
SIAMO TUTTI IDOLATRI.
RABBI AZRIEL ROSENFELD:
L’IDOLATRIA E I COSTUMI DELLE NAZIONI
Premessa di Gian Pio Mattogno.
Secondo l’esegesi rabbinica della Torah (di cui lo scritto che segue costituisce un esempio significativo), cioè secondo il giudaismo rabbinico-talmudico, tutti i popoli non ebrei, non riconoscendo la sovranità di Ha-Shem, unico e vero Dio, il Dio giudaico, sono ipso facto idolatri.
Non solo gli antichi popoli d’epoca biblica, ma tutti i popoli, d’ogni tempo e latitudine.
Con le conseguenze che ciò comporta per noi poveri goyim, rei impenitenti del peccato mortale di Avodah Zarah (culto straniero, culto idolatrico).
Passi per gli antichi presunti adoratori degli astri, ma nel peccato ebraico di idolatria rientra anche il culto delle immagini e delle statue di uomini, il falso profetismo nel nome di Dio, ogni intermediazione fra l’uomo e Dio, la divinizzazione di uomini, e di conseguenza l’offerta di sacrifici in onore di un uomo divinizzato, etc. etc.
Idolatria è anche fabbricarsi un idolo.
Capita l’antifona?
Nel Talmud Gesù viene descritto come uno stregone eretico e idolatra, ed accusato di adorare un mattone.
Come tiene a rimarcare Maimonide, l’“aquila della sinagoga”, il cristianesimo è idolatria, e il suo destino è lo stesso riservato a tutte le altre forme di idolatria.
(Cfr. Gesù stregone e idolatra: Talmud, Maimonide, Nachmanide e …Oraj Ha Emeth dixerunt; Amnesie e dissimulazioni dell’apologetica giudaica. Massimo Giuliani interprete di Maimonide, andreacarancini.it).
Ciò appare chiaramente dal taglio stesso dell’esegesi del rabbino Rosenfeld, che interpreta riferendoli al tempo presente gli antichi precetti biblici.
Riguardo al precetto biblico di non imitare i costumi delle nazioni e di tenersi separati da esse, nel Mishneh Torah, Avodat Kochavim (cap.11) Maimonide, che ribadisce l’esegesi rabbinica relativa alla precettistica biblica sull’idolatria, lo attualizza riferendolo ai suoi tempi.
Ha-Shem (lett. “il Nome”) è l’espressione impiegata dagli ebrei per riferirsi a Dio al fine di evitare di pronunciarne il nome, cosa proibita dal terzo comandamento.
Nell’area linguistica anglo-sassone, in alternativa viene comunemente impiegato il termine inglese G-d, contrazione di God, che in italiano viene reso con D-o.
Da buon esegeta e apologeta giudeo, il rabbino Azriel Rosenfeld (1931-2004), ordinato rabbino presso la Yeshiva University, interpreta i passi della Scrittura secondo i dettami della Halacha, la normativa rabbinica.
Lo scritto, che ha un taglio didattico, è evidentemente indirizzato a degli ebrei, e in particolar modo a dei principianti, come è specificato nella presentazione.
Credo tuttavia che sia ancora più utile a tutti i non-ebrei (ed in particolare ai catto-conciliari quotidianamente impegnati nel dialogo coi “fratelli maggiori”), i quali possono apprendere dalla bocca stessa di un autorevole rabbino che cosa gli ebrei ancora oggi pensano veramente di loro.
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IDOLATRIA E COSTUMI DELLE NAZIONI
(Idolatry and the Customs of the Nations – Avodah Zarah ve–Chukos ha-Goyim, Posted January 29, 2019, torah.org).
(a) Idolatria
È proibito adorare qualsiasi cosa creata. Anche se chi adora sa che Ha-Shem è D-o, e adora questa cosa creata perché crede che D-o desideri che venga onorata, anche in questo caso è comunque considerato un idolatra.
Questo è ciò contro cui la Torah mette in guardia: “E affinché non alziate gli occhi al cielo e vediate il sole, la luna e le stelle, tutto l’esercito che Ha-Shem vostro D-o ha distribuito a tutte le nazioni, e non vi lasciate sedurre e vi prostriate dinanzi a loro e li adoriate” (Deut. 4,19).
