
IL MINISTRO DEGLI ESTERI TEDESCO HA BRONTOLATO PERCHÉ L’UCRAINA NON STA ACQUISTANDO ABBASTANZA ARMI TEDESCHE
Di Andrew Korybko, 12 settembre 2026
Più i contribuenti si mostreranno contrariati per la mancanza di ritorni tangibili per il loro Paese a fronte dei miliardi di euro versati all’Ucraina, più si prevede un’impennata del sostegno all’AfD.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha lamentato il fatto che l’Ucraina non stia acquistando abbastanza armamenti tedeschi. Ha dichiarato alla Bild: “Siamo ormai il principale sostenitore dell’Ucraina in termini di assistenza finanziaria e militare. Ed è naturale che l’industria della difesa tedesca ne tragga beneficio. L’ho detto al presidente Zelensky durante la mia ultima visita: siamo al vostro fianco, vi sosteniamo. Tuttavia, devo anche poterlo spiegare ai contribuenti tedeschi; il minimo che possiate fare è coinvolgere l’industria della difesa tedesca in tutti i progetti di approvvigionamento”.
Wadephul ha poi dichiarato: “Al momento non siamo del tutto soddisfatti del numero di ordini che stiamo ricevendo in Germania. Pertanto, abbiamo chiesto al governo ucraino di riesaminare la situazione e di garantire che vi siano dei miglioramenti”. Va ricordato che, all’inizio della scorsa primavera, la Germania e l’Ucraina hanno concordato di sviluppare congiuntamente capacità di attacco a lungo raggio; ciò avviene in concomitanza con la rapida rimilitarizzazione tedesca, che comporta una spesa di almeno 800 miliardi di euro. La costante vendita di armi su larga scala all’Ucraina può accelerare questa tendenza.
Vi sono tre ragioni principali per cui l’Ucraina non ha soddisfatto le aspettative della Germania; la prima è che gli Stati Uniti rimangono il principale partner dell’Ucraina in materia di sicurezza, grazie al ruolo indispensabile svolto dalle loro forniture di armi, dall’intelligence e dal sistema Starlink nel sostenere il conflitto. In relazione a questo ruolo, Trump ha recentemente scritto: “Sono stati elargiti gratuitamente all’Ucraina e alla NATO centinaia di miliardi di dollari che l’Europa avrebbe pagato, se solo glielo si fosse chiesto; ebbene, noi quei soldi li chiederemo, seppur con un certo ritardo!”
Una soluzione creativa per recuperare tali costi potrebbe consistere nel far sì che i membri europei della NATO continuino ad acquistare armamenti americani a prezzo pieno per poi donarli all’Ucraina; tale prassi proseguirebbe a tempo indeterminato anche dopo la fine della fase su larga scala del conflitto, o quantomeno finché Trump non si ritenga soddisfatto dei profitti. Parallelamente a queste vendite – e anche nell’eventualità di una loro riduzione – la Germania dovrà competere con il Regno Unito e con altri attori come la Cina (le cui forniture di droni sono fondamentali per lo sforzo bellico ucraino).
La Germania non esercita sull’Ucraina lo stesso peso politico del Regno Unito, né la sua produzione interna di droni è lontanamente paragonabile a quella cinese; è dunque prevedibile che incontri difficoltà in questa competizione nel settore degli armamenti. Infine, va notato che i droni sono responsabili di una quota sproporzionata delle perdite inflitte dall’Ucraina alla Russia e sono ampiamente considerati una delle ragioni per cui la linea del fronte è rimasta pressoché statica negli ultimi anni; di conseguenza, le forniture belliche tradizionali delle aziende tedesche risultano meno richieste.
Nonostante la delusione della Germania per gli acquisti insoddisfacenti di sistemi di difesa da parte dell’Ucraina, i due Paesi mantengono stretti legami politici e stanno coordinando una manovra di potere regionale contro la Polonia – loro comune “amico-nemico” – un tema già approfondito in questa sede durante l’estate. Tale iniziativa congiunta favorisce l’obiettivo strategico di fondo della Germania: affermare il proprio predominio sull’architettura di sicurezza europea del dopoguerra a ovest della nuova “Cortina di Ferro”. Poiché questo obiettivo riveste per Berlino un’importanza maggiore rispetto alla vendita di armamenti a Kiev, è improbabile che la questione porti a una frattura tra le parti.
In sintesi, la critica di Wadephul evidenzia il crescente malcontento dei contribuenti tedeschi per la mancanza di ritorni concreti per il Paese a fronte dei miliardi di euro erogati all’Ucraina. A faticare a trasformare gli aiuti in profitti futuri non è solo l’industria degli armamenti, ma anche quella della ricostruzione, dato che si prevede che saranno le aziende americane e cinesi a dominare questo settore. Più cresce l’insofferenza dei tedeschi nei confronti dell’Ucraina, più è probabile che il sostegno all’AfD subisca un’impennata.
https://korybko.substack.com/p/the-german-foreign-minister-grumbled
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