Andrew Korybko: Perché la Russia non rescinde i suoi accordi con le organizzazioni occidentali?

PERCHÉ LA RUSSIA NON RESCINDE I SUOI ACCORDI CON LE ORGANIZZAZIONI OCCIDENTALI?

Di Andrew Korybko, 14 settembre 2026

L’ordine mondiale per cui la Russia si batte è quello in cui essa si trova su un piano di parità politico-militare con l’Occidente e ne erode pacificamente l’egemonia economica attraverso i BRICS, al fine di inaugurare gradualmente la multipolarità.

Garry Minkh, rappresentante plenipotenziario di Putin presso la Duma, ha dichiarato all’agenzia TASS a fine agosto che “i ministeri competenti sono contrari alla denuncia degli [accordi di] partenariato con la NATO o con le organizzazioni finanziarie globali, tra cui l’OMC, il FMI e la Banca Mondiale”. La motivazione è che tali accordi “non hanno esaurito il loro potenziale” e Putin intende mantenere aperto il dialogo con queste organizzazioni. La TASS ha inoltre riferito l’affermazione di Minkh secondo cui la Russia adempie sempre ai propri obblighi, a differenza dell’Occidente.

Questa riconferma della linea politica ha probabilmente colto di sorpresa molti “filorussi non russi” (NRPR), indotti in errore dai loro principali influencer a credere che la Russia fosse diventata uno Stato rivoluzionario a partire dal 2022; da qui l’aspettativa che avesse già rescisso tali accordi da tempo. Si trattava di una realtà alternativa sapientemente costruita dai maggiori influencer NRPR per accrescere la propria influenza, promuovere un’ideologia e/o sollecitare donazioni, con la tacita approvazione dei “responsabili del soft power” russo, secondo l’approccio di soft power di stampo “potemkiniano“.

Questo concetto si riferisce alla creazione di tali realtà alternative a fini strategici; un’operazione che, con cinismo, può essere descritta come il tentativo di indurre il maggior numero possibile di stranieri a sostenere la Russia, anche solo sulla base di premesse false – come quella, tristemente nota, secondo cui Putin sarebbe segretamente antisionista. Al di là delle questioni etiche e strategiche – numerose e meritevoli di un’urgente discussione all’interno della comunità NRPR – è importante fare chiarezza sulla realtà politico-giuridica oggettiva che Minkh ha contribuito a portare maggiormente all’attenzione pubblica.

Sebbene la Russia stia effettivamente sfidando l’unipolarismo occidentale attraverso la sua operazione speciale – inizialmente volta soprattutto a neutralizzare le minacce di matrice ucraina e legate alla NATO, concepite per mantenere la Russia in una condizione di perenne ricatto strategico, come qui spiegato – tale sfida non è assoluta. Fin dall’inizio, come dimostrato dalle richieste avanzate da Putin e dai suoi vertici di revocare tutte le sanzioni, la Russia ha sempre previsto di ripristinare i propri legami commerciali (anche nel settore energetico) e di investimento con l’Occidente.

La differenza rispetto alla situazione precedente l’operazione speciale e a quanto previsto per il dopo, tuttavia, risiede nel fatto che la Russia sarebbe diventata loro partner politico-militare alla pari una volta raggiunti i propri obiettivi massimi. La Russia avrebbe così tratto vantaggio dai legami con tali realtà (ad esempio, mantenendo la stabilità post-bellica in Europa nei rapporti con la NATO) e, al contempo, le avrebbe riformate dall’interno (per quanto concerne gli aspetti economici), guidando contestualmente la creazione di istituzioni alternative non occidentali attraverso i BRICS e organizzazioni analoghe.

Il grande obiettivo strategico della Russia è sempre stato quello di accelerare i processi di multipolarismo. Ciò che i principali influencer della NRPR hanno raramente chiarito – se mai lo abbiano fatto – è che tale processo deve avvenire in modo graduale, al fine di ridurre al minimo il rischio di shock sistemici che potrebbero poi ritorcersi contro gli interessi russi. L’ordine mondiale per cui la Russia si batte è quello in cui essa si trova su un piano di parità politico-militare con l’Occidente e ne erode pacificamente l’egemonia economica attraverso i BRICS, per inaugurare così, passo dopo passo, il multipolarismo.

Qualunque sia l’opinione in merito a questo grande obiettivo strategico e alla sua graduale attuazione, si tratta effettivamente della linea politica che la Russia ha definito e sta attivamente perseguendo, sia allora che oggi. Per questo motivo, la Russia deve mantenere gli accordi con le organizzazioni occidentali al fine di promuovere l’ordine mondiale futuro che essa stessa prefigura – si badi bene: questa è una spiegazione, non una giustificazione. Tuttavia, qualora la Russia dovesse arrivare a rescindere tali accordi, ciò segnerebbe un cambiamento radicale nella sua grande strategia.

https://korybko.substack.com/p/why-wont-russia-sever-its-agreements

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