Cioè, affinché non possiate pensare che questi siano i capi che D-o ha dato al mondo e che quindi sia giusto prostrarsi dinanzi a loro e adorarli.
E su questo stesso argomento Egli comandò: “Fate attenzione a che i vostri cuori non siano ingannati e a che vi allontianate e adoriate altri dèi e vi prostriate dinanzi a loro (Deut. 11,16), cioè a che siate indotti in errore nei vostri cuori e non adoriate questi come intermediari fra voi e il Creatore.
Il comandamento contro l’idolatria è importante quanto tutti gli altri comandamenti messi insieme.
Colui che accetta l’idolatria rinnega tutta la Torah e i profeti.
Un ebreo che diventa idolatra è sotto tutti gli aspetti come un non-ebreo.
È proibito adorare un idolo nei modi in cui è consuetudine adorarlo, come è detto: “Non li adorerete” (Es. 20,5).
È proibito altresì offrire sacrifici in suo onore o prostrarsi dinanzi ad esso, anche se non è consuetudine adorarlo in questo modo, come è detto: “Chi sacrifica a un dio, ad eccezione del solo Ha-Shem, sarà annientato” (Es. 22,19), e come è detto: “Non vi prostrerete dinanzi a loro” (Es. 20,5), e “Non vi prostrerete dinanzi a nessun altro dio” (Es. 34,14).
È proibito fabbricarsi un idolo, come è detto: “Non vi farete idolo di metallo” (Lev. 19,4), o farsene fare uno, come è detto: “Non vi farete idolo né immagine” (Es. 20,4).
È anche proibito fabbricare statue di uomini o di corpi celesti anche solo per decorazione, come è detto: “Non vi farete dèi d’argento e d’oro con me” (Es. 20,23).
È persino proibito guardare gli idoli o studiare come vengono adorati, come è detto: “Non rivolgere lo sguardo agli idoli” (Lev 19,4), e: “Affinché tu indaghi su di loro, dicendo: ‘Come adorano questi dèi queste nazioni’” (Deut. 12,30). Perché questo potrebbe indurti a fare come loro, come è scritto: “Affinché anch’io possa farlo” (Deut. 12,30).
È proibito rivolgersi all’idolatria anche col solo pensiero; siamo messi in guardia contro tutti i pensieri che potrebbero portare allo sradicamento di uno qualsiasi dei princìpi fondamentali della Torah, come è detto: “E non vi lascerete sedurre dal vostro cuore né dai vostri occhi, che vi trascinano all’infedeltà” (Num. 15,39).
Chiunque accetta l’idolatria come verità, anche se non ha adorato, bestemmia contro Ha-Shem, come è scritto: “E chi agisce con arroganza … bestemmia contro Ha-Shem” (Num. 15,30). È proibita anche la bestemmia stessa, come è scritto: “Non bestemmierai D-o” (Es. 22,27) e “Chi bestemmierà il nome di Ha-Shem sarà messo a morte” (Lev. 24,16).
È proibito menzionare il nome dell’idolatria o giurare su di essa, come è scritto: “E non menzionerai il nome di un altro dio” (Es. 23,13).
Ci è comandato di distruggere gli idoli e tutto ciò che è utilizzato nel loro culto, come è detto: “Distruggete tutti i luoghi dove le nazioni … adoravano i loro dèi … e abbatterete i loro altari, spezzerete le loro colonne, brucerete i loro alberi sacri, abbattere i loro idoli e cancellerete il loro nome da quel luogo” (Deut. 12,2-3). “Così farete loro: abbatterete i loro altari, spezzerete le loro colonne, abbatterete i loro alberi sacri e brucerete i loro idoli” (Deut. 7,5).
È proibito trarre beneficio da una qualsiasi di queste cose, come è scritto: “Non porterete in casa vostra nessuna abominazione” (Deut. 7,26), ed è ancora detto: “Brucerete nel fuoco gli idoli dei loro dèi; non desidererete l’argento e l’oro che sono su di essi e non li prendere per voi” (Deut. 7,25).
(b) Incitamento all’idolatria
Un ebreo che inciti altri ebrei all’idolatria deve essere punito senza pietà, come è detto: “Se tuo fratello … ti seduce, dicendo: ‘Andiamo ad adorare altri dèi’ … non acconsentirai, non lo ascolterai, non avrai pietà di lui, non ne avrai misericordia e non lo nasconderai; la tua mano sarà la prima a metterlo a morte … e tutto Israele udrà e vedrà, e cesserà di fare una cosa simile in mezzo a voi” (Deut. 13,7.12).
