Dieci buone domande sull'”Olocausto”

Dieci buone domande sull'”Olocausto”

Presento a seguire la traduzione di un testo trovato sul blog di un inglese che si definisce “musicista, insegnante (di fisica) e cristiano”, e che si pone qualche interrogativo sull’”Olocausto”:

DIECI GIORNI DI ‘NOTIZIE’ SULL’OLOCAUSTO E DIECI BUONE DOMANDE

Di Kev Boyle, sabato 23 Gennaio 2010[1]

La domanda seguente può sembrare nient’altro che un riferimento a qualcosa di ovvio per chiunque abbia prestato attenzione ai media e alla politica, nel corso degli ultimi 40 anni. Tuttavia, questo fenomeno merita sicuramente un esame più approfondito e una seria riflessione.

Come riesce l’Olocausto a rimanere una notizia importante, tutti i giorni, 70 anni dopo l’evento? (Si veda, alla fine di questo articolo, una scelta di articoli sull’Olocausto apparsi suoi media negli ultimi dieci giorni).

Non dovremmo essere sorpresi da questo fatto?

Vivevo già negli anni ’50 e ’60, e non ricordo nessun tipo di notizia su questo argomento fino al 1968/69. Fu allora che la narrazione incominciò a essere spiattellata.

Molti lo hanno già detto, ma l’”Olocausto” non venne menzionato nelle autobiografie di Churchill, De Gaulle e Roosevelt.

…Poi improvvisamente, negli anni settanta, ecco che ci mettono davanti all’orrore integrale, inclusi i “4 milioni” di morti di Auschwitz, sterminati in modo industriale nelle camere a gas, la loro pelle usata per i paralumi, i loro capelli per fare cuscini…

La storia va avanti da allora, sebbene i “4 milioni” siano diventati “1.1 milioni” (credo, dipende a chi lo chiedete) e le accuse sulla pelle e i capelli siano tranquillamente cessate.

Su questo, verrebbe da fare qualche domanda, ma farla su una materia così tremenda sembra, almeno all’inizio, offensivo e sconveniente.

Ma se soprassediamo (per ora) su tali domande, ve ne sono altre che è doveroso porre. Tenendo conto delle possibili conseguenze per noi stessi. È giusto anche chiedere una risposta, ogni tanto.

Eccoci dunque al punto:

