Neturei Karta: dissolvere lo Stato di Israele

Neturei Karta: dissolvere lo Stato di Israele

NETUREI KARTA HA UNA SOLUZIONE PER IL PROBLEMA DEL MEDIO ORIENTE[1]
Gennaio 2010

Il mondo soffre da decenni a causa dell’irrisolvibile “questione del Medio Oriente e della Palestina”. Perché nessuno finora è riuscito a risolvere il problema?

La radice del problema: i palestinesi vogliono che sia restituita loro la terra rubata nel 1948. Gli israeliani non vogliono restituirla, sostenendo che venne “legalmente assegnata loro dalle Nazioni Unite”.

L’esistenza di uno “stato ebraico” è un errore di proporzioni storiche, e costituisce un’ingiustizia che sempre più persone non sono disposte ad accettare. Il “governo” sionista ha perso il suo diritto di esistere.

In realtà, non c’è più uno stato ma solo un “problema”. Il problema irrisolvibile del Medio Oriente, che minaccia di distruggere il mondo intero. Il pericolo causato da questo problema può condurre alla più grande catastrofe della storia umana, se non interveniamo.

A nostro avviso, tale problema può essere risolto in modo pacifico e definitivo solo attraverso i seguenti, semplici, passi:

1) Lo Stato di “Israele” deve essere dissolto. La decisione delle Nazioni Unite del 1947 di dividere la Palestina e di creare lo Stato di Israele deve essere riconosciuta come un errore e cancellata.
2) Il popolo palestinese deve acquisire la completa sovranità di tutto il territorio della Palestina.
3) Gli ebrei che già vivono in Palestina potrebbero rimanere nel paese sotto il controllo palestinese, e potrebbero chiedere che i palestinesi concedano loro eguali diritti di cittadinanza.
4) Attuazione: le Nazioni Unite dovrebbero preparare delle leggi che regolino l’attuazione del processo suddetto, in modo tale che sia il più possibile equo, umano e indolore. Al processo in questione deve essere assegnato un tempo sufficientemente adeguato.

Siamo arrivati al punto in cui ebrei e arabi sembrano avere in comune solo l’odio reciproco e il desiderio di vendetta. Ma essi, d’ora in avanti, devono cercare di vivere insieme nel rispetto reciproco.

***

Questa soluzione sembra, a prima vista, rivoluzionaria, sensazionale e forse persino utopica. Ma è la sola soluzione che offra una reale prospettiva di successo e una via d’uscita a questa crisi altrimenti irrisolvibile. Tutti gli altri “piani” e “soluzioni” non conducono da nessuna parte.

Esaminiamo i vantaggi eccezionali che verrebbero ottenuti seguendo il piano suddetto:

1) Le continue minacce poste al mondo dal conflitto israelo-palestinese – la minaccia nucleare iraniana, la minaccia nucleare israeliana, la minaccia di Israele di bombardare l’Iran e così via – sarebbero rimosse dalla scena mondiale.
2) Finirebbe l’oppressione del popolo palestinese per mano dello “Stato di Israele”. Verrebbero restituiti ai palestinesi la dignità umana e i mezzi di sussistenza.
3) Finirebbe la minaccia globale del crescente antisemitismo, voluto e freddamente calcolato dai sionisti fin dall’inizio, poiché la sua causa principale è costituita dalle atrocità attualmente perpetrate dai sionisti contro i loro “sudditi” arabi.
4) Le somme astronomiche spese ogni anno dagli Stati Uniti e da altri paesi per sostenere e armare lo stato israeliano diventerebbero disponibili per attuare la pace nella regione.
5) Molti paesi, soprattutto gli Stati Uniti, si libererebbero della potente lobby sionista. Questi paesi sarebbero liberi di prendere le proprie decisioni per servire al meglio i propri interessi, senza dover dipendere dalla benevolenza e dall’approvazione della lobby.

***

Il presupposto politico e le motivazioni di questo piano sono semplici, logici e manifesti. Ma anche dalla prospettiva religiosa ebraica, questo piano è logico e irresistibile. In realtà, in base a questa prospettiva non è possibile né concepibile nessun’altra soluzione.

Esaminiamo le seguenti considerazioni ispirate dal pensiero ebraico religioso:

Il giudaismo religioso e la Terra di Israele

Duemila anni fa, secondo la volontà di Dio, gli ebrei vennero mandati in esilio, dove devono rimanere fino a quando saranno redenti da Dio, come Lui ha detto loro per mezzo dei profeti. L’idea di un ritorno prematuro nel paese, senza la redenzione divina, è sbagliata. Alla luce di tutto ciò, la Terra di Israele appartiene a coloro che vivono lì da centinaia di anni: i palestinesi.

