
Gian Pio Mattogno
INDIGNAZIONI A SENSO UNICO.
A PROPOSITO DELL’AGGRESSIONE AD UN RABBINO CHABAD
Come riportato ampiamente dai media, alcuni giorni fa un rabbino sessantenne, Rav Davia Mizrachi Tzemach, responsabile della sinagoga Chabad a Milano, è stato aggredito e insultato da tre giovani di origine nord-africana.
Un episodio indubbiamente riprovevole, da condannare e punire senza se e senza ma, non essendo un atto di violenza, per di più vile, perché commesso ai danni di una persona inerme, il modo di far valere le proprie ragioni, quali che esse siano.
Su questo non c’è discussione, ed infatti non è su questo che intendo soffermarmi.
Ma non intendo soffermarmi neppure sul profluvio di indignazioni che ha inondato giornali e TV, né sulle fermissime condanne alla Camera dei deputati, né sulle proteste in piazza degli ebrei con la kippah, etc. etc.
E non intendo soffermarmi neppure sulla fulminea strumentalizzazione che di questo atto criminale è stata fatta.
Per di più da imbecilli, perché è notorio che ogni azione del genere rafforza il potere di chi si pretendere combattere.
E difatti, come c’era da aspettarsi, immediatamente Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica milanese, ha incalzato il titubante PD, esortandolo a votare il ddl Antisemitismo, ed ha invitato lo stesso Presidente Mattarella a “prendere posizione”.
No, qui voglio soffermarmi sull’indignazione a senso unico.
Ci si indigna, giustamente, per un vile atto d’aggressione contro un rabbino Chabad, ma non ci si indigna per l’ideologia Chabad che il rabbino Chabad rappresenta.
Su questo sito revisionista sono comparsi diversi scritti sul movimento Chabad-Lubavitch, sul suo caporione, il Rebbe di Lubavitch Menachem Mendel Schneerson, sul suo sprezzante suprematismo e sui suoi deliri antigentili e anticristiani.
Ora, il movimento Chabad è saldamente radicato anche in Italia da oltre sessant’anni.
Dal sito CHABAD.IT apprendiamo che verso il 1940 il Rebbe di Lubavitch inviò in Italia uno dei suoi Shluchim (emissari), che prese dimora a Milano. Altri emissari arrivarono a Milano nel 1958 e negli anni seguenti, e poi ancora a Bologna e a Roma, e iniziarono a tenere lezioni, conferenze ed eventi, svilupparono molte attività ebraiche, aprirono scuole, organizzarono campeggi.
Tutte queste attività «hanno rafforzato molti ebrei in Italia, facendoli ritornare alla loro vera essenza».
È non senza un brivido sinistro che possiamo leggere:
«Gli Shluchim Chabad, inviati dal Rebbe in Italia, hanno avuto e tutt’ora hanno un incredibile impatto sull’ebraismo e sugli ebrei italiani, avvicinando giorno dopo giorno centinaia di ebrei in numerose città italiane, preparandoli così all’imminente arrivo del Messia».
(La storia di Chabad in Italia, chabad.it).
Sappiamo tutti quale sarà il destino dei goyim nell’èra messianica secondo la tradizione rabbinico-talmudica.
Proprio nel capoluogo lombardo Chabad è una presenza forte, con la sua propria scuola, il seminario post liceale per ragazze, varie attività per bambini e giovani, e diverse Batei Knesset (sinagoghe), spesso col supporto delle autorità politiche locali d’ogni colore.
Domanda retorica: è possibile che all’indomani dell’aggressione nessun giornalista, nessuna TV, nessun politico, e meno che mai nessun ebreo, si sia preso la briga di dirci che cosa è veramente Chabad, di cui Rav Davia Mizrachi Tzemach è un autorevole esponente italiano?
Che, tanto per fare qualche esempio, secondo Chabad solo l’anima dell’ebreo proviene da Dio, mentre l’anima del non ebreo proviene da oscure e malefiche forze sataniche?
Che per Chabad Gesù è un eretico, un idolatra, e un istigatore all’eresia e all’idolatria, figlio di una prostituta, condannato per i suoi peccati da un tribunale rabbinico e condannato nel gehinnom fra gli escrementi bollenti?
Che solo gli ebrei debbono essere considerati veramente uomini, ad immagine di Dio, mentre i non-ebrei non sono che esseri sub-umani assimilati alle bestie?
Come largamente documentato anche dagli scritti che compaiono su questo sito revisionista, tutto ciò non è frutto della solita “giudeofobia” antisemita, ma è attestato dalle stesse fonti rabbinico-talmudiche e dagli stessi testi chassidici che ad esse si richiamano.
Insomma, siamo stati sommersi da tonnellate e tonnellate di indignazione (legittima) per un atto d’aggressione contro un rabbino Chabad, ma non si è spesa una sola parola (altrettanto legittima) sulla perversa ideologia Chabad.
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