Gian Pio Mattogno: Quegli “antisemiti” che fanno tanto comodo alla sinagoga

Gian Pio Mattogno 

QUEGLI “ANTISEMITI” CHE FANNO TANTO COMODO ALLA SINAGOGA

Navigo in rete e m’imbatto in una intervista rilasciata dal giornalista Paolo Signorelli, nipote del prof. Paolo Signorelli, tra i fondatori di Ordine Nuovo.

(Hoara Borselli, “Sono pentito di quelle chat. Mai stato un antisemita”, IL GIORNALE, 03 settembre 2026, ilgiornale.it).

Signorelli, oggi quarantenne, è stato reintegrato nel suo posto di capo della comunicazione del ministro Lollobrigida, da cui era stato allontanato un paio di anni fa, quando furono pubblicate alcune sue chat “antisemite” con Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, capo tifoso della Lazio.

«Non sono assolutamente antisemita», dichiara Signorelli, che si cosparge il capo di cenere davanti alla Sinagoga.

Quelle «frasi folli», nelle quali non si riconosce più, no, non gli appartengono, e non le ripeterebbe mai e poi mai, le considera deprecabili, e non ha alcuna difficoltà ad ammettere che dieci anni fa sbagliò a scriverle.

Dice di aver pagato il giusto prezzo, ma ora il ministro gli ha ridato fiducia, ed è giusto accettarla.

Quali sono le «frasi folli» in questione?

Citazioni inventate o manipolate dal Talmud o da altri testi della letteratura rabbinica?

Riferimenti, “estrapolati dal contesto”, relativi all’atteggiamento degli ebrei verso i goyim?

Apologia di qualche bieco testo antisemita, magari scritto in Germania negli anni Trenta?

Niente di tutto questo.

Le frasi incriminate sono del tipo: i romanisti sono ebrei, tutti ebrei, mortacci loro e degli ebrei! Gad Lerner è «quel porco».

Certo, non il massimo della convivenza civile, ma tutto qui.

Ma quel che lascia più da pensare, non sono tanto queste esternazioni da stadio, quanto piuttosto il contesto più generale nel quale sono state proferite.

Questi personaggi si dichiarano tutti “fascisti” e “nazisti”, pagani convinti che festeggiano il solstizio, che si sposano con “rito pagano”, fra incensi, cerchi magici, fuoco, rivolti al sole.

Le chiese? Meglio bruciarle. I preti, peggio ancora.

Questa era la “Weltanschauung” di questi personaggi “antisemiti”, alcuni dei quali trafficanti di droga.

Il paradosso è che se fossero vissuti nella Germania degli anni Trenta, molto probabilmente il Führer li avrebbe spediti tutti a meditare per qualche tempo nel campo di rieducazione di Dachau.

Se è vero che il sistema dominante si sceglie il governo, ma anche l’opposizione (cfr. Sovranità limitate e opposizioni controllate, andreacarancini.it), allora esso si scegli anche l’“antisemita” più adatto alla bisogna.

Ed i personaggi in questione sembrano incarnare alla perfezione il tipo di “antisemita” che fa tanto comodo alla Sinagoga.

Questo tipo di antisemita autocaricaturale è infatti non solo prezioso, ma addirittura indispensabile, perché permette di non parlare di cose seccanti come il Talmud, l’odio rabbinico contro i non-ebrei in generale e i cristiani in particolare, le ingiurie e blasfemie contro Cristo e Maria, il destino di morte e distruzione riservato ai popoli del mondo nell’èra messianica, etc. etc., cioè esime dal tirare fuori dall’armadio della Sinagoga tutti gli scheletri ebraici più imbarazzanti.

Molto meglio allora gli sproloqui “antisemiti” contro quegli ebrei di tifosi, mortacci loro.

One Comment
    • Giuseppe
    • 4 Settembre 2026

    Grande Gian Pio, come sempre d’altronde!!!

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