1) Perché l’”Olocausto” continua a essere una NOTIZIA QUOTIDIANA (e un aspetto così dominante della nostra cultura) 70 anni dopo l’evento?
2) Perché non viene utilizzato per promuovere la pace e la non violenza ma viene usato invece come giustificazione per iniziare nuove guerre di aggressione? Ad esempio, il sostegno del nostro governo[2] alla violenza estrema di Israele contro Gaza è connesso in qualche modo alla propaganda dell’”Olocausto?
3) È stato usato, l’”Olocausto”, da Israele come un’arma psicologica per estorcere denaro agli americani e ad altre nazioni, permettendo a Israele di riciclare miliardi in questi e altri sistemi politici occidentali al punto da poterli controllare (controllarci)? Guardando ai fatti, questa è una buona domanda.
4) Ha provocato, l’”Olocausto”, un “complesso di colpa” nelle società occidentali bianche, e potrebbe un tale complesso di colpa renderci succubi, più in generale, degli interessi degli ebrei potenti?
5) È possibile che abbiamo messo a rischio le nostre vite e le nostre società diventando preda del potere cinico e calcolato di forze, ebraiche e non ebraiche (che usano l’”Olocausto” come arma principale) determinate a sottometterci e a controllarci tutti? In altre parole, è un’arma essenziale nella costituzione di un “Nuovo Ordine Mondiale”?
6) Perché la discussione critica sull’”Olocausto” è assolutamente proibita (al punto da essere illegale in Francia e in Germania)? È giusto che sia diventato un tabù così grande, quando le conseguenze del rispettare tale tabù sono potenzialmente così gravi (e persino catastrofiche) per noialtri? Se persone come Germar Rudolf sono messe in galera per aver presentato i risultati di un’indagine scientifica, non dovrebbe un fatto del genere essere motivo, di per sé, di grave preoccupazione? Che tipo di principi sono all’opera, in questo caso? I fatti – o le falsità – scientifici possono sicuramente essere approfonditi apertamente con ulteriori test sperimentali.
7) Se guardiamo agli Stati Uniti e all’Inghilterra e notiamo che gli ebrei sionisti controllano le arti e quasi tutti i media, se guardiamo alle banche e alle grandi compagnie e constatiamo che gli ebrei (in maggioranza chiaramente sionisti) sono massicciamente super-rappresentati, se vediamo che i magnati ebreo-sionisti finanziano i nostri leader e partiti politici, se notiamo che i nostri ministri degli esteri sono dominati dagli ebrei sionisti…abbiamo il diritto di chiedere: come ha fatto un singolo gruppo ad acquistare una ricchezza e un’influenza così sproporzionate su di noi?
8) Abbiamo il diritto di chiedere: non indica, questa realtà, un razzismo attivissimo e chiarissimo praticato da questo gruppo? Perciò, non ha fornito, il grande tabù sociale dell’antisemitismo”, una copertura per i promotori dei programmi ‘antirazzisti’ e multiculturali in modo da mettere fuori uso la società per mezzo della propaganda olocaustica e del multiculturalismo proprio mentre loro stessi praticano un razzismo feroce?
9) Abbiamo il diritto di chiedere: “Ci viene gettato in faccia, l’”Olocausto”, ogni giorno per tutta la vita per farci avere paura di fare tali domande o di parlare apertamente di dominio ebraico su quasi ogni aspetto della società?”.
10) …E ultima domanda, ma non per importanza: è la liquidazione del cristianesimo il risultato -voluto – dell’aumento della propaganda olocaustica?…Vengono promosse, le sofferenze ebraiche, per soppiantare le sofferenze di Cristo nella coscienza occidentale? È stato, anche il cristianesimo che ci è rimasto, giudaizzato? Bisogna chiederselo, quando si vede un papa condividere una funzione religiosa con i discendenti spirituali dei farisei. Non disse Cristo che i seguaci dell’esclusivismo ebraico erano i discendenti di coloro che uccisero i profeti ed avevano per padre il diavolo?[3]

La buona notizia è che molti ebrei normali, che fanno parte di un gruppo molto più manipolato e ingannato del nostro, iniziano a porsi qualcuna delle nostre stesse domande.

Dio voglia che continuino così.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://kevboyle.blogspot.com/2010/01/holocaust-news.html
[2] http://www.craigmurray.org.uk/archives/2009/01/gordon_brown_is.html
[3] Qui, l’autore dell’articolo riunisce in un solo riferimento due distinti passi evangelici: i “discendenti di coloro che uccisero i profeti” si riferisce a Matteo 23: 31, e “per padre il diavolo” si riferisce a Giovanni 8: 44.

6 Comments
    • Anonimo
    • 11 febbraio 2010

    articolo molto interessante e lucido.
    grazie sempre per la traduzione e pubblicazione.

    saluti

    Daltanius

    Rispondi
    • Anonimo
    • 12 febbraio 2010

    …ci si dimentica del sapone

    Rispondi
    • Anonimo
    • 12 febbraio 2010

    Ripeto il solito dato statistico:
    55 mila persone su una popolazione di 60 milioni sono 0,1 per cento,a guardare cosi' e' una inezia,pero' se tutti i 55 mila individui sono dentro le strutture di comando dello stato non e' piu' una minoranza ma diventa il potere che comanda la massa.
    Se poi li moltiplichiamo per tutti gli stati esistenti nel mondo cosa ne viene fuori?
    L'elite che governa il mondo.

    Rispondi
    • Anonimo
    • 12 febbraio 2010

    Citazione: 55 mila persone su una popolazione di 60 milioni sono 0,1 per cento,a guardare cosi' e' una inezia,pero' se tutti i 55 mila individui sono dentro le strutture di comando dello stato non e' piu' una minoranza ma diventa il potere che comanda la massa.
    Se poi li moltiplichiamo per tutti gli stati esistenti nel mondo cosa ne viene fuori?
    L'elite che governa il mondo."

    Queste parole sono di una verità lapalissiana, vanno lette e rilette più volte!
    E' la situazione dell'ebraismo in seno al mondo intero.
    …altro che stare a contare quanti sono, se quattordici milioni o trenta milioni nel mondo intero.

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  1. quest'articolo, l'ho messo nel mio blog !

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