Andrew Korybko: Cosa spiega la differenza tra le politiche sui visti di Russia e UE per i rispettivi cittadini?

COSA SPIEGA LA DIFFERENZA TRA LE POLITICHE SUI VISTI DI RUSSIA E UE PER I RISPETTIVI CITTADINI?

Di Andrew Korybko, 8 settembre 2026

Sembra che l’UE abbia qualcosa da nascondere ai cittadini russi comuni, mentre la Russia è perfettamente trasparente per qualsiasi europeo medio che abbia i requisiti per ottenere un visto elettronico rapido.

L’appello lanciato a metà agosto dal Primo Ministro lettone Andris Kulbergs a vietare il rilascio di visti UE a tutti i cittadini russi ha riportato la questione al centro dell’attenzione. All’inizio dell’estate, l’UE aveva rifiutato di imporre restrizioni più severe sui visti in risposta alla richiesta avanzata dalla Lettonia e da altri dieci Paesi; ciò era verosimilmente dovuto alle posizioni divergenti all’interno del blocco, di cui si è già discusso in questa sede alla fine del 2022. Il tutto ha suscitato una reazione da parte di Artem Studennikov, Direttore del Primo Dipartimento Europeo del Ministero degli Esteri russo.

A fine agosto ha dichiarato a Sputnik: «Se gli europei tengono così tanto a continuare a darsi la zappa sui piedi limitando i flussi turistici dalla Russia e vietando alle agenzie di viaggio europee di operare sul mercato russo, è una loro scelta. Lasciamo alla loro coscienza i tentativi di erigere una nuova “Cortina di Ferro” in Europa». Per contesto, va notato che, mentre dallo scorso novembre i cittadini russi non possono più ottenere visti per l’UE a ingressi multipli, i cittadini dell’UE possono richiedere visti elettronici (e-visa) per la Russia con procedure rapide.

La politica russa volta a facilitare i viaggi dei cittadini provenienti da numerosi paesi ostili è pragmatica. Innanzitutto, ciò consente al maggior numero possibile di persone di rendersi conto che la Russia non è sull’orlo del collasso, come invece sostengono i media occidentali. Sebbene alcune delle nuove restrizioni in materia di sicurezza — come la procedura di registrazione delle nuove schede SIM, il blocco dei social media occidentali e la “guerra alle VPN” — comportino dei disagi, i visitatori possono comunque constatare di essere stati ingannati riguardo alla realtà complessiva della Russia.

Il secondo motivo è che questa politica attira più denaro nel Paese, in particolare valuta occidentale, sebbene la spesa della maggior parte dei turisti rimanga limitata a causa delle sanzioni, che li costringono a portare con sé contanti. Infine, la terza ragione per cui questa politica è pragmatica risiede nel fatto che alcuni di questi stessi occidentali potrebbero decidere di trasferirsi in Russia per studiare o per stabilirvisi definitivamente; quest’ultima opzione è oggi più agevole che mai grazie al nuovo visto russo basato sulla condivisione di valori.

Se la politica della Russia è pragmatica, quella dell’UE non lo è. Un minor numero di cittadini russi può recarsi agevolmente nel blocco, rendendo così più difficile per il “soft power” europeo esercitare un’influenza su di loro; tuttavia, tale ostacolo rappresenta ovviamente un vantaggio involontario per il governo russo nel contesto del conflitto in Ucraina. Di conseguenza, i russi spendono meno denaro nell’UE e, dato il minor numero di visite, è meno probabile che prendano seriamente in considerazione un trasferimento definitivo se non vi si sono mai recati prima.

Dal punto di vista della percezione pubblica, l’UE sembra avere qualcosa da nascondere ai cittadini russi comuni, mentre la Russia appare pienamente trasparente agli occhi di qualsiasi cittadino UE avente diritto a un rapido visto elettronico. L’immagine dell’UE risulta quindi l’esatto opposto di quella che aveva durante la Guerra Fredda, quando il blocco incoraggiava il maggior numero possibile di persone provenienti dall’Est a visitarlo. È improbabile che tale percezione danneggi concretamente gli interessi dell’UE – anche nell’eventualità di ulteriori restrizioni sui visti per i russi – ma resta comunque un aspetto su cui vale la pena riflettere.

In conclusione, la Russia è aperta ai cittadini dell’UE già da diversi anni, mentre per i russi viaggiare nell’Unione Europea sta diventando sempre più difficile. La politica russa si fonda sul pragmatismo, mentre quella dell’UE è, a ben vedere, frutto di un pregiudizio ideologico mascherato da esigenza di sicurezza. Dopotutto, la Russia deve affrontare la medesima minaccia di spie provenienti da paesi ostili che tentano di infiltrarsi spacciandosi per turisti; tuttavia, i suoi servizi di sicurezza sono sufficientemente competenti da sventare preventivamente tali tentativi. Lo stesso, evidentemente, non si può dire per quelli dell’UE.

https://korybko.substack.com/p/what-explains-the-difference-between

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