L’idea di un ritorno prematuro fu concepita dapprima dai sionisti, che all’inizio erano un piccolo gruppo di senza-Dio, totalmente rifiutati dall’ebraismo mainstream. Essi imposero il loro piano al mondo ebraico con anni di manovre politiche. Il loro slogan era che il popolo ebraico doveva finalmente smettere di aspettare la salvezza divina. “È ora di prendere in mano il nostro destino”, dicevano. “Dobbiamo dimenticare il nostro passato; dobbiamo lasciarci alle spalle il messaggio divino e il ruolo antico del popolo ebreo nel mondo. Israele, il popolo della Bibbia, si deve trasformare in una nazione secolare”.

La maggioranza del popolo ebreo respinse quest’idea con veemenza, e non voleva saperne della soluzione sionista e dello stato sionista. Così, il sionismo proseguì con la forte opposizione della grande maggiorazna degli ebrei.

L’antisemitismo e l’Olocausto

Il livello di antisemitismo nel mondo ha raggiunto ora proporzioni tali come negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della seconda guerra mondiale. È alimentato dalle atrocità dei sionisti contro la popolazione palestinese. Ottant’anni fa, l’antisemitismo era istigato e alimentato dai sionisti. Essi organizzarono astutamente delle campagne di diffamazione contro gli ebrei europei, con lo scopo di fare loro terra bruciata, in modo che sentissero il bisogno di fuggire e di rifugiarsi nel nuovo “Stato ebraico”. Funzionò allora, e funziona ancora oggi.

Osserviamo il comportamento odierno dei sionisti con costernazione, e tuttavia i sionisti dicono al mondo che è un dovere e un onore sostenere il loro movimento in modo incondizionato. Chiunque non osservi questo dovere o, ancora peggio, smascheri i sionisti in qualche modo, è bollato come “antisemita”.

A questo scopo, i sionisti hanno costruito una lobby globale che, armata in particolare della carta dell’Olocausto, riesce a soffocare ogni tentativo di critica verso Israele.

Come è stato fondato lostato israeliano

Dopo la grande distruzione degli ebrei in Europa, gli ebrei erano sradicati e maledetti. La maggior parte soccombette alle idee e ai piani dei sionisti e li seguì speranzosamente nella loro cosiddetta Terra Promessa. Solo una piccola parte, in particolare gli ebrei religiosi fedelmente osservanti, non li seguì ed è rimasta fino ai nostri giorni fiera nemica della loro idea e del loro stato

La comunità internazionale, spinta dalla compassione e dal senso del dovere, forse anche da un senso di colpa, approvò l’idea di un rifugio e di una patria stabile per il popolo ebreo sradicato e a pezzi. Per tutto ciò, la comunità internazionale merita riconoscenza, elogio e gratitudine.

L’idea di usare la Palestina per questa madrepatria sembrava nello stesso tempo giusta e logica, e venne approvata con la storica decisione delle Nazioni Unite del 1947. Ma questa decisione provocò un’ingiustizia ugualmente storica: il paese venne semplicemente rubato ai residenti palestinesi, che stavano lì da oltre mille anni. Essi abbandonarono le loro case e gli ebrei vi si stabilirono. Lo “Stato di Israele” era nato! Ingiustamente. E ingiustamente è ancora oggi in piedi, dopo oltre 60 anni.

Il punto di svolta

È giunta l’epoca in cui la “redenzione sionista” ha fatto naufragio, e l’errore storico del popolo ebreo e della comunità internazionale deve essere rovesciato. L’entusiasmo un tempo globale per la creazione dello “Stato ebraico” non c’è più. Si è dissolto nell’aria. Il sogno è diventato un incubo.

Sempre più persone provano disagio e contrarietà per le continue atrocità del movimento sionista, che oggi è lo “Stato di Israele”. La verità – che l’”antisionismo non equivale all’”antisemitismo – sta venendo a galla.

Il sionismo non è giudaismo, e il giudaismo non è sionismo

Al contrario, i due concetti sono assolutamente antitetici! I sionisti, ora ammantati da “Stato di Israele”, non hanno il diritto di rappresentare il popolo ebreo. Nessuno ha assegnato loro questo ruolo; se lo sono preso da soli. Oggi, sempre meno persone credono a questa finzione. Sempre più persone capiscono che l’intero Medio Oriente, grazie all’esistenza dello Stato di Israele, è diventato un grande barile di polvere da sparo, che può esplodere in ogni momento e trascinare il mondo intero nell’abisso. Allo stesso tempo, la gente inizia anche a capire che se questo stato – che non appartiene affatto a questa regione – venisse dissolto la situazione in Medio Oriente diventerebbe finalmente stabile.

