
ISRAEL SHAMIR: LA STRONZA DI BOSTON
Premessa di Gian Pio Mattogno
Il mondo pullula di Shabbath Goyim, cioè di utili idioti non ebrei di sesso maschile al servizio della Sinagoga.
(Cfr. Shabbath Goyim italioti in soccorso della Sinagoga, andreacarancini.it).
Ma sono operativi anche molti utili idioti di sesso femminile, come ad es. la signora Ursula von der Leyen, la quale non molto tempo fa non si peritava di porre i “valori” del Talmud alla base dei valori dell’Europa (sic!).
(Cfr. Ora ci mancava pure la Shabbath Goyah! Ursula von der Leyen e i valori fondativi talmudici dell’Europa, andreacarancini.it).
Un altro caso molto emblematico di Shabbath Goyah al servizio della Sinagoga, e che merita di essere riproposto all’attenzione dei lettori, è stato segnalato anni fa da Israel Shamir, autore di considerazioni molto pertinenti sugli Shabbath Goyim americani.
(Cfr. Una riflessione di Israel Shamir sugli Shabbath Goyim americani, andreacarancini.it).
Il 13 luglio 2010 il sito SOCIALISTWORKER.ORG pubblicò un’intervista al musicista jazz e scrittore antisionista Gilad Atzmon, poi rimossa a causa delle polemiche suscitate fra numerosi lettori.
Una lettrice, a firma Safia Albaiti, Boston, scrisse al sito per esprimere tutto il suo “profondo sgomento” nell’apprendere che SocialistWorker aveva pubblicato un’intervista al “vile antisemita Gilad Atzmon”.
Tra i crimini commessi dal vile antisemita vi erano quelli di aver diffuso letteratura “negazionista” dell’olocausto e di aver frequentato “noti fascisti”, “come il famigerato razzista russo-svedese Israel Shamir”, nonché quello di essere contrario al dominio dello spirito giudaico.
(No Place for Atzmon at Sw.org, July 15, 2010, socialistworker.org).
Shamir rispose a stretto giro di posta con lo scritto che segue, qualificando senza mezzi termini la signora Albaiti una “bitch”, una vera stronza, epiteto del tutto meritato e appropriato per una solerte Shabbath Goyah come lei, per giunta d’origine araba.
Rispondendo ad un corrispondente, Shamir rincarò la dose contro quella stessa ACLU che aveva tanto elogiato la nostra Shabbath Goyah araba al servizio della Sinagoga:
“Pretendono di distruggere le croci, cercano di eliminare ogni traccia della presenza di Dio dalla vita americana. Basta cercare su Google “ACLU e croce”, “ACLU e Dio” o “ACLU e Cristo” per trovare migliaia di casi simili. La loro lotta contro il cristianesimo rende l’ebraismo più forte. E un ebraismo più forte significa maggiore sostegno ai progetti sionisti”.
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(A Boston Bitch, by Israel Shamir, israelshamir.net)
Di tanto in tanto c’è qualcuno con un nome arabo che viene reclutato nel campo dei sionisti per sostenerne la linea.
A volte si tratta di un ebreo arabo, ma il più delle volte di un arabo che ha deciso di appoggiare il nemico.
Sono l’equivalente intellettuale degli uomini della sicurezza di Mahmud Abbas, addestrati dalla CIA.
Sono numerosi nell’Iraq occupato, meno numerosi, ma comunque presenti, nella Palestina occupata, e si trovano anche negli Stati Uniti.
Safia Albaiti, una donna araba di Boston, fa parte di questa banda.
Questa giovane donna ha deciso di combattere non già l’occupazione, no, ma bensì l’antisemitismo.
È un affare molto redditizio: combatti l’antisemitismo e gli ebrei ti daranno sempre una mano.
E lei lo ha fatto in una lettera indirizzata al sito trotzkista britannico SocialistWorker.org.
La sua mano non è stata particolarmente delicata.
Secondo lei, il nostro caro amico Gilad Atzmon, amato da tutti i palestinesi, non è altro che un “vile antisemita”.
Quanto a me, si sfoga senza ritegno: “Il famigerato razzista russo-svedese Israel Shamir, un ammiratore dichiarato di Hitler, David Duke, Jean-Marie Le Pen, Nick Griffin e del partito neonazista British National Party”.
Beh, non ha aggiunto che bevo sangue ebraico con la vodka al posto del succo di pomodoro nel mio Bloody Mary, ma probabilmente solo per mancanza di spazio.
Non sorprende che la “stronza di Boston” venga elogiata dall’organizzazione ebraica ACLU.
L’ACLU, un’organizzazione strettamente legata all’ADL di Foxman, la più sionista degli Stati Uniti, è gestita da ebrei per gli ebrei e finanziata da ricchi ebrei con 85 milioni di dollari l’anno, secondo Wikipedia.
Di certo non la preoccupa il fatto d’essere sostenuta dai sicari di Foxman, visto che sta facendo il loro lavoro.
Pur dichiarandosi musulmana, non si fa alcuno scrupolo nell’essere in combutta con i più violenti negatori di Dio e nemici della fede dell’ACLU.
Inoltre l’ACLU (essendo di orientamento liberale) è anticomunista e vieta ai comunisti di farne parte. Questo non ha impedito al comunista, così almeno dicono, SocialistWorker di pubblicare la sua lettera.
Mi chiedo qual è il prezzo del loro comunismo.
Ho scritto questa breve missiva ai Trots di SocialistWorker:
“Se sul vostro sito non c’è posto per Gilad Atzmon, dovreste rimuovere anche Marx, Trotsky, Isaac Deutscher e Abraham Léon, poiché questi uomini erano ancora più critici verso lo ‘spirito giudaico’ e desideravano sbarazzarsene.
“L’accusa perfida che la signora Albaiti mi rivolge è troppo assurda per poterla confutare. Non “ammiro” i politici d’oggi, la mia ammirazione va piuttosto a S. Paolo per la sua posizione di principio e a S. Francesco d’Assisi per la sua compassione e umiltà. Disprezzo invece le persone incapaci di un dialogo civile. La lettera della signora Albaiti è da buttare via; pubblicandola e rispondendo ad essa siete caduti nel ridicolo (…)”.
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