Gian Pio Mattogno: alla larga dalla sinagoga!

Gian Pio Mattogno  

 

ALLA LARGA DALLA SINAGOGA!

 

Secondo la tradizione rabbinico-talmudica la chiesa cristiana è un luogo impuro d’idolatria e all’ebreo è severamente vietato mettervi piede.

(Cfr. Ad un ebreo è proibito entrare in una chiesa cristiana, luogo impuro d’idolatria, andreacarancini.it)

Un ebreo chiede al rabbino di turno se può partecipare al funerale del padre di un suo amico cattolico che si terrà in chiesa o se almeno potrà partecipare alla veglia funebre nella camera ardente.

(Why Can’t Jews Attend Church Funerals?, by Yehuda Shurpin, chabad.org).

Il rabbino risponde che entrare in una chiesa è un grosso problema per un ebreo.

«Nell’ebraismo la fede e il culto sono considerati qualcosa di molto potente e tangibile. Pertanto, ad esempio, una sinagoga, che è un luogo dove gli ebrei si riuniscono per pregare, adorare ed esprimere la propria fede, è considerata un luogo sacro, e vi sono numerose leggi che regolano ciò che è consentito fare al suo interno (…) Un luogo di culto non ebraico è più di un semplice edificio. È un luogo in cui quella religione prende vita. Di conseguenza, una chiesa è il luogo in cui il cristianesimo e i suoi insegnamenti diventano tangibili, permeando l’edificio stesso (…) Non si può semplicemente entrare in una chiesa senza che qualche aspetto dell’esperienza religiosa di quel luogo penetri dentro di noi. E per quanto subliminale possa essere questa esperienza, essa è incompatibile con la fede e la pratica ebraica. Sostenere che la chiesa non sia altro che un semplice edificio significa banalizzare la potente atmosfera di un luogo di culto».

Di conseguenza, l’ebreo che entra in una chiesa «non può essere presente come un semplice spettatore passivo, ma come un partecipante che non può fare a meno di uscirne trasformato dalla cerimonia».

Quanto alla veglia funebre, quando non è una cerimonia religiosa, se necessario, e previa consultazione con un rabbino, ad un ebreo è permesso parteciparvi per offrire conforto ai familiari, senza però guardare il volto del defunto.

Capito? All’ebreo è proibito entrare in una chiesa perché, in quanto “eletto” di Hashem, potrebbe essere permeato dalle influenze malefiche che compenetrano l’edificio.

Ma allora, dal momento che anche la sinagoga è un luogo di culto compenetrato da una “potente atmosfera”, cioè un luogo dove diviene “tangibile” la quintessenza dello spirito giudaico, questo vale anche per il non-ebreo che vi entra e che può “uscirne trasformato”, cioè può assimilare le influenze che aleggiano all’interno della sinagoga.

A questo pensavo ricordando le visite dei vari papi in sinagoga, senza parlare dei vari rappresentanti delle istituzioni e della politica italiana che periodicamente e regolarmente visitano le sinagoghe in occasione di commemorazioni storiche, anniversari o più semplicemente per esprimere solidarietà alla comunità ebraica in occasione di particolari eventi.

Se l’effetto è quello che vediamo ogni giorno nello squallido panorama della politica italiana pullulante di Shabbath Goyim in servizio permanente effettivo, allora, come dicono gli inglesi, keep out! Alla larga dalla sinagoga!

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