Una tale soluzione dovrebbe in realtà essere attuata dagli stessi ebrei che vivono lì, quando capiranno che è un empietà essersi liberati da un esilio avvenuto per volontà divina, e che il modo per pentirsi di questa empietà è tornare a vivere in esilio. Ma la popolazione israeliana è ben lontana dal riconoscere tutto ciò. La maggioranza è fermamente radicata nella convinzione fanatica di vivere nell’utopia della “redenzione”, e di essere tornata nella terra dei propri padri.

Ma nel frattempo il loro stato rappresenta un pericolo in rapida crescita in questa regione del pianeta, che minaccia di trascinare il mondo in un inferno.

***

Che la nostra soluzione sia, in gran parte, “religiosamente motivata” non deve sorprendere: che lo ammettiamo oppure no, il popolo di Israele è da tempo immemorabile il popolo di Dio e nient’altro. Non siamo “una nazione come tutte le nazioni”; abbiamo ricevuto le nostre leggi e le mete della nostra vita da Dio sul monte Sinai e vi abbiamo sempre fedelmente aderito. E cioè, fino a circa cento anni fa, quando la grande catastrofe, il movimento sionista, sorse con lo scopo di trasformare il popolo ebreo in una nazione come tutte le nazioni. Essi dicevano: “Non siamo legati a Dio, né al Sinai. Ma facendoci forza, insieme, risolveremo i nostri problemi da noi stessi! Avremo una nazione, uno stato, un esercito, una lingua, e tutto ciò di cui un paese ha bisogno”. E questo, purtroppo, è quello che hanno fatto.

Oggi, dopo cento anni di sionismo, siamo di fronte a un grande guaio. Dio ha iniziato a mostrarci che non c’è modo di fuggire da Lui. I sionisti possono aver suscitato una rivolta contro di Lui, ma Lui non l’approverà mai. Si è messo a guardare in disparte per un pezzo, ma sembra chiaro che ora sta manipolando gli eventi del mondo per ricondurre il Suo popolo dove ha sempre voluto che stesse, e dove ancora lo vuole. Perciò, la soluzione a questo problema non è motivata solo dal punto di vista politico ma anche da quello religioso. Verrà attuata dagli uomini, o da Dio stesso.

Questa soluzione potrà avverarsi solo se verranno fatte pressioni dall’esterno. Il mondo, specialmente le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e l’Unione Europea, ha il dovere e il potere di metterla in atto.

È una soluzione politica, ma anche un dovere divino. Perché, ancora, è Dio a dichiarare che la redenzione sionista del Suo popolo non è accettabile, e che il Suo popolo deve continuare a vivere in esilio e senza interruzioni, aspettando la salvezza divina. La redenzione può essere lasciata soltanto al solo Dio, e Lui la compirà con giustizia, secondo la Sua volontà. Non c’è altro modo di redimere il popolo ebreo. Dio farà del mondo esattamente quello che vuole fare. Israele sarà redenta da Lui (non dallo “Stato di Israele”), e il mondo intero riconoscerà il regno di Dio.

La “redenzione” non è riservata solo al popolo di Israele. Dio redimerà tutto il genere umano. La pace prevarrà ovunque nel mondo. Ogni nazione, ogni paese, chiunque, riconoscerà il regno di Dio e vivrà in una pace e in una soddisfazione immortali.

Ora ci viene data una possibilità unica, forse l’ultima, di porre fine allo stato sionista di nostra iniziativa, perché se non lo facciamo noi lo farà Dio – lo stesso Dio che ha inviato il Suo popolo in esilio. Egli vuole che il Suo popolo venga redento non dai sionisti ma da Lui solo, come ha ripetutamente annunciato tramite i profeti. Non si può aggirare il piano di Dio. Perciò, cerchiamo di avere l’intelligenza di attuare questa soluzione in ogni modo. Non c’è tempo da perdere!

1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.nkusa.org/activities/statements/20090209.cfm

2 Comments
  1. Sono d'accordo!
    Anzi, … cerchiamo di risolvere anche il problema della Spagna e della Sicilia, che sono state per secoli sedi di califfati poi sopressi con la violenza. Portiamo il problema alle NU e chiediamo che sia disposta la restituzione della Spagna e della Sicilia all'Islam!

    Rispondi
    • Anonimo
    • 26 Marzo 2010

    Grazie Andrea. Articoli come questo smascherano la finta equazione antisionismo=antisemitismo……anche i commenti per la verità. michele Antonio da Bari, da dove uscirà la Legge…….

    Rispondi

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