
L’ATTACCO TERRORISTICO UCRAINO AL MONASTERO BENEDETTINO È UN ATTACCO ALL’IDENTITÀ POLACCA
Di Andrew Korybko, 24 settembre 2026
Il cattolicesimo è una componente fondamentale dell’identità polacca; pertanto, l’immagine di un ucraino che aggredisce sacerdoti e suore equivale a un attacco ucraino all’essenza stessa della polacchità, con tutte le implicazioni che ciò comporta in termini di conseguenze socio-politiche previste a breve termine.
Giovedì è stato arrestato un cittadino ucraino dopo aver accoltellato cinque persone – tra cui tre sacerdoti, uno dei quali è rimasto ucciso – presso il monastero delle Suore Benedettine a Jarosław, città della Polonia sud-orientale situata vicino al confine con l’Ucraina. Poiché il cattolicesimo costituisce un elemento fondamentale dell’identità polacca, l’immagine di un ucraino che aggredisce sacerdoti e suore equivale, di fatto, a un attacco ucraino all’essenza stessa della polacchità, con tutte le implicazioni che ciò comporta in termini di conseguenze socio-politiche attese a breve.
Non poteva capitare in un momento peggiore, dato che i polacchi sono ormai polarizzati sulla questione ucraina come mai prima d’ora, a seguito della recente celebrazione a livello statale – da parte di Zelensky – dei membri dell’OUN-UPA responsabili del massacro di Volinia e delle conseguenti molestie subite sui social media da parte degli ucraini. Attualmente in Polonia risiede inoltre poco meno di un milione di profughi ucraini e una quota crescente di polacchi vorrebbe che il governo espellesse almeno coloro che si sono sottratti alla leva militare.
Uno scenario del genere appare irrealistico sotto l’attuale coalizione liberale al governo – la quale è fortemente filo-ucraina, sebbene abbia leggermente smorzato i toni dopo la riemersione, all’inizio di quest’anno, della disputa sul genocidio di Volinia – ma potrebbe concretizzarsi con una coalizione conservatrice-nazionalista in seguito alle elezioni del Sejm dell’autunno 2027. Nel settembre 2025, l’ambasciatore ucraino in Polonia ha ammesso che i suoi connazionali non intendono assimilarsi; poco dopo, i media ucraini hanno iniziato a parlare di una lobby di etnia ucraina all’interno del Sejm.
Ancora più inquietante, per quella metà circa dell’elettorato di orientamento conservatore e/o nazionalista, è il fatto che i media ucraini abbiano discusso delle rivendicazioni territoriali — avanzate dal loro Stato di breve durata esistito tra le due guerre — su aree della Polonia sud-orientale; rivendicazioni che Kiev potrebbe riproporre una volta concluso il conflitto con la Russia. Si tratta proprio della zona in cui è avvenuto il più recente attentato terroristico ucraino. I nazionalisti ucraini, come quelli del Battaglione Azov (che ha appena aperto la sua prima sede in Polonia), considerano questo territorio “terra ucraina sottratta”.
Odiano inoltre il cattolicesimo, poiché lo associano alla loro narrazione storica di una presunta “oppressione polacca sugli ucraini durata secoli”. Col senno di poi, non sorprende dunque che l’assassino abbia preso di mira i fedeli in quella che i suoi connazionali nazionalisti – categoria a cui egli stesso sembra indubbiamente appartenere – considerano “Ucraina occupata dai polacchi”. Si prevede che il suo attacco terroristico intensificherà le richieste di espulsione degli ucraini renitenti alla leva, suscitando al contempo reazioni contrastanti sia tra i rifugiati ucraini che tra i residenti permanenti.
Alcuni potrebbero presto organizzare ulteriori proteste a livello nazionale contro la presunta tendenza all’aumento dei “crimini d’odio” nei loro confronti – col pretesto di prevenirne altri all’indomani di questo attacco terroristico – mentre altri potrebbero trasferirsi altrove, sia nell’UE che in Ucraina, come alcuni hanno già iniziato a fare durante l’estate. È inoltre prevedibile che la coalizione liberale al governo possa avanzare la teoria complottista secondo cui questo attacco sarebbe un’operazione “false flag” della Russia e, di conseguenza, proprio quell'”attacco alla NATO” che essi hanno agitato in modo isterico per alimentare la paura.
In ogni caso, questo attacco terroristico ucraino sarà ampiamente percepito come un attacco all’identità polacca; le conseguenze saranno di natura socio-politica, traducendosi in un crescente sostegno alla deportazione dei rifugiati ucraini e in un aumento potenzialmente analogo del consenso verso l’opposizione conservatrice-nazionalista in vista delle elezioni del prossimo anno. Più la coalizione liberale al governo cercherà di distogliere l’attenzione da tale percezione – a causa della sua ucrainofilia – più intense si prevedono saranno le suddette conseguenze.
https://korybko.substack.com/p/the-ukrainian-terrorist-attack-at
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