Le atrocità di cui non parlano mai

ATROCITA’ SOVIETICHE: FOSSE COMUNI A SACHSENHAUSEN

Traduco a seguire un testo, trovato su Codoh (http://www.codoh.com/atro/atrsu3.html ), concernente le atrocità compiute dai sovietici – alla fine della seconda guerra mondiale – nel campo di concentramento ex-nazista di Sachsenhausen.
Andrea Carancini

FOSSE COMUNI CONTENENTI I CADAVERI DI 12.500 VITTIME

Gli investigatori che scavano nel sito di un campo di prigionia gestito dai sovietici nella ex Germania Est hanno scoperto fosse comuni contenenti i corpi di 12.500 persone, ha detto oggi il governo del Brandenburgo.Il campo era quello di Sachsenhausen, a Nord di Berlino, e rimase aperto dal 1945 al 1950. E’ stato detto che le vittime comprendevano sostenitori veri e presunti dello sconfitto Terzo Reich, come pure cittadini considerati ostili dalle autorità comuniste. Fino a quando il governo comunista della Germania Est non crollò nel 1990, fu impossibile condurre ricerche come quella oggi in corso a Sachsenhausen. Scavi simili sono in corso in altri siti, e i responsabili si aspettano ulteriori scoperte, come quella annunciata oggi. Gli scavi di Sachsenhausen hanno rivelato 50 fosse, ognuna lunga circa 25 piedi e larga 13 [il piede corrisponde a circa 30,48 centimetri]. Sotto terra, i corpi erano ammucchiati in cumuli alti 15 piedi e anche più.I patologi hanno stabilito che la maggior parte delle vittime erano morte di fame, esposizione alle intemperie e malattie infettive. Alcuni erano stati chiaramente picchiati. La maggior parte erano bambini, adolescenti e anziani. Negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, le forze sovietiche di occupazione imprigionarono migliaia di tedeschi. Molti vennero accusati di crimini di guerra, e i loro processi furono pro forma, se mai vennero effettuati. Alcuni vennero semplicemente sequestrati mentre si trovavano per strada, vittime dei caporioni staliniani. Le vittime venivano portate in uno dei vari campi di prigionia. Alcuni di questi campi, come Sachsenhausen e Buchenwald, vennero impiantati sul sito di precedenti campi nazisti. Il governo tedesco valuta un totale di 65.000 vittime morte in questi campi gestiti dai sovietici, o durante il trasporto verso di essi. Durante i quattro decenni del dominio comunista nella Germania Est, vennero costruiti dei monumenti commemorativi in luoghi come Sachsenhausen e Buchenwald. Ma in tali monumenti veniva scritto che i campi vennero chiusi alla fine della guerra. Non menzionavano il fatto che nell’era postnazista, tali campi divennero brutali prigioni militari gestite dai sovietici. Fonte: The New York Times, 24 Settembre 1992.

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