
Gian Pio Mattogno
DIETRO LA MASCHERA DELL’ANTI-SIONISMO:
LA PARTNERSHIP SOROS-KUSHNER PER IL DOMINIO MONDIALE GIUDEO-PLUTOCRATICO
Ho sempre nutrito una massiccia dose di perplessità verso certi sedicenti antisionisti (non tutti, naturalmente), ebrei e non, il cui anti-sionismo non scalfisce minimamente il potere della giudeo-plutocrazia mondialista, controllata dai capitalisti ebrei, tanto sionisti quanto anti-sionisti, limitandosi tutt’al più a qualche critica di cartapesta al sub-imperialismo regionale israeliano.
Il caso più clamoroso è certamente quello degli ebrei ortodossi di Naturei Karta, i quali è vero che si dichiarano ostili all’attuale stato di Israele, ma solo perché ritengono il sionismo intempestivo, e sono convinti che un giorno quella terra sarà comunque di diritto proprietà degli ebrei.
Da bravi ebrei ortodossi questi anti-sionisti “a scoppio … anticipato” sanno benissimo quale sarà il destino dei goyim in generale (e dei goyim palestinesi nella fattispecie) nell’èra messianica, secondo i dettami della tradizione rabbinico-talmudica.
(Cfr. I Naturei Karta sono i nostri alleati?, andreacarancini.it).
Ma non meno interessante è il caso di George Soros, lo squalo ebreo della finanza internazionale, criticato anche in Israele per le sue posizioni apertamente anti-sioniste e anti-israeliane.
Un pregevole articolo di Jose Alberto Niño svela alcuni retroscena circa i legami finanziari dell’ebreo anti-sionista Soros con l’ebreo sionista Jared Kushner, il figlio del magnate ebreo Charles Kushner, genero e stretto consigliere di Trump, uno dei più influenti personaggi politici della giudeo-plutocrazia americana.
(The Kushner-Soros Money Trail Nobody Talks About, THE RON UNZ REVIEW, August 31, 2016, unz.com).
Il sottotitolo suona: Dietro le polemiche partigiane, George Soros continua a stringere accordi con quegli stessi sionisti cui è accusato di opporsi.
Sebbene sia etichettato da più parti come finanziatore di cause anti-sioniste, esordisce Niño, George Soros in realtà si muove con disinvoltura tra il finanziamento dei critici di Israele e la costruzione silenziosa di fortune al fianco di alcuni dei più importanti finanzieri sionisti e magnati immobiliari.
Fra di essi spicca appunto il genero di Trump, Jared Kushner.
(Dal sito ebraico JEWISH VIRTUAL LIBRARY (ad voc.) apprendiamo tra l’altro che nel 2008 Jared Kushner, ebreo ortodosso che ha una casa kosher ed osserva regolarmente lo Shabbath, ha preso le redini dell’azienda di famiglia dopo che suo padre è stato incarcerato per evasione fiscale, finanziamenti illeciti alla campagna elettorale e manomissione di prove. Attualmente la società immobiliare di Kushner detiene prestiti per milioni di dollari da enti sia nazionali che esteri. Nel 2016 il patrimonio netto della famiglia Kushner era stimato intorno a 1,8 milioni di dollari, la maggior parte investiti in proprietà immobiliari. L’anno successivo lui e sua moglie Ivanka Trump hanno dichiarato beni personali del valore di almeno 740 milioni di dollari. Diversi maneggi finanziari in medio Oriente «evidenziano come Kushner abbia sfruttato le sue connessioni governative per ottenere significativi vantaggi nel settore privato, sollevando interrogativi etici sulla sua continua influenza, seppur dietro le quinte, sulla diplomazia regionale» n.d.r.).
Questa partnership finanziaria Soros-Kushner, esaminata a fondo solo da pochi media, passa attraverso Cadre, una startup tecnologica nel settore immobiliare fondata da Kushner nel 2014 assieme tra gli altri a suo fratello Joshua e a Ryan Williams, ex dipendente della Goldman Sachs.
Cadre ha creato una piattaforma online che consente a istituzioni e ad imprenditori facoltosi di investire in immobili commerciali selezionati.
Il capitale più significativo proviene da un “family office”, poi identificato come Soros Fund Management, che ha ottenuto sia la linea di credito che una partecipazione azionaria in Cadre.
