Gian Pio Mattogno: Stupri immaginari e genocidio reale

Gian Pio Mattogno 

 

STUPRI IMMAGINARI E GENOCIDIO REALE

 

Sappiamo tutti che c’è stato un 7 ottobre di Hamas.

I sionisti e i loro utili idioti Shabbath Goyim di destra, di centro e di sinistra ce lo ricordano quotidianamente.

Quello che non ci ricordano è che prima del 7 ottobre c’è stato un 6 ottobre, un 5 ottobre, un 4 ottobre …. e via via indietro fino al 1948, se non addirittura prima ancora.

Decenni di persecuzioni, di angherie, di ruberie e di massacri sistematici perpetrati dal sub-imperialismo criminale sionista contro il popolo palestinese, con l’appoggio determinante dell’imperialismo criminale globale giudeo-plutocratico americano.

È cosa oramai arcinota che il 7 ottobre di Hamas non è stato che un pretesto per regolare definitivamente i conti con Gaza e l’odiato popolo palestinese.

Ai sionisti non piace il termine genocidio? Bene, lo userò lo stesso, accanto agli altri termini di carneficina, massacro e sterminio.

Un pretesto ancora più specifico è stato quello dei presunti stupri e abusi sessuali commessi da Hamas in quel giorno fatidico, che la propaganda sionista ha utilizzato cinicamente per giustificare la guerra genocida contro Gaza.

Uno scritto di Kevin Barrett apparso su AMERICAN FREE PRESS, September 14-21 2026, e ripreso da UNZ REVIEW (October “Rape” Hoax Exposed, Norman Finkelstein’s new book debunks Zionist tall tales, September 13, 2026, unz.com) come indica il titolo smaschera la bufala dei presunti stupri di Hamas, smontando le favole propagandate dai sionisti.

La “Commissione civile sui crimini del 7 ottobre commessi da Hamas contro donne e bambini” presieduta da Cochav Elkayam-Levy, ha intitolato il suo rapporto: “Silenced No More”, che può essere tradotto: “Non più ridotti al silenzio”.

Ma quale silenzio? I padroni sionisti di molti media mondiali e i loro lacchè temono veramente di essere ridotti al silenzio? Chi vogliono prendere in giro?

L’impudenza dei sionisti è senza limiti.

Proprio loro che dello stupro hanno fatto una norma halachica ed un sistema!

(Cfr. Cronache dall’esercito dell’“unica democrazia in Medio Oriente”: lo stupro come sistema di oppressione e distruzione del popolo palestinese, andreacarancini.it).

Kevin Barrett sottolinea come le accuse di stupro del 7 ottobre, come pure i resoconti dello stesso genere di neonati decapitati e arrostiti nei forni, da tempo siano state accolte con scetticismo nelle nazioni nelle quali i media non sono di proprietà dei sionisti o non vengono controllati da essi.

Forse per questa ragione, scrive Barrett, gli israeliani hanno sentito il bisogno di “documentare” le loro storie di stupro nel rapporto Elkayam-Levy.

Ma, aggiunge, pubblicando questo loro rapporto, involontariamente gli israeliani hanno smascherato la menzogna delle loro affermazioni.

Difatti la Commissione ha incluso numerose testimonianze di “sopravvissuti allo stupro” che assomigliano in modo inquietante ai racconti angoscianti di presunti sopravvissuti all’Olocausto che affermano di essere stati cresciuti dai lupi, o che affermano di essersi avvicinati furtivamente alla porta della camera a gas … e di essere sgattaiolati fuori un attimo prima che la porta venisse chiusa e il gas venisse aperto!

Barrett scrive che le storie degli “stupri di Hamas” sono esageratamente truculente e piene di dettagli oltraggiosamente impossibili o improbabili.

Ora, tutti i combattenti di Hamas indossavano telecamere attaccate al corpo. Molti di essi furono uccisi, e le loro telecamere recuperate dalle autorità israeliane.

La Commissione sostiene di aver avuto accesso a circa 10.000 filmati e video, oltre ai filmati girati dagli israeliani coi loro cellulari, e alle telecamere di sorveglianza israeliane.

Ebbene, nessuna telecamera ha documentato stupri o atti di violenza sessuale. Zero assoluto.

Scrive Norman Finkelstein nella sua opera Gaza’s Gravediggers: An Inquiry into Corruption in High Places che né lo Stato israeliano, né la Commissione civile hanno rilasciato un solo fotogramma, tra le 10.000 fotografie e segmenti digitali raccolti, che ritragga Hamas mentre commette stupri o altri atti di violenza sessuale. Nulla. Nessuna telecamera indossata da Hamas ha rivelato immagini di stupri o altri atti di violenza sessuale.

Tutto ciò non significa che nessun israeliano sia rimasto ucciso o ferito il 7 ottobre.

Ma Hamas non ha ucciso o ferito deliberatamente dei civili. Esso si è scontrato a fuoco con alcune unità d’élite dell’IDF. Gli ordini erano di sconfiggere le forze dell’IDF, prendere ostaggi fra i militari e, in caso di fallimento, fra i civili.

Per un puro caso i combattenti di Hamas si sono imbattuti nel Nova Music Festival.

Certo, sono state ampiamente documentate le scene che vedevano i combattenti di Hamas che trascinavano via donne e uomini a bordo di veicoli, ma la loro esperienza non è lontanamente paragonabile agli oltre 500 israeliani deliberatamente massacrati dai carri armati e dagli elicotteri da combattimento israeliani sulla base della Direttiva Annibale (la quale tra l’altro afferma che “il rapimento deve essere neutralizzato con ogni mezzo, anche a costo di colpire e danneggiare le nostre stesse forze” n.d.r.).

Non esiste nessuna prova concreta o convincente, conclude Barrett, che un singolo combattente di Hamas abbia commesso una sola aggressione sessuale.

Come al solito, gli israeliani mentono spudoratamente e senza vergogna, dimostrando solo quella protervia per cui sono giustamente famosi.

Ma, aggiungo io, ai sionisti evidentemente piace documentare, ma non essere documentati.

Altrimenti non si spiegherebbe il polverone alzato dalle autorità contro il documentario-inchiesta “Naza”, realizzato dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor.

“Naza” raccoglie le testimonianze di 24 ex-soldati e personale militare dell’IDF, i quali denunciano quella che ai loro occhi è stata una sistematica politica di uccisione di civili a Gaza da parte dell’IDF.

Uccisione sistematica significa uccisione pianificata e, applicata sistematicamente su larga scala, come è stato fatto a Gaza, significa massacro, carneficina, sterminio.

Genocidio, appunto.

Questo sì, reale, come mostra il macabro conteggio dei morti e feriti degli odiati goyim palestinesi.

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