Eurasia: prosegue l’accerchiamento americano della Russia

Eurasia: prosegue l’accerchiamento americano della Russia

LE FORZE ARMATE AMERICANE IN ASIA CENTRALE: ULTERIORI BASI MILITARI NATO-STATI UNITI – COSTRUITE PER DURARE

Di Alexandr Sustov, 17 agosto 2010[1]

Gli Stati Uniti prevedono di costruire centri di addestramento militare in Tagikistan e in Kirghizistan. All’inizio, questi piani vennero annunciati l’anno scorso e suscitarono un’ampia reazione perché in precedenza era stato annunciato che nel sud del Kirghizistan sarebbe stata costruita una base militare russa. Ora, il Pentagono non si limita al Kirghizistan e prevede di costruire installazioni militari sul territorio di cinque stati della regione. Ciò implica il reinsediamento di una parte delle infrastrutture militari degli Stati Uniti dall’Afghanistan nell’Asia Centrale già sovietica e in Kazakistan e anche la costruzione lì di installazioni NATO.

Secondo “EurasiaNet” (un portale internet finanziato da George Soros), il fondo anti-droga del US Central Command sta per destinare più di 40 milioni di dollari alla costruzione di centri di addestramento militare nelle città di Osh (Kirghizistan) e Karatoga (Tagikistan), un centro per cani e un deposito di elicotteri vicino la città di Alma Ata (Kazakistan) nonché al rafforzamento dei check-point di confine in Uzbekistan, Turkmenistan e Kirghizistan.

Il Pentagono valuta il costo di costruzione di ogni check-point circa 5-10 milioni di dollari. L’ubicazione del check-point di confine in Uzbekistan non è stata rivelata ma l’ubicazione dei check-point in Kirghizistan e in Turkmenistan è decisamente significativa. Il check-point di Serahs (Turkmenistan) è al confine con l’Iran e il check-point kirghiso (dove è prevista la modernizzazione dell’erogazione dell’elettricità e dell’acqua nonché un sistema fognario) è vicino Batken. Entrambi i check-point sono di importanza geo-strategica: il primo in caso di guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran e il secondo in caso di destabilizzazione della situazione politica in questa parte della Valle di Fergana[2], come avvenne nel 1999-2000 durante l’invasione del movimento islamico dell’Uzbekistan (IMU).

In Kazakistan, gli Stati Uniti prevedono di costruire un nuovo deposito di elicotteri vicino la città di Alma Ata, un centro per cani e un centro di ispezione di veicoli da trasporto, con dei costi di costruzione ammontanti a 10 milioni di dollari. In Tagikistan gli americani prevedono di costruire un centro di addestramento a Karatoga (non lontano dalla capitale Dushanbe). Prevedono di praticare lì azioni di combattimento nelle condizioni ambientali di una città e di addestrarvi tiratori scelti e ricognitori. I costi di costruzione sono stimati in circa 10 milioni di dollari. Un analogo centro del costo di 5 milioni di dollari, per praticare vari tipi di azioni di combattimento nel corso di operazioni di confine e di antiterrorismo, dovrebbe essere costruito nella città kirghisa di Bakten.

Si è saputo dei piani americani per rafforzare la propria presenza in Asia Centrale lo scorso autunno, quando la rotta di rifornimento settentrionale[3] attraverso la Russia ha iniziato a funzionare insieme alla rotta di rifornimento pachistana. Si sa che il Pentagono sta lavorando al progetto di insediare reparti scelti delle proprie truppe speciali in Asia Centrale, e cioè quattro battaglioni del Terzo Gruppo di Forze Speciali (aviotrasportate) che ha una lunga esperienza di combattimento in Afghanistan.

Oltre all’Asia Centrale, gli Stati Uniti prevedono di insediare proprie forze nel Caucaso meridionale – in particolare, radar ad avviso precoce in Georgia. Si prevede che in Georgia oltre ai radar il Pentagono installi una base per forze di terra e una base navale con 25.000 militari.

Infine, il Pentagono costruirà un centro per operazioni speciali in Afghanistan vicino al confine uzbeco per un costo di 100 milioni di dollari. Il complesso, che disporrà di un’area di 6 ettari, sarà ubicato a Mazar-i-Sharif, 275 chilometri a nord-ovest di Kabul e 56 chilometri a sud della città uzbeca di Termez. Nell’arco di 18 mesi, gli americani costruiranno un centro operativo unificato, edifici residenziali, un centro di comunicazioni, un centro per operazioni tattiche, magazzini, un centro di addestramento, un centro medico, strutture per riparazioni, un centro per la logistica, una mensa, strutture ricreative e un canile. Prevedono di rendere il complesso operativo tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Per il periodo 2012-2016, il US Central Command prevede di destinare altri 3.8 miliardi di dollari per la costruzione di strutture militari nei paesi del Medio Oriente e dell’Asia Centrale.

Anche un breve sguardo allo spiegamento degli obbiettivi militari americani mostra che esso replica quasi integralmente la geografia dei “Balcani Eurasiatici” di Z. Brzezinski, che assegnava a questa regione geopolitica un ruolo decisivo per combattere la Russia sul “Grande Scacchiere”. Posizionando le sue truppe speciali, le attrezzature di sorveglianza e altre forze in Asia Centrale e nel Caucaso dopo il ritiro delle sue truppe dall’Afghanistan nel 2011, gli Stati Uniti assicureranno la propria presenza militare proprio accanto al “ventre” della Russia vicino al confine settentrionale dell’Iran e al confine occidentale della Cina. Qui gli americani prevedono di insediare una rete di intelligence che assicurerà il controllo della situazione nei punti più importanti dell’Eurasia.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20668
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Valle_di_Fergana
[3] http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=35189

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