La partecipazione azionaria ha collocato il “family office” di Soros accanto a Goldman Sachs, Peter Thiel, Vinos Khosla, Andressen Horowitz e Ford Foundation come finanziatori di Cadre, di cui Kushner deteneva il 75%.
Ancora nel 2024 Soros figurava fra gli investitori di spicco di Cadre.
Niño sottolinea come questa vicenda sia diventata intrigante quando nel gennaio 2017 Kushner entrò a far parte dello staff di Trump alla Casa Bianca come consigliere senior.
Nella dichiarazione patrimoniale presentata in quell’occasione, per quattro lunghi mesi egli omise di menzionare Cadre, e di conseguenza il suo rapporto finanziario con Soros. Fino a quando, nel maggio 2017, il Wall Street Journal rivelò non solo i legami finanziari non dichiarati di Kushner con Soros e Goldman Sachs, ma anche i prestiti ottenuti da oltre 20 istituti di credito per un totale di almeno un miliardo di dollari.
Dopo alterne vicende e pratiche finanziarie poco trasparenti, Kushner accettò privatamente che Cadre non cercasse nuovi investitori stranieri, mentre lui manteneva la sua quota parte.
Nel corso della campagna elettorale del 2016 da lui guidata, Kushner mandò in onda uno spot finale con l’immagine di Soros, ostile a Trump, contro il quale lo squalo ebreo aveva versato oltre dieci milioni di dollari, accompagnata da riferimenti a “coloro che controllano le leve del potere a Washington” e agli “interessi sociali globali”.
Nondimeno, l’estate successiva all’insediamento, Kushner e Ivanka Trump furono fotografati insieme a Soros e al senatore Chuck Schumer alla festa annuale a Southampton della giornalista del Washington Post Lally Weymouth (il cui nonno paterno era un ebreo tedesco, discendente da un’illustre famiglia ebraica di Strasburgo n.d.r.).
Il suo dichiarato anti-sionismo non aveva impedito nel 1990 a Soros di dare 10 milioni di dollari a Eduardo Elsztain, un investitore ebreo ortodosso e sionista argentino, da investire nel mercato immobiliare dell’Argentina.
Sebbene i critici di Soros spesso descrivano il suo attivismo a suon di milioni di dollari alla causa anti-sionista, la realtà è più sfumata.
Il figlio Alexander ha affermato che le opinioni del padre rispecchiano quelle dei partiti israeliani di sinistra. George Soros sarebbe dunque un sionista di sinistra piuttosto che un anti-sionista intransigente.
«La distinzione fra il sionismo di sinistra di Soros e il sionismo senza compromessi di Kushner – scrive Niño – dissimula il loro obiettivo comune: mantenere il controllo ebraico sulle istituzioni occidentali, sia attraverso la sostituzione etnica, sia attraverso la subordinazione economica, sotto la maschera della democrazia liberale. Il ruolo di Soros è quello di garantire che la fazione liberal-progressista non solo porti avanti la strategia razziale ebraica di sostituzione etnica degli individui di origine europea, ma che questa strategia rimanga anche in mani sicure e non opponga mai una resistenza credibile alla struttura di potere suprematista ebraica saldamente radicata in Occidente».
«Nonostante le divergenze superficiali – continua Niño – Soros e Kushner su una cosa concordano: le nazioni non bianche sono a loro completa disposizione. Dai loschi affari ai piani per far entrare milioni di immigrati non bianchi, Kushner e Soros trattano gli Stati Uniti e le loro satrapie come zone economiche da sfruttare senza scrupoli.
«Di tanto in tanto, le élite aprono la valvola di sfogo e concedono qualcosa al pubblico: il permesso di criticare George Soros. È un privilegio di cui i conservatori tradizionali hanno approfittato avidamente per decenni. Ma non sarà mai consentito loro di esercitare un vero potere sovrano, come porre fine all’immigrazione di massa, né tantomeno sbattere in galera Soros e i suoi simili per la loro perfidia politica. Questa è una caratteristica, non un difetto, del sistema controllato dagli ebrei, in cui prosperano i vari Kushner e Soros».
«È un grande club ebraico – conclude Niño – e tu non ne fai parte».
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