reputazione dell’università”.

Il Cneser ha infine reso la sua decisione il 18 marzo, notificata questo 4 aprile. E ha inasprito la sanzione del docente, proibendogli di esercitare non più per due ma per quattro anni, in qualsiasi istituzione pubblica di insegnamento superiore, con la ritenuta della metà dello stipendio.

Le accuse rimangono le stesse. Vale a dire aver fatto delle affermazioni ingiuriose e diffamatorie nei confronti della sindaca di Albertville utilizzando il suo indirizzo elettronico professionale, e firmando nella sua qualità di docente dell’UPPA. “La signora Berthet ha presentato una denuncia contro di me, restata senza seguito. E ho scritto due lettere di scuse”, sottolinea François Roby.

L’insegnante deve anche rispondere di affermazioni “di connotazione antisemita e negazionista”, fatte in particolare sul suo blog personale “Eloge de la raison dure”, rileva il Consiglio nazionale. Blog dove in particolare rimetteva in causa il numero delle vittime ebraiche della barbarie nazista. Sottolineando che il genocidio degli ebrei d’Europa “non ha sempre trovato una conferma storica fattuale”.

A sua difesa, François Roby ha indicato che con il suo blog egli si è sforzato “d’incitare i miei lettori a sviluppare il loro senso critico”. E di rifiutare “totalmente le accuse portate contro di me da parte di certe persone, in particolare il presidente del CRIF[1]”.

Inoltre, l’insegnante, con il suo avvocato Philippe Fortabat-Labatut ha denunciato la regolarità della procedura seguita dall’UPPA, affermando che la prima sanzione si basa su “un’inesattezza materiale dei fatti” e su “un errore manifesto di giudizio”.

“La questione che si pone è di sapere se questo scienziato, funzionario e segnalatore di illeciti ha commesso tutto quello che gli può essere rimproverato”, spiega il suo avvocato. Il Cneser ha dunque giudicato di sì. Ma François Roby ha già messo in discussione la serietà di questa ultima sentenza. Egli potrebbe dunque ricorrere in cassazione davanti al Consiglio di stato.

FINE

 

[1] Nota del traduttore: il CRIF è l’acronimo di Conseil Représentatif des Institutions juives de France.

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