Gian Pio Mattogno: Farneticazioni cabalistiche: la tomba di Gesù fonte del potere di Satana

Gian Pio Mattogno

 

FARNETICAZIONI CABALISTICHE: LA TOMBA DI GESÙ FONTE DEL POTERE DI SATANA

 

Tra le farneticazioni anticristiane e antigentili più deliranti che si incontrano ad ogni pie’ sospinto nella letteratura cabalistica, la più ingiuriosa e blasfema, ma anche la più grottesca – quella che giustifica pienamente le dure parole del Signore: “Voi che avete per padre il diavolo” (Giov. 8,44) ‒ è sicuramente quella secondo la quale Satana trarrebbe il suo potere maligno dalla tomba di Gesù a Gerusalemme.

E poiché gli eletti di Hashem non si fanno mancare nulla, ecco che, a Gesù, quali ulteriori malefiche incarnazioni di Satana, vengono accostati anche Maometto ed Allah.

Sono le solite falsità e calunnie dei biechi odiatori antisemiti?

No. È semplicemente quanto apprendiamo da uno scritto apparso sul sito ebraico ORAJ HA EMETH.

(El Satàn Extrae su Poder de la Tumbade Yeshu: Lo Que el Arizal Revelò en 1570, 30/12/2013, orajhaemet.org).

Il «santo Arizal», come viene definito, è Rabbi Yitzchak Luria (1534-1572), una figura centrale della Cabala di Safed nel XVI secolo, identificato nei testi mistici come l’incarnazione del Messia ben Yosef, il precursore destinato a preparare l’avvento del Messia figlio di David e la “redenzione” finale, cioè il dominio universale di Israele e lo sterminio e l’asservimento di tutti i popoli del mondo.

Nel 1570, assicura Orajhaemeth, avvenne qualcosa di straordinario, un momento cruciale nella storia spirituale di Gerusalemme.

Qualcosa che avrebbe rivelato «verità fondamentali sulle forze che operano nel nostro mondo».

Questo evento così straordinario è stato preservato in un racconto del rabbino capo di Gerusalemme, Moshe Hagiz (1671- c.1750), grande studioso del Talmud (Cfr. Hagiz, Moses, «The Jewish Encyclopedia», Vol. 6, pp. 151-152), nella sua opera Parashat Eleh Mas’ei, «dove descrive come Satana impedì all’Arizal di entrare nella Città Santa e come questo tzaddik [= giusto] riuscì a percepire le fonti del potere del male nella Terra Santa. Questo insegnamento, tramandato di generazione in generazione, tramite la gematria ed altri metodi cabalistici, illumina il ruolo di Edom [= cristianità] e Ismaele [= Islam] nel processo di redenzione messianica».

Scrive Moshe Hagiz che «il santo Arizal» di beata memoria era il Messia ben Yosef, e nell’anno 1570 Satana, con la spada sguainata in mano, un piede sulla Cupola della Roccia (Moschea di Omar) e l’altro «sulla chiesa maledetta» (Chiesa del Santo Sepolcro), gli impedì di entrare in Gerusalemme.

E fu «allora che comprese cha proprio da lì Satana trae tutta la sua forza».

Satana, continua Moshe Hagiz, usa l’Islam per nascondere il suo piano malvagio (sharia infatti è equivalente a risha, che in ebraico significa “il malvagio”, e la parola Islam contiene delle lettere che significano “veleno”, e sono le stesse lettere, in un ordine diverso, di quelle dell’Angelo della morte).

Questo, aggiunge, vale anche per il termine “cristiano”, equivalente a Edom, che ha il valore numerico di 359, proprio come quello di Satana.

«Il cristianesimo è il braccio e la gamba sinistra dell’Angelo della morte, mentre l’Islam è il braccio e la gamba destra di Satana. Ma oggi si sono scambiati i ruoli: il braccio e la gamba sinistra ora è l’Islam (…) Ma segretamente [Satana] è anche il padrone del cristianesimo, perché “Christine”, che significa cristiano, ha lo stesso valore numerico di Satana 359, come è noto a coloro i quali conoscono la saggezza occulta».

Per la “rettificazione” del mondo il pio giudeo accetta su di sé il giogo del «vero Regno dei Cieli», esclamando ad alta voce che Hashem, il Dio di Israele, è il creatore del mondo, mentre Allah è il braccio e la gamba sinistra di Satana.

L’agente di Satana, Maometto, è un bugiardo, e non è degno di essere chiamato profeta.

In futuro, con la venuta del Giusto Redentore, Edom e Ismaele si pentiranno delle loro azioni e delle loro guerre.

La rivelazione dell’Arizal del 1570, chiosa Orajhaemet, «distrugge completamente qualsiasi pretesa messianica di Gesù: Satana si erge letteralmente sulla sua tomba. Non si tratta di semplice simbolismo: è la struttura spirituale del male a Gerusalemme».

Le lettere ebraiche non mentono, conclude Orajhaemeth: esse rivelano la vera identità del cristianesimo.

«L’Arizal ha identificato la fonte del potere satanico a Gerusalemme, e quella fonte trae la sua forza direttamente dalla tomba che i cristiani venerano. Il paradosso è brutale: essi adorano esattamente il luogo da cui Satana trae la sua forza per distruggere il popolo ebraico».

E poi si lamentano dell’antisemitismo!

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