Se la maggioranza degli abitanti di una città ebraica viene incitata all’idolatria, la città deve essere distrutta, come è detto: “Se vieni a sapere … che uomini malvagi hanno incitato gli abitanti della loro città, dicendo: ‘Andiamo ad adorare altri dèi’, colpirai gli abitanti di quella città con la spada, la distruggerai con tutto ciò che si trova in essa … e brucerai la città e tutto il suo bottino … non sarà ricostruita e nulla del bottino rimarrà nelle tue mani” (Deut. 13,13-18).
È proibito profetizzare nel nome dell’idolatria o profetizzare falsamente nel nome di D-o, ed è proibito ascoltare un simile profeta, come è detto: “Ma il profeta che avrà la presunzione di dire nel mio nome qualcosa che io non gli ho comandato di dire, o che parla nel nome di altri dèi, quel profeta morirà … e voi non lo temerete” (Deut. 18, 20, 22), ed è detto: “Se sorge in mezzo a voi un profeta … che dice: ‘Andiamo dietro ad altri dèi’ … non darete ascolto alle parole di quel profeta” (Deut. 13,2-4).
Bisogna evitare ogni contatto con gli idolatri, se è verosimile che sostengano l’idolatria e se è certo che vi sia pericolo che possano sviarci, come è detto: “Non stringerai con loro alcun patto né mostrerai loro misericordia” (Deut. 7,2), e come è detto: “Non stringerai alcun patto con loro né con i loro dèi; non abiteranno nella tua terra, affinché non ti inducano a peccare contro di me, perché adoreresti i loro dèi” (Es. 23,32-33), ed è detto: “Affinché tu non stringa un patto con gli abitanti di quella terra, che si sviano seguendo i loro dèi, e che chiameranno anche te a mangiare dei loro sacrifici” (Es. 34,15).
(c) Pratiche idolatriche e magiche
È proibito imitare lo stile cultuale in uso presso gli idolatri, anche nell’adorazione di Ha-Shem. In particolare, la Torah proibisce di erigere colonne per il culto, come è detto: “Non erigerete colonne, né pietre su cui prostrarvi, se non nel Tempio, come è detto: “Non vi farete falsi dèi né erigerete idoli o colonne, e non metterete pietre scolpite nella vostra terra davanti a cui prostrarvi, come è detto: “Non pianterete alberi sacri presso l’altare di Ha-Shem, vostro D-o”.
La divinazione e la stregoneria sono proibite. La Torah ne elenca molti tipi specifici. “Non rivolgetevi agli spiriti o ai fantasmi” (Lev. 19,31). “Non darete la vostra discendenza a Moloch” (Lev. 18,21), un indovino, un veggente, un mago, uno stregone, uno che consulti uno spirito o un fantasma, o un negromante” (Deut. 18,9-10). “Non praticherete alcun sorta di divinazione o di magia” (Lev. 19,26).
(d) I costumi delle nazioni
Un ebreo non deve imitare i costumi delle nazioni, non deve imitarle nello stile di vestire, né nei capelli, né in altro modo, come è detto: “Non seguirete i costumi delle nazioni” (Lev. 20,23), e come è detto: “Non seguirete i loro costumi” (Lev. 18,3), e come è detto. “Guardatevi dall’essere indotti a imitarle” (Deut. 12,30).
Un ebreo deve distinguersi da loro nel vestire e nell’agire, come nel pensare, come è detto: “E vi ho separati dalle nazioni perché foste miei” (Lev. 20,26).
In particolare, è proibito tagliare i bordi dei capelli o radere la barba” (Lev. 19,27).
Una donna non indosserà abiti e ornamenti da uomo, né un uomo abiti da donna” (Deut. 22,5).
È vietato tatuarsi, come è detto: “Non vi farete segni addosso” (Deut. 19,28).
È inoltre proibito tagliarsi o strapparsi i capelli per i morti, come è detto: “Non ti farai incisioni nella carne per uno spirito” (Lev. 19,28), ed è detto: “Non ti taglierai né ti raderai per i morti” (Deut. 14,1).
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