Vincent Reynouard: Sì alla libertà di espressione tra di noi

SÌ ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE TRA DI NOI

Di Vincent Reynouard, 4 agosto 2026

In un messaggio pubblicato sul mio canale Telegram, Joe Fallisi, fondatore del Premio Internazionale Robert Faurisson, mi critica: “Vincent Reynouard, monaco cattolico-indù-buddista scalzo, non violento e pacifista, sempre pronto ad aiutare i suoi cari ebrei, ‘diavoli tentatori’ e ‘sintomatici’… questi mostri, questi abietti vampiri! Nella gloriosa e giustamente, inevitabilmente antisemita Germania nazionalsocialista, di cui afferma di essere un discepolo contemporaneo, le autorità probabilmente lo avrebbero espulso dal paese insieme ai suoi orribili amici senza prepuzio”. Joe Fallisi fa riferimento a un video di Didi18 che critica anch’ella le mie posizioni (https://web.telegram.org/a/#-1003424248838).

Ognuno ha il diritto di criticarmi, sostenendo che le mie posizioni siano ingenue, incoerenti o errate… Questo rientra nella libertà di espressione e di dibattito.

La mia risposta, piuttosto esaustiva, si trova nella presentazione a cui sto lavorando: “Quale futuro per l’Europa bianca?”. Comprenderà circa 350 diapositive (ne ho già preparate 317) per una presentazione di circa sei ore, che verrà pubblicata a puntate nel corso di agosto.

Questa conferenza sintetizza trent’anni di ricerca sociologica volta a comprendere la causa principale del declino dell’Europa. Per redigerla, ho consultato migliaia di pagine di documenti originali (libri, archivi, giornali, ecc.). Presenterò questi documenti a sostegno di ciascuna delle mie affermazioni.

Sulla questione ebraica, la mia ricerca mi ha portato alla seguente conclusione: pur condividendo alcune delle osservazioni degli antisemiti (e degli antimassoni), credo che la causa primaria dei successi ottenuti dalle forze di dissoluzione risieda al di fuori di esse. Questa causa è dentro di noi…

Ecco perché le azioni di coloro che, con abilità, si sono accontentati di denunciare e combattere le manovre giudeo-massoniche, senza affrontare a sufficienza questa causa fondamentale, si sono rivelate un fallimento. È su questa causa che il lavoro avrebbe dovuto essere, e dovrebbe essere, la priorità.

Questa è la posizione che propongo e presento, senza alcuna intenzione di imporla a nessuno. Ognuno è libero di condividerla pienamente, parzialmente o di respingerla. E ripeto: ognuno è libero di criticarla pubblicamente.

Per ora, invito coloro che mi criticano ad assistere a uno dei miei processi.

Ogni volta, quattro organizzazioni ebraiche sono presenti per chiedere per me una condanna esemplare: la Ligue internationale contre la racisme et l’antisémitisme [Lega Internazionale contro il Razzismo e l’Antisemitismo] (LICRA), l’Observatoire juif de France [Osservatorio Ebraico di Francia], l’Organisation juive européenne [Organizzazione Ebraica Europea] e le Bureau national de vigilance contre l’antisémitisme [Ufficio Nazionale di Vigilanza contro l’Antisemitismo]. Durante il mio ultimo processo, un avvocato di queste organizzazioni ha dichiarato che si appellano regolarmente alle autorità affinché io sconti la mia pena detentiva il più rapidamente possibile…

Infine, vorrei ricordare a tutti che il gruppo “Stoppons Rivarol” [Fermiamo Rivarol] mi ha reso il suo nemico pubblico numero uno, richiamando il messaggio che mi accusa di diffondere “un antisemitismo osceno” e dichiarando: “Questa piaga deve essere schiacciata” (https://x.com/Stop_Rivarol/status/2072763746913526166).

Certamente non intendo farne una prova schiacciante di antisemitismo (questi attivisti ebrei vedono antisemiti ovunque), ma ciò nonostante, questo attacco incessante contro di me dimostra che, in realtà, le mie posizioni li infastidiscono.

La conferenza che trasmetterò ad agosto non è stata concepita per rispondere a Joe Fallisi e Didi18. La risposta sarà nei fatti… Mi rifiuto infatti di sprecare tempo ed energie in dibattiti all’interno del cosiddetto campo dissidente.

Questo campo è molto eterogeneo e comprende una vasta gamma di persone che si rivolgono a pubblici molto diversi (Bourbon, de Lesquen, Papacito, Soral, Conversano, Dieudonné, ecc.). Apprezzo questa pluralità, che contrasta nettamente con la società politicamente corretta.

Non sei d’accordo con me e lo dici pubblicamente? Benissimo… questa è la libertà.

Soffriamo troppo a causa della repressione da parte delle autorità per condannare chi esprime opinioni diverse dalle mie.

https://blogue.sansconcession.net/2026/08/oui-a-la-liberte-dexpression-chez-nous

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