Gian Pio Mattogno: Rabbi Martin Siegel: la giudaizzazione del cristianesimo cavallo di troia del giudaismo rabbinico-talmudico

Gian Pio Mattogno 

RABBI MARTIN SIEGEL: LA GIUDAIZZAZIONE DEL CRISTIANESIMO CAVALLO DI TROIA

DEL GIUDAISMO RABBINICO-TALMUDICO

Nel 2024 è deceduto il rabbino americano Martin Siegel all’età di 90 anni.

La comunità ebraica americana ne ha lodato l’eccezionalità.

JMORE. BALTIMORE JEWISH LIVING (Howard County’s Revered Rabbi Martin Siegel Dies at Age 90, February 25, 2024, jmoreliving.com) ci assicura che il rabbino Martin Siegel fu una persona unica, che guardava alla vita e alla spiritualità con una prospettiva originale e sincera.

Alcuni hanno visto in lui una persona di straordinaria intelligenza e saggezza spirituale; altri, un uomo premuroso, attento e gentile, che ha portato la “luce” a diverse generazioni.

La sua perdita è stata pianta non solo dalla Columbia Jewish Congregation, di cui era rabbino emerito, ma anche dal direttorio esecutivo di Chabad.

Sebbene, infatti, fosse stato ordinato dal movimento ebraico riformato, il rabbino Siegel ha svolto un ruolo fondamentale nell’introdurre il movimento Chabad nella contea di Howard, convinto com’era che la comunità avesse bisogno di una presenza tradizionale ortodossa.

E questo la dice lunga sull’uomo portatore di “luce”.

Da qualche tempo circola in rete una citazione, incompleta, del rabbino Siegel sul cristianesimo e il ruolo che dovrebbe avere ed avrà nella società.

La fonte sarebbe: «New York Magazine», January 18, 1972, p. 32.

(Cfr. per tutti: Christianity under Jewish attack, islam-radio.net).

La fonte è citata correttamente, tranne l’anno di pubblicazione della rivista: 1971 in luogo di 1972.

Islam-radio inserisce giustamente questa citazione nel contesto dei conflitti fra ebraismo e cristianesimo, da quando il Nuovo Testamento ha sostituito l’Antico Testamento ebraico, e da quando l’apostolo Paolo ebbe a scrivere nella lettera ai Tessalonicesi (I, 2,15) a proposito dei giudei, che costoro «hanno persino messo a morte il Signore Gesù e i profeti e hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini».

Non meno giustamente Islam-radio aggiunge che questa eredità è stata corrotta da certi atteggiamenti giudeofili della Chiesa conciliare.

Questo atteggiamento ha fatto sì che certi ebrei falsamente convertiti si siano introdotti addirittura ai vertici della gerarchia vaticana, e cita il caso classico del cardinale ebreo Jean-Marie Lustiger, il quale a suo tempo fu addirittura annoverato fra i possibili candidati a diventare il nuovo papa.

Nel 2001, durante una sua visita in Australia, il cardinale Lustiger ebbe a dichiarare:

«Sono nato ebreo e quindi rimango tale (…) Per me, la vocazione di Israele è di portare la luce ai gentili. Questa è la mia speranza, e credo che il cristianesimo sia il mezzo per realizzarla».

(Cfr. Jean-Marie Lustiger. The Jewish-Zionist Papal candidate, islam-radio.net).

L’ebreo “convertito” Lustiger e il rabbino Siegel avevano lo stesso obiettivo: portare la “luce” ai non-ebrei, nella fattispecie ai cristiani, cioè utilizzare il cristianesimo come un cavallo di Troia per la completa «giudaizzazione della cristianità» e della società nel nuovo “secolo ebraico” .

Qui di seguito viene riportato il testo originale inglese della citazione in questione (un passo del Diario del rabbino Siegel in data: July 2 [1969]), accompagnato dalla traduzione italiana.

«I am devoting my lectures here in this Tarrytown seminar to a discussion of the possibility that we are now entering a Jewish Century, a time when the spirit of community, the non-ideological blend of the emotional and the rational, and the resistence to the categories and forms, will all emerge through the forces of anti-nationalism to provide us with a new kind of society. I call the process the Judaization of Christianity, because Christianity will be vehicle through the society become Jewish. The process has ready begun».

«In questo seminario di Terrytown dedico le mie lezioni alla discussione circa la possibilità che noi oggi si stia entrando in un secolo ebraico, un’epoca in cui lo spirito di comunità, il connubio non ideologico fra emozione e razionalità, e la resistenza a categorie e forme emergeranno attraverso le forze dell’antinazionalismo per offrirci un nuovo tipo di società. Io chiamo questo processo giudaizzazione del cristianesimo, perché il cristianesimo sarà il veicolo attraverso il quale la società diverrà ebraica. Questo processo è già cominciato».

(Diary of a Suburban Rabbi. Edited by Mel Ziegler, «New York», Vol. 4, N. 3, January 18, 1971, p